Jane Austen avrebbe probabilmente approvato. O forse avrebbe trovato il modo di dedicare una delle sue battute più pungenti a tutto questo entusiasmo fashion. Fatto sta che Daisy Edgar-Jones sta trasformando il press tour di Ragione e Sentimento in uno degli appuntamenti di moda più interessanti della stagione. Tra corsetti, sete preziose, gioielli d’archivio e silhouette romantiche, l’attrice britannica ha trovato una formula capace di conquistare red carpet e appassionate di stile, dando nuova vita a un’estetica che sembrava appartenere soltanto alle pagine dei romanzi.
Daisy Edgar-Jones, il press tour di Ragione e Sentimento diventa una dichiarazione d’amore a Jane Austen
Il cinema continua a influenzare il guardaroba delle star ben oltre il grande schermo e Daisy Edgar-Jones sembra aver imparato a padroneggiare quest’arte con una naturalezza disarmante. Protagonista del nuovo adattamento cinematografico di Ragione e Sentimento, diretto da Georgia Oakley, l’attrice interpreta Elinor Dashwood, una delle eroine più amate e complesse dell’universo letterario della Austen.
Per accompagnare l’uscita del film, Daisy ha deciso di portare un po’ dell’immaginario della sua protagonista anche fuori dal set. Complice la stylist Dani Michelle, già dietro ad alcuni dei look più discussi di Hailey Bieber e Kendall Jenner, ha costruito un guardaroba promozionale che recupera elementi della moda tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, reinterpretandoli attraverso le grandi maison contemporanee.
Il risultato è un esempio particolarmente riuscito di method dressing, quella strategia di styling che permette agli attori di richiamare l’estetica dei personaggi interpretati anche durante première, interviste e photocall.
Nel caso di Daisy, però, non si tratta di indossare semplicemente qualche abito dall’aria antica. Il lavoro è molto più sottile e passa attraverso una selezione accurata di corsetti, drappeggi, ricami floreali, volumi e tessuti che ricordano il mondo di Jane Austen senza trasformare l’attrice in una figurante di un dramma in costume.
Daisy Edgar-Jones a Londra, Vivienne Westwood la trasforma in un’eroina romantica
È il look che più di tutti racconta lo spirito dell’intero progetto. Per la première londinese di Ragione e Sentimento, Daisy Edgar-Jones ha scelto una creazione su misura firmata Vivienne Westwood, una maison che ha fatto della rilettura irriverente della storia del costume uno dei propri tratti distintivi.
L’abito, realizzato in seta duchesse color champagne, presenta una silhouette a clessidra costruita intorno a un bustier aderente che valorizza il punto vita. Il décolleté è disegnato da un elaborato drappeggio, mentre le spalline scivolano sulle braccia formando due grandi fiocchi morbidi, quasi fossero il dettaglio di un vestito appartenuto a una nobildonna inglese.

La gonna lunga, attraversata da pieghe volutamente irregolari, si apre sul davanti lasciando intravedere una gamba e termina in uno strascico generoso. Un contrasto particolarmente interessante tra la sensualità moderna dello spacco e il romanticismo della costruzione sartoriale.
Ma il dettaglio più affascinante si trova intorno al collo. Daisy ha abbinato all’abito un sottile choker in velluto bordeaux, impreziosito da un pendente storico proveniente dagli archivi Boucheron, maison di cui è ambassador. Il gioiello, con un’agata risalente al 1877, aggiunge un elemento autenticamente antico a un look che gioca con i riferimenti al passato.
Da Berlino a Sydney, il romanticismo cambia forma tra Armani Privé e Alaïa
Se a Londra il richiamo a Jane Austen era quasi letterale, a Berlino Daisy Edgar-Jones ha scelto un’interpretazione decisamente più sofisticata e vicina al glamour contemporaneo.
Per la première tedesca, l’attrice ha indossato un abito d’archivio Armani Privé in una delicata tonalità grigio perla con riflessi azzurro ghiaccio. La silhouette è lunga, fluida e leggermente svasata sul fondo, con un corpetto strutturato che accompagna il busto e si apre in uno scollo a cuore.

Il vero elemento scenografico sono però le spalline gioiello: sottili strutture ornate da cascate di cristalli, perline e fili argentati che scendono lungo le braccia, creando l’illusione di piccole maniche sospese. Un dettaglio dalla sensibilità quasi regale, capace di richiamare gli ornamenti dei secoli passati senza risultare eccessivo.
A Sydney, invece, la protagonista ha mostrato il lato più sperimentale del proprio guardaroba. Durante il photocall a Wendy’s Secret Garden, con il Sydney Harbour Bridge sullo sfondo, Daisy ha indossato una creazione bianca di Alaïa, dalla collezione Autunno 2026, capace di trasformare l’estetica romantica in qualcosa di sorprendentemente architettonico.

La parte superiore presenta un collo alto e maniche lunghe, con una vestibilità molto aderente che avvolge il busto come una seconda pelle. A cambiare completamente il linguaggio dell’outfit è la gonna, costruita attraverso balze plissettate sovrapposte e volumi asimmetrici.
Le pieghe si aprono intorno ai fianchi e scendono a diverse altezze, formando una silhouette dinamica e scultorea. Il bianco integrale rende ancora più evidenti i contrasti tra la superficie liscia del corpetto e il movimento della parte inferiore.
Daisy Edgar-Jones a Los Angeles riscopre Chloé d’archivio, tra corsetti e farfalle
Per la première di Los Angeles, Daisy e Dani Michelle hanno attinto nuovamente agli archivi della moda, questa volta scegliendo una creazione Chloé della collezione Primavera/Estate 1999, disegnata da Stella McCartney durante il suo periodo alla direzione creativa della maison francese.
Un look che sembra costruito appositamente per raccontare l’incontro tra l’estetica Regency e il romanticismo leggermente irriverente della moda di fine anni Novanta.

Il protagonista è un corsetto color avorio, dalla struttura aderente e dalle cuciture verticali ben visibili, decorato con piccoli ricami di farfalle e motivi floreali. La scollatura a cuore valorizza il décolleté, mentre il taglio sagomato sul fondo mette in evidenza il punto vita.
Al bustier è abbinata una lunga gonna in satin grigio-azzurro, dal profilo sinuoso e dalla superficie lucida, che segue i fianchi per poi allargarsi delicatamente verso il pavimento. Il tessuto scivola in uno strascico leggero, introducendo una sensualità più vicina agli anni Novanta che alle eroine letterarie dell’Ottocento.
Sulle spalle, una piccola mantellina in tulle trasparente, con ricami delicati, aggiunge un ulteriore riferimento agli abiti storici. Il contrasto tra l’apparente fragilità del coprispalle e la struttura decisa del corsetto è uno degli aspetti più riusciti dell’intero styling.