Artem Tkachuk come “Pino o’ pazzo” in Mare Fuori: l’attore condannato a 1 anno e 6 mesi

Artem Tkachuk torna al centro dell’attenzione dopo i fatti avvenuti a Rho nel maggio scorso: per lui arriva la condanna per il danneggiamento delle auto

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Giorgia Sdei

Giornalista esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Non è una scena di Mare Fuori, anche se in questa storia c’è ben più di una somiglianza con il personaggio che Artem Tkachuk interpreta nella serie. L’attore, conosciuto dal pubblico come Pino o’ pazzo, è stato infatti condannato dal Tribunale di Milano per una vicenda avvenuta a maggio a Rho, alle porte del capoluogo lombardo. Una notte agitata, violenta, alcune automobili prese di mira e l’arrivo della polizia: elementi che oggi hanno trovato un primo punto fermo in aula. Ma stavolta è la realtà, non una fiction.

Artem Tkachuk, perché è stato condannato

L’attore venticinquenne Artem Tkachuk era stato fermato insieme ad altri tre ragazzi dopo il danneggiamento di quattro vetture parcheggiate lungo una strada di Rho. Secondo la ricostruzione finita al centro del procedimento, le auto sarebbero state colpite con calci e avrebbero riportato danni agli specchietti, ai paraurti e alla carrozzeria.

La giudice Amelia Managò ha pronunciato la stessa condanna per tutti i giovani coinvolti: insieme a lui infatti c’erano anche tre suoi amici di 18, 22 e 26 anni. Il procedimento si è svolto con rito abbreviato e la decisione comprende anche la possibilità di beneficiare della sospensione della pena e della mancata annotazione della condanna, a patto che i danni provocati vengano ripagati entro il termine stabilito.

Un dettaglio tutt’altro che secondario: per mantenere questi benefici, infatti, gli imputati dovranno dimostrare di avere concretamente rimediato alle conseguenze economiche dell’accaduto. La difesa aveva chiesto l’assoluzione, mentre la Procura aveva proposto una pena più contenuta. Le ragioni complete della sentenza saranno chiarite con il deposito delle motivazioni.

La notte a Rho e il confronto con gli agenti

Il caso risale alla notte tra il 20 e il 21 maggio 2026. Tkachuk si trovava insieme agli amici quando alcuni residenti avrebbero segnalato rumori e movimenti sospetti vicino alle auto in sosta.

L’arrivo delle forze dell’ordine non avrebbe però riportato subito la calma. L’attore, stando a quanto contestato, avrebbe avuto una reazione particolarmente accesa nei confronti dei poliziotti, tra provocazioni e frasi minacciose. Per questo comportamento è stato aperto un procedimento separato, distinto da quello relativo alle vetture danneggiate.

Dopo l’arresto, Tkachuk era tornato libero e durante l’udienza aveva espresso dispiacere per quanto accaduto. Il capitolo giudiziario, però, non si è chiuso con quelle scuse e ora la sentenza riporta il suo nome sotto i riflettori per motivi ben lontani dalla recitazione.

Da Mare Fuori al successo televisivo

Nato in Ucraina e cresciuto nell’hinterland napoletano, Artem Tkachuk è arrivato al cinema ancora giovanissimo. A lanciarlo è stato La paranza dei bambini, diretto da Claudio Giovannesi, ma è con Mare Fuori che ha conquistato una popolarità molto più ampia.

Pino o’ pazzo, il detenuto impulsivo ma capace di mostrare un lato vulnerabile, è diventato uno dei personaggi simbolo della serie. Un ruolo che ha permesso all’attore di costruire un rapporto forte con il pubblico, proseguito anche fuori dal set con la partecipazione a Pechino Express insieme ad Antonio Orefice.

Negli ultimi mesi, tuttavia, la carriera di Tkachuk è stata accompagnata da una serie di episodi controversi. Questa nuova condanna potrebbe incidere sulla sua immagine e alimentare interrogativi sul futuro professionale. L’attore sceglierà di raccontare ancora una volta la propria versione dei fatti? Per ora, dopo i personaggi tormentati della fiction, è la realtà a scrivere per lui una pagina decisamente complicata.