Alfonso Signorini rompe il silenzio: “La verità non ha fretta”

Alfonso Signorini rompe il silenzio e parla pubblicamente dello scandalo che lo vede protagonista dopo le rivelazioni di Corona.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

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Dopo la denuncia di Antonio Medugno e il caso scoppiato per via delle rivelazioni di Fabrizio Corona, Alfonso Signorini rompe il silenzio e lo fa con un lungo editoriale pubblicato sul settimanale Chi. Il giornalista, al centro di un vero e proprio scandalo, ha scelto di parlare per la prima volta pubblicamente.

Le parole di Alfonso Signorini

Dopo lo scandalo causato dalla puntata di Falsissimo di Fabrizio Corona e la denuncia di Antonio Medugno, Alfonso Signorini si è autosospeso da Mediaset. Ha però deciso però di mantenere il ruolo di direttore editoriale di Chi, firmando in apertura un editoriale in cui racconta per la prima volta la sua verità. Una scelta che arriva dopo le dichiarazioni rilasciate in Procura per 3 ore, dove Alfonso Signorini si è difeso dalle accuse a suo carico.

“C’è stato un tempo in cui il silenzio faceva paura – ha scritto Alfonso Signorini -. Oggi fa scandalo. In una società dove tutti parlano, commentano, urlano, spiegano, si giustificano, si assolvono e si condannano in tempo reale, il silenzio è diventato un atto sovversivo. Quasi una provocazione”.

Signorini ha poi spiegato la sua scelta di non commentare lo scandalo che lo aveva travolto nelle sue fasi iniziali. “Perché il silenzio, oggi, non è assenza: è una scelta – ha detto -. Viviamo immersi in un rumore continuo. Non solo acustico, ma mentale, emotivo, morale. Un flusso ininterrotto di parole che non chiedono ascolto, ma attenzione. Like, share, titoli acchiappa-click, dichiarazioni “rubate”, smentite gridate più delle accuse. Tutto deve essere detto, subito. Tutto deve essere commentato, anche ciò che non è stato capito. Anche ciò che, forse, non meriterebbe nemmeno una parola”.

Alfonso Signorini: “La verità non ha fretta”

Alfonso Signorini ha poi aggiunto: “Eppure, in questo caos assordante, c’è qualcosa che spicca più di ogni grido: il silenzio. Quello vero. Non il silenzio dell’imbarazzo o della paura, ma il silenzio consapevole. Quello di chi sa che parlare non è sempre un dovere. E che tacere, a volte, è un gesto di lucidità, persino di eleganza morale. Il silenzio non è debolezza. È forza trattenuta. È il contrario della reazione istintiva, del commento di pancia, della frase buttata lì “perché qualcosa bisogna pur dire”.

Il conduttore ha poi voluto chiarire come la scelta di restare in silenzio non sia in alcun modo stata un tentativo di nascondere la verità. “C’è un equivoco diffuso: si crede che il silenzio nasconda – ha chiarito -. In realtà, spesso, rivela. Rivela sicurezza, consapevolezza, profondità. Rivela una cosa che oggi manca terribilmente: il senso del limite. Il limite tra ciò che è pubblico e ciò che è privato. Tra ciò che è opinabile e ciò che è sacro”.

Nella sua lettera aperta, il giornalista non ha mai fatto riferimento in modo diretto a Medugno e alle accuse lanciate da Fabrizio Corona. “Il silenzio non è una questione di stile, anche se di stile ne ha moltissimo. È una questione di verità – ha concluso -. Perché la verità, quella autentica, non ama il clamore. Non si presta ai titoli inventati, alle ricostruzioni fantasiose, ai processi sommari e improvvisati fatti a colpi di hashtag. La verità ha bisogno di tempo. E spesso di silenzio”.

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