Alfonso Signorini in Procura dopo la denuncia di Medugno

Dopo la denuncia di Antonio Medugno, Alfonso Signorini è stato ascoltato in Procura per tre ore

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

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Giornata delicata per Alfonso Signorini, che è stato ascoltato in Procura a Milano dopo la denuncia presentata da Antonio Medugno. Il conduttore ha rilasciato una deposizione spontanea, fornendo ai magistrati la propria ricostruzione dei fatti e respingendo le accuse a suo carico.

Alfonso Signorini per tre ore in Procura

Alfonso Signorini si è presentato in Procura a Milano per una deposizione spontanea durata circa tre ore. Il presentatore è stato sentito dai pm Letizia Mannella e Alessandro Gobbis in seguito alla denuncia presentata da Antonio Medugno, ex concorrente del Grande Fratello Vip. Medugno ha accusato il giornalista di violenza sessuale ed estorsione.

Accompagnato dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, Signorini ha raccontato ai magistrati di “non avere commesso alcuna violenza”, fornendo la sua versione dei fatti in merito al rapporto che avrebbe avuto con Medugno prima dell’ingresso di quest’ultimo nella Casa del GF Vip nel 2022. Una ricostruzione che, secondo quanto emerso, sarebbe totalmente diversa da quella del modello.

Nel corso dell’audizione, il conduttore ha rivendicato l’assoluta professionalità del proprio operato e si è soffermato anche sul contenuto delle chat con Medugno, acquisite dai pm dopo il sequestro disposto nell’ambito della denuncia per revenge porn presentata dal giornalista. Materiale che ora è al vaglio degli inquirenti.

La denuncia di Antonio Medugno e la sua versione

Antonio Medugno, dal canto suo, ha raccontato pubblicamente la propria versione dei fatti qualche giorno fa in in un video pubblicato sui suoi profili social. Il modello napoletano ha spiegato di aver “gestito male la situazione”, rivelando di aver intrapreso successivamente un percorso di terapia durato quattro anni.

“Non sono andato lì per ottenere sesso o favori – ha raccontato Medugno, parlando della notte che avrebbe trascorso nella casa del presentatore -, sono andato per chiarire, per dimostrare che valori avessi e che tipo persona fossi. È stata una scelta ingenua, lo ammetto, ma ingenuità non significa né consenso né colpa, ho sbagliato a stare vicino a quella situazione e a non tagliare subito. È stato un errore ma restare non significa stare bene”.

L’ex gieffino ha poi affermato che “col senno di poi c’erano dei messaggi ambigui e forse avrei dovuto mettere molto prima un confine. Ho lasciato spazio a quell’ambiguità che non avrei mai dovuto accettare. Ma quando sei giovane temi di bruciarti le opportunità lavorative e hai tante pressioni addosso e non ragioni sempre in modo lucido. In quel momento mi sono purtroppo fidato ciecamente del mio vecchio manager, quindi ho minimizzato ogni cosa, perché mi avevano manipolato facendomi pensare che fosse giusto così”.

Secondo Medugno, il rapporto con il giornalista sarebbe stato frainteso e avrebbe avuto ripercussioni importanti sul suo equilibrio personale. Una narrazione che si contrappone nettamente a quella fornita da Signorini in Procura e che sarà oggetto di ulteriori accertamenti da parte della magistratura.

“Quando sei coinvolto in dinamiche di vergogna e paura, spesso non denunci subito – ha svelato -. Ti chiudi, ti colpevolizzi, temi di non essere creduto, ma soprattutto temi l’impatto sulla tua vita e sul lavoro. È una cosa documentata: troppe persone ritardano la denuncia su queste vicende. Io in quei quattro anni ho fatto terapia e ho provato ad andare avanti. Ho deciso di tutelarmi legalmente soltanto quando la situazione è diventata pubblica. Ho capito che il silenzio mi avrebbe distrutto”.

L’inchiesta è ancora in una fase iniziale e spetterà agli inquirenti chiarire i contorni della vicenda, mettendo a confronto le diverse versioni e la documentazione acquisita. Nel frattempo, la prudenza resta d’obbligo.

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