Ti sento, Raoul Bova e le critiche: “La solitudine non mi spaventa”

Raoul Bova, intervistato da Pierluigi Diaco a "Ti sento", si è raccontato senza filtri parlando del suo rapporto con la solitudine e le critiche

Le interviste di Pierluigi Diaco a Ti Sento sono finestre che si aprono sulla parte più intima di personalità del mondo dello spettacolo che tutti conosciamo. Ma che per una volta, anche solo per pochi minuti, possiamo ammirare nella loro “nudità” più cruda, quella dell’anima e di quel lato oscuro che non sono avvezzi a mostrare. Così è stato l’incontro con Raoul Bova, ospite della quarta puntata del programma in onda su Rai 2. L’attore romano è abituato alle interviste, eppure stavolta si è lasciato andare a emozioni intime e profonde, riflettendo – tra le altre cose – sul suo rapporto con la solitudine e con le critiche.

Ti Sento, Raoul Bova senza filtri da Pierluigi Diaco

La parola “solitudine” è una di quelle che ci fanno sempre storcere un po’ il naso, qualcosa che associamo a emozioni negative. Alla lontananza degli affetti, alla mancanza di qualcosa e a una vita incompleta, immersa in un vuoto difficile da colmare. Eppure la solitudine può essere una culla in cui abbandonarsi ogni qualvolta se ne senta il bisogno, una sorta di spazio franco che ci consente di fuggire, anche solo per qualche istante, da ciò che ci sconforta.

Raoul Bova ha ragionato sul suo rapporto con la solitudine e a Pierluigi Diaco si è mostrato senza filtri, forse per la prima volta. Come lo stesso giornalista ha ribadito più volte nel corso dell’intervista, l’attore romano sin dalla giovinezza è sempre stato avvolto da quell’aura di perfezione e disciplina, quasi al punto da farlo apparire irreale. Ma dietro questa apparenza si cela qualcosa di ben più profondo e sì, il bel Raoul lo sa bene.

Ti Sento, Raoul Bova si emoziona parlando della solitudine

Diaco è stato molto diretto con l’attore, porgendogli in maniera non troppo velata uno spunto di riflessione: “Al netto della famiglia, appari solo. È come se fossi orgoglioso della tua solitudine. Anche questa è una percezione, magari mi sbaglio…”. A quel punto Bova è apparso quasi spiazzato, come del resto reagirebbe ognuno di noi di fronte a un’affermazione simile.

Ci ha messo un po’ per mettere in fila i pensieri e poi le parole, infine con la voce tremante per l’emozione ha ammesso: “Io penso, rifletto e proprio lo cerco questo momento di solitudine. Non mi spaventa, mi accarezza, mi culla“. La solitudine come una cara amica che dona conforto, un’affermazione forte che ci offre un’inedita immagine di Raoul Bova.

Raoul Bova a Ti Sento, il rapporto con le critiche e il successo

L’intervista di Raoul Bova a Ti Sento è stata anche un’occasione per affrontare il rapporto dell’attore con il suo successo dirompente, un vero e proprio vortice che lo ha letteralmente travolto quando era ancora giovanissimo. Quel ragazzo senza esperienza che pensava di fare il nuotatore, si è ritrovato a essere uno dei sex symbol del momento. Eppure non sono mancate le critiche per quel promettente attore dagli occhi color del cielo.

“Io ho iniziato così per caso, quindi tutto quello che mi arrivava per me è stato un regalo – ha confidato Bova -. Anzi, ho rincorso il successo, mi sentivo sempre di rincorrere per stare alla pari, studiare il più possibile. E la fortuna e sfortuna da una parte è stata che la critica e i giornalisti non è che mi hanno mai osannato. Però quello che mi ha fatto molto piacere è che da subito il pubblico mi ha apprezzato, quindi ho imparato a contare sul calore del pubblico piuttosto che sulla critica”.

Metodico, disciplinato, responsabile proprio come gli ha insegnato il suo papà. Raoul Bova ha costruito negli anni una carriera di cui andar fiero e orgoglioso, basti pensare all’ultimo grande successo con Don Matteo 13. E probabilmente il suo punto di forza è stato nel tempo proprio il modo in cui ha affrontato tutti quei detrattori che lo disegnavano, già ai tempi, come una stella cadente, destinata a scomparire: “Sono quelle cose che magari all’inizio ti fanno un po’ male. Tanta gente non fa più questo lavoro, è sparita. Io sono ancora qua e continuo a farlo con amore. Per me conta questo“.