Laura Pausini, la dedica per Carlo Conti dopo Sanremo 2026 insieme

Laura Pausini ha chiuso la sua esperienza a Sanremo 2026 con una lunga dedica rivolta a Carlo Conti, che l'ha voluta sul palco al suo fianco

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Martina Dessì

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Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

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Il sipario sul Festival di Sanremo 2026 si è chiuso, ma l’eco delle emozioni provate sul palco dell’Ariston continua a vibrare, spostandosi dai riflettori della kermesse alle pagine dei social network. Al centro della scena, quest’anno, non ci sono state solo le canzoni, ma un sodalizio umano e professionale che ha ridefinito il concetto di conduzione televisiva: quello tra Carlo Conti e Laura Pausini.

Poche ore dopo la finale, la “diva della porta accanto” ha voluto rendere pubblico il suo sentimento con una dedica che ha commosso i fan e gli addetti ai lavori. Un messaggio che va oltre il semplice ringraziamento di rito e che sancisce la nascita di un’amicizia profonda, forgiata nel fuoco della diretta televisiva più prestigiosa e difficile d’Italia.

La dedica di Laura Pausini a Carlo Conti

“Caro Carlo, grazie per l’uomo meraviglioso che sei”, ha esordito Laura sui suoi canali ufficiali. “Il professionista che stimo da sempre lo conoscevo già, ma la tua bontà e generosità le ho scoperte stando al tuo fianco in questa che rimarrà una delle esperienze più importanti della mia vita”.

Parole molto attese, che trovano il loro culmine in un paragone storico: la Pausini ha infatti equiparato Conti a Pippo Baudo, l’uomo che nel 1993 la tenne a battesimo tra le Nuove Proposte. Affermare che Carlo Conti sia diventato per lei una figura di pari importanza significa riconoscergli la maestria tecnica e anche quella capacità paterna e rassicurante di guidare i talenti attraverso la tempesta sanremese. “Poterti chiamare amico è un privilegio… sarò sempre al tuo fianco”, ha concluso la cantante, menzionando anche un misterioso e simbolico “sasso” regalatole dal conduttore il 24 febbraio, data d’inizio del Festival.

Cinque serate di pura alchimia

La scelta di affiancare Laura Pausini a Carlo Conti per tutte e cinque le serate è stata la mossa vincente di questa edizione. Se Conti ha rappresentato la “Roccia” (per restare in tema con il regalo citato da Laura), Pausini è stata l’anima pulsante, quella che ha rotto la liturgia del Festival con la sua schiettezza e la sua incontenibile energia.

Il feeling tra i due è stato immediato. Non si è percepita la classica dinamica “conduttore e valletta”, bensì quella di due complici che si divertono a gestire una macchina complessa. Carlo Conti ha saputo lasciare spazio alla debordante personalità di Laura Pausini, permettendole di interagire con gli ospiti internazionali e con i big in gara con una naturalezza disarmante. Dal canto suo, la Pausini ha saputo appoggiarsi alla precisione millimetrica di Conti nei momenti di tensione, trasformando potenziali imprevisti in siparietti memorabili.

L’Ariston come casa

Ciò che resterà del Sanremo 2026 è proprio questo clima di familiarità. In un momento in cui la televisione spesso viene costruita a tavolino, la spontaneità dei loro sguardi e il sostegno reciproco dietro le quinte (spesso trapelato nei fuori onda) hanno restituito al Festival una dimensione finalmente umana.

Per Laura Pausini, già Regina della musica mondiale, questa co-conduzione ha segnato la definitiva consacrazione come volto televisivo a tutto tondo. Per Carlo Conti, è stata la conferma che il suo stile garbato, se unito a un cuore grande come quello di Laura, può ancora unire l’Italia intera davanti allo schermo. Come scrive lei: “Ti voglio bene, Laura”. E, dopo averli visti insieme, le vuole bene anche il pubblico.