Lasciate ormai alle spalle le vacanze estive, Caterina Balivo è tornata a tenere compagnia agli italiani nelle pigre ore post-prandiali. Torna La Volta Buona con i suoi numerosi ospiti, chiamati ogni giorno a raccontarsi e commentare ogni pomeriggio un tema diverso. Mercoledì 9 settembre l’argomento di discussione è la famiglia, in tutte le sue sfaccettature. Si raccontano famiglie felici e famiglie problematiche, genitori arrabbiati e figli scomparsi. Le emozioni non mancano, ma come sempre, spazio anche alla leggerezza.
Katia Ricciarelli, il dolce ricordo di Pippo Baudo. Voto: 8
Katia Ricciarelli ha da poco compiuto 80 anni, compleanno che le ha portato una nuova consapevolezza. La cantante lirica non ha più tempo per il rancore, la rabbia e il rimpianto, neppure nei confronti dell’ex marito. “Di Pippo Baudo parlo serenamente, per me è come se fosse vivo” anticipa, lasciandosi poi andare in un lungo e sincerto ricordo dei chiari scuri del loro amore.
Katia e Pippo si sposarono in tutta fretta, appena qualche mese dopo essersi conosciuti. “Fu colpa della mia mamma, – svela oggi – che non voleva che me ne andassi in giro con un uomo. La reputazione della mia mamma era più importante della mia. Lo dissi a Pippo e lui decise di sposarci ‘subito subito’”.
Il loro fu un amore maturo, “quando si ha una certa età non puoi aspettare mesi o anni. Pensavamo che fosse l’ultimo amore della nostra vita e lo abbiamo iniziato subito”. Sognavano di allargare la famiglia, con un bimbo che, però, dopo un primo aborto, non arrivò mai. “Il mio consiglio è di non accanarsi troppo, – afferma oggi – perché anche l’amore ne risente. Bisogna cercare di volersi bene lo stesso”.
Katia e Pippo di bene se ne vollero parecchio, “eravamo una coppia bellissima” commenta guardando con un grande sorriso alle vecchie foto. Poi, però, la vita si mise in mezzo. “Io giravo molto, lui aveva un lavoro che lo faceva stare a casa. E quanto tornavo era difficile riprendere il filo. Tra di noi c’erano silenzi infiniti, che è la cosa peggiore. Bisogna sempre dire qualcosa, anche cavolate. Più si sta zitti e peggio è, perché poi quel silenzio lì non si riesce più a rompere”.
E quel suo stesso consiglio, a La Volta Buona Katia lo ha seguito con dedizione. Ha parlato parecchio. Ha raccontato della grande gelosia per le “donne bellissime” di cui il conduttore era circondato e di quella volta che, per fare ingelosire lui, si inviò un mazzo di fiori. Di quando, dopo una grande litigata, preparò la valigia per andar via, ma mise solo roba inutile.
E, terminato il proprio dolce racconto, Katia Ricciarelli inizia a parlare con gli altri, e ne ha per tutti. Punzecchia gli altri ospiti e, quando c’è bisogno, li sgrida persino. Elargisce lezioni di vita e quasi non lascia il tempo agli altri di controbattere. Un vero peperino, a cui non si può dare meno di 8.
Corinne Clery, la decisione definitiva contro il figlio. Voto: 3
Decisamente più amaro è il racconto famigliare di Corinne Clery. La showgirl torna a parlare dei tanti anni “di dispute, sofferenza ed errori di comunicazione”, con il figlio Alexandre, di fronte ai quali “ho pensato di dovermi tutelare”. Corinne ha paura di quel che potrà accadere in futuro, “domani potrei avere una malattia e l’unica persona che può decidere legalmente per me è mio figlio”.
Clery ha nominato, con tanto di firma di fronte al notaio, un avvocato come proprio tutore legale, qualcuno che “prenda le decisioni se io avessi un problema”. La decisione arriva dopo “tanti anni di soprusi psicologici. Le ho provate tutto e non sono andate bene, io mi devo proteggere. Ora penso un po’ a me”.
L’attrice svela anche di aver fondato un’associazione a difesa delle famiglie. “Ci sono un sacco di persone che hanno bisogno di raccontare cosa vivono a casa, – spiega – ma l’omertà e la paura di essere giudicati li blocca”. Corinne ha ragione, ma forse la televisione non è il luogo adatto per parlare dei problemi con i propri parenti, e proprio per questo la bocciamo.
Nadia Bengala, il dolore per la figlia perduta. Voto: 6
È il dolore di una mamma abbandonata quello che Nadia Bengala porta nello studio de La Volta Buona. La showgirl non ha più alcun contatto con la figlia Diana da oltre un anno. “Ha cambiato numero di telefono, non so dove viva, non so più nulla di lei” confida a Caterina Balivo. “Io rispetto questa decisione, l’allontanamento, cerco di non nutrire rabbia, di non provare troppo dolore”.
Eppure, la sofferenza resta. “Quando era piccola pensavo che avremmo avuto un bel rapporto, che saremo state complici, ci saremmo raccontate tutto, saremmo state amiche”. Ma così non è andata: “avrò fatto degli errori, non l’avrò ascoltata nei momenti in cui lei ne aveva più bisogno, le sono stata troppo addosso fino a diventare un peso. Ho fatto degli errori in buona fede, ma lei mi tratta come fossi una nemica”.
No, la televisione non è il posto migliore per lavare i panni sporchi. Ma Nadia Bengala è trascinata dalla speranza che la sua Diana possa tornare e non si ferma di fronte a nulla: “Voglio pensare che per il momento peggiore sia già passato e che crescendo, maturando, potrà capire tante cose”.
Kaspar Capparoni si perde beato tra le donne. Voto: 6
“Mi sento beato tra le donne, ma anche fustigato tra le donne” scherza Kaspar Capparoni che sul divanetto de La Volta Buona non trova occasione di proferire parola. Ogni volta che prova a parlare lo zittiscono, gli parlano sopra, lui abbozza con rassegnazione: “Come in famiglia, l’uomo sta in silenzio, non può proprio parlare”.
Quando ha l’occasione di raccontarsi, però, lo fa con grande delicatezza. Racconta del complesso rapporto con il padre, allontanatosi quando era ancora un bambino e poi tornato poco prima di morire. Svela il dolore provato nei lunghi anni lontano dai figli – portategli via dopo un duro divorzio – e la volontà di essere un genitore presente e premuroso. Insomma, Capparoni parla poco, ma parla bene.