La Volta Buona, pagelle 17 febbraio: la verità su Argentero a Sanremo (8), Zorzi show (9)

A una settimana dall’inizio di Sanremo 2026, Caterina Balivo svela A La Volta Buona retroscena e curiosità della kermesse, tra ospiti in studio e collegamenti speciali

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Il conto alla rovescia per Sanremo 2026 è ufficialmente partito. Caterina Balivo ha trasformato la puntata di martedì 17 febbraio de La Volta Buona in un vero e proprio backstage del Festival.

Tra polemiche social, filmati amarcord e curiosità, la conduttrice di Aversa ha svelato uno dei misteri più chiacchierati degli ultimi giorni: perché Luca Argentero, inizialmente contattato dagli autori, ha poi visto svanire la sua apparizione sul palco dell’Ariston.

Un retroscena che aggiunge pepe all’evento e conferma come, dietro l’eleganza e i riflettori, Sanremo continui a essere una macchina di sorprese, gossip e piccoli colpi di scena che accendono prontamente la conversazione.

Aldo Vitali e Zorzi bacchettano Minghi. Voto 8

Puntuale come ogni anno, c’è sempre qualcuno che si lamenta del cast del Festival di Sanremo. Questa volta è toccato ad Amedeo Minghi, che ha definito l’edizione 2026 “a misura di social” salvando, tra trenta i nomi in gara, soltanto Patty Pravo. Una dichiarazione forte, che riporta alla solita, eterna contrapposizione tra il Sanremo di ieri e quello di oggi.

Ma se è vero che il Festival è cambiato, è altrettanto evidente che lo ha fatto seguendo il suo tempo: oggi la conversazione passa anche – e soprattutto – dalle piattaforme digitali, tra clip virali, meme e reaction in tempo reale. Più che un limite, per molti, è il segno della sua vitalità.

A rimettere ordine nella discussione ci pensa Aldo Vitali, direttore di Tv Sorrisi e Canzoni, con una replica tanto diplomatica quanto netta a La Volta Buona: pretendere che il Festival abbia gli stessi codici di trent’anni fa significa ignorare l’evoluzione naturale della musica e del pubblico.

“È ovvio che il Festival di Sanremo 2026 non possa avere gli stessi canoni di Sanremo di 30 anni fa; che ci sia un’attenzione ai social direi che è un pregio, non è un difetto. – dice il giornalista – Se il maestro Minghi conosce solo Patty Pravo mi dispiace per lui: nonostante sia un grande musicista non è al passo coi tempi”.

A bacchettare ancora di più Minghi con maggiore veemenza e schiettezza Tommaso Zorzi: “In quel cast c’è anche la voce italiana più bella al momento, Arisa. Per non parlare di Malika Ayane. Minghi ha detto una minc***ta”.

Severo ma giusto. Perché una certezza, in questa liturgia tutta italiana che accompagna il Festival, ormai c’è: le stroncature preventive al cast di Sanremo hanno perso fascino e, soprattutto, hanno stancato.

La presenza spumeggiante di Tommaso Zorzi. Voto 9

E a proposito di Tommaso Zorzi, non possiamo che non promuovere la sua presenza a La Volta Buona. Verace, spumeggiante e pungente al punto giusto. Preparato nonostante la giovane età, è la persona perfetta per il salotto di Caterina Balivo, che non a caso ha deciso di promuoverlo come inviato del suo show quotidiano per il prossimo Festival di Sanremo.

Quest’anno La Volta Buona seguirà tutta la kermesse musicale direttamente dalla città dei fiori. Una promozione importante per la Balivo che, puntata dopo puntata, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel pomeriggio di Rai 1.

E avere Zorzi al suo fianco è un valore aggiunto, quel quid che può fare la differenza.

Tommaso Zorzi
IPA
Tommaso Zorzi

Sanremo 1997, il momento amarcord da 10 e lode

Bellissimo momento amarcord a La Volta Buona. Il servizio con la classifica integrale di Sanremo 1997, complice la presenza in studio di Valeria Marini – valletta di quell’edizione targata Mike Bongiorno – accende una nostalgia potente e anche un filo polemica.

Perché rivedere oggi l’ottavo posto di Patty Pravo con la monumentale E dimmi che non vuoi morire fa ancora effetto e suona come una piccola grande ingiustizia che il tempo, per fortuna, ha già provveduto a riscrivere.

Ma è proprio questo il bello di questi tuffi nel passato: ricordarci che il Festival è solo una gara e non un verdetto definitivo sul talento. Si può vincere e scomparire, si può non trionfare e restare nella storia.

E poi c’è l’emozione più autentica, quella che arriva rivedendo Alex Baroni tra le Nuove Proposte. Una presenza luminosa, un artista – scomparso drammaticamente nel 2002 – che la televisione dovrebbe celebrare molto di più.

Caterina Balivo
IPA
Caterina Balivo

Perché Luca Argentero è stato cancellato da Sanremo. Voto 8

A La Volta Buona viene finalmente chiarito il motivo della mancata partecipazione di Luca Argentero al Festival di Sanremo 2026. L’attore aveva raccontato di essere stato contattato dalla produzione, ma di non aver ricevuto più aggiornamenti, lasciando spazio a dubbi e speculazioni sul suo coinvolgimento.

A fare chiarezza è Valerio Palmieri, giornalista di Chi, che riporta le parole del conduttore Carlo Conti: Argentero sarebbe dovuto salire sul palco dell’Ariston per promuovere la nuova stagione di Doc-Nelle tue mani, originariamente prevista per marzo. Ma lo slittamento della messa in onda a ottobre ha reso superflua la sua ospitata, eliminando la necessità di un’apparizione in questi giorni.

Si tratta dunque di una questione organizzativa e di calendario, senza alcun rifiuto nei confronti dell’attore. La mancata presenza trova così una spiegazione semplice e lineare, confermando come, anche nei grandi eventi televisivi, i cambi di programmazione possano incidere sulle presenze previste.

Il ricordo di Peppe Vessicchio a Sanremo. Voto 8

Con il ritorno di Sanremo torna puntuale come il primo accordo dell’orchestra la nostalgia per Peppe Vessicchio. Il mitico direttore d’orchestra è morto solo tre mesi fa. Una scomparsa improvvisa che ha lasciato un vuoto profondo.

A La volta buona la figlia Alessia guarda le immagini del padre con gli occhi lucidi e il sorriso pieno d’orgoglio. E in studio cala quella sospensione che solo i grandi sanno creare anche in assenza.

Tre mesi senza di lui e sembra impossibile: più di trenta edizioni del Festival sul podio, quattro vittorie, una lista di artisti accompagnati che è praticamente la storia della musica italiana, da Mia Martini a Andrea Bocelli passando per Zucchero e Ornella Vanoni. Senza dimenticare Valerio Scanu, anche lui in studio per ricordare il grande Vessicchio.

Peppe Vessicchio
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Peppe Vessicchio

Il pubblico dell’Ariston lo amava con devozione rituale: barba iconica, sguardo buono, l’applauso appena pronunciato il suo nome.

Il racconto di Alessia restituisce la misura dell’uomo prima ancora che del maestro: la dolcezza, la timidezza di chi rispondeva “E io che ne sacce” alla domanda sul suo successo, la dignità degli inizi difficili, la vecchia 500 usata come rifugio di giorno e la pizza divisa in tre come promessa di felicità.

Vessicchio non è mai diventato personaggio: è rimasto il ragazzo di Pianura che dirigeva di spalle ma arrivava dritto al cuore. Ed è sempre bello ricordarlo così.