Anche Mediaset avrà finalmente il suo Festival di Sanremo ma in salsa napoletana. A farlo sapere Gigi D’Alessio, che di recente ha stipulato un contratto in esclusiva proprio con l’azienda di Pier Silvio Berlusconi, dove è impegnato con diversi spettacoli in prima serata. Tra questi il Festival di Napoli, che dovrebbe tornare in onda proprio su Canale 5 il prossimo anno.
Gigi D’Alessio farà il Festival di Napoli su Canale 5
A venti anni dall’ultima edizione trasmessa su Rete 4, il Festival di Napoli tornerà sul piccolo schermo. A rilanciare l’idea è Gigi D’Alessio, che non parla di suggestioni nostalgiche ma di un progetto concreto, strutturato, pensato per riportare la canzone napoletana al centro del racconto musicale nazionale.
“Ci sto lavorando”, ha spiegato a Il Mattino il cantautore, chiarendo subito che l’entusiasmo non manca nemmeno da parte di Mediaset: “Canale 5 è entusiasta dell’idea”. Ma D’Alessio mette anche dei paletti molto chiari. Il ritorno del Festival di Napoli non può essere un’operazione al ribasso, né un evento di pura celebrazione del passato.
“Serve tempo, serve professionalità. Se lo faremo – e lo dobbiamo fare – deve essere qualcosa all’altezza della canzone napoletana”. Quella storica, certo, ma anche quella contemporanea, che negli ultimi anni ha ritrovato forza, pubblico e identità, imponendo di nuovo la propria lingua e il proprio suono.
L’obiettivo è evitare l’effetto revival. “Non si può fare una cosetta di due giorni”, ha sottolineato Gigi, né limitarsi a un’operazione nostalgia. Il Festival di Napoli, nelle sue intenzioni, deve tornare a essere un concorso vero, vivo, capace di raccontare il presente e non solo il glorioso passato.
Per questo il modello di riferimento è ben dichiarato: Sanremo. Del resto il Festival napoletano è nato un anno dopo quello della musica italiana.
“Penso a una struttura simile, con Big e giovani”, ha spiegato Gigi. Un impianto che permetta di affiancare artisti affermati e nuove voci, creando un ponte generazionale. E nella serata delle cover, un omaggio ai grandi classici partenopei, antichi e recenti.
Non semplici canzoni, ma vere pietre miliari. Come “Era de maggio, non è in gara, è leggenda. È un capolavoro, è per sempre”, ha ricordato D’Alessio, citando due nomi simbolo come Renato Carosone e Pino Daniele.
Il cuore del progetto, però, guarda all’oggi. Il concorso dovrebbe coinvolgere tutte le anime musicali di Napoli, senza steccati né gerarchie. “Alternative e popolari, rap e neomelodico, urban e cantautorale, rock e jazz”. Un mosaico sonoro che rispecchi la complessità di una città che da sempre produce musica in modo spontaneo, spesso anticipando i tempi.
“Chi più ne ha più ne metta”, ha aggiunto D’Alessio, convinto che Napoli abbia un patrimonio di artisti e linguaggi persino più vasto di quello che ogni anno arriva sul palco dell’Ariston.
Il messaggio è chiaro: se Sanremo riesce a mettere insieme trenta Big, Napoli potrebbe fare lo stesso, forse anche di più, attingendo a una scena ricchissima e ancora in parte inesplorata dalla grande televisione generalista.
Il Festival di Napoli, nella visione di D’Alessio, non sarebbe un doppione di Sanremo, ma il suo complemento naturale: un evento identitario, radicato nella tradizione ma proiettato nel futuro.
Che cos’è il Festival di Napoli
Il Festival di Napoli è uno dei principali concorsi dedicati alla canzone partenopea, nato nel 1952 con l’obiettivo di valorizzare la musica napoletana e farla conoscere in tutta Italia e non solo. Col tempo è diventato ben presto un punto di riferimento per cantanti e compositori, promuovendo sia i classici sia nuove composizioni.
Il Festival ha contribuito a lanciare canzoni che oggi sono diventate pietre miliari della musica italiana, interpretate da nomi iconici come Renato Carosone, Sergio Bruni, Aurelio Fierro e tanti altri.
Negli anni ’60 e ’70 il Festival di Napoli ha raggiunto il suo apice di popolarità, ma con il tempo ha perso continuità, fino a diventare più episodico nelle decadi successive. Nonostante ciò, ha lasciato un’eredità culturale importante, consolidando la canzone napoletana come parte integrante del patrimonio musicale nazionale.
In televisione, diverse edizioni sono state trasmesse prima dalla Rai e poi da Rete 4. Oggi si parla di un possibile ritorno televisivo, con progetti come quello di Gigi D’Alessio su Canale 5, che punta a unire tradizione e modernità, includendo generi contemporanei come rap, neomelodico e urban, visto anche il successo di artisti di ultima generazione come Geolier, Liberato, Luché, solo per fare alcuni nomi.
Il Festival di Napoli, dunque, resta un simbolo della città e della sua musica, pronto a raccontare nuove storie e talenti.
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