Alcune canzoni hanno la capacità di custodire un pezzo della nostra vita. Restano legate a un momento, a un ricordo e, molto più spesso, a una persona. Ed è anche attraverso la musica che si può raccontare qualcosa di chi non c’è più, restituendo spazio a quei dettagli quotidiani che contribuiscono a definire una persona, al di là della sua storia.
È quello che accade in Se domani non torno, il film diretto da Paola Randi e ispirato alla storia di Giulia Cecchettin. In una delle scene del lungometraggio trova spazio Cerchi, brano degli Eugenio in Via di Gioia che Giulia amava particolarmente.
Perché “Cerchi” si lega a “Se domani non torno”
La musica ha un modo tutto suo di riportare a galla le emozioni. Le canzoni diventano la colonna sonora della nostra vita, accompagnano momenti che restano impressi e finiscono per raccontare qualcosa di noi.
Ma possono diventare anche un modo per ricordare qualcuno: basta ritrovare una delle sue canzoni del cuore per sentirlo, almeno per un istante, ancora vicino.
Per Giulia Cecchettin, gli Eugenio in Via di Gioia erano una delle band che più amava seguire e ascoltare. E Cerchi, tra i brani a cui era più legata, oggi torna a far parte del suo racconto attraverso il film Se domani non torno.
Pubblicata nel 2018 e inserita nell’album Natura Viva, la canzone riflette sulle paure e sui desideri che abitano la mente umana, sul suo potenziale e sui suoi limiti. Gli stessi Eugenio in Via di Gioia, presentandola, avevano parlato “dell’infinito potenziale e l’amara limitatezza della mente umana”, raccontando quella tensione tra ciò che desideriamo e ciò che riusciamo davvero a comprendere.
La scelta di inserirla in Se domani non torno acquista così un significato importante, proprio perché si tratta di un brano che apparteneva davvero alla vita di Giulia.
Un legame, quello tra la band e Giulia, che è diventato ancora più forte attraverso suo padre, Gino Cecchettin. Il 2 giugno 2025, in occasione del Rino Gaetano Day, Gino aveva incontrato Eugenio Cesaro, frontman del gruppo, e aveva ricordato proprio la passione della figlia per la loro musica. “Essere qui davanti all’idolo di mia figlia per me è un po’ come rivivere alcune emozioni che lei mi raccontava quando ti veniva a vedere in concerto, quindi emozione su emozione. È la trasformazione del dolore in gioia“, aveva raccontato.
Un ricordo che oggi assume una sfumatura ancora diversa: ascoltare quella musica nel film significa ritrovare, almeno per qualche istante, anche una parte della Giulia che amava ascoltarla.
Le parole degli Eugenio in Via di Gioia all’uscita del film
Nel giorno dell’uscita di Se domani non torno, gli Eugenio in Via di Gioia hanno condiviso sui social una riflessione sul coinvolgimento nel progetto e sul legame scoperto con Giulia. “Apprendere, prima dal fratello e poi dal padre, che Giulia amava ascoltare la nostra musica ci ha profondamente scossi e ci ha fatto sentire ancora più vicini al dolore di una famiglia e di un’intera comunità”, ha scritto il gruppo sui social.
La band ha spiegato di aver accolto volentieri la proposta della produzione di contribuire al film con un proprio brano, riconoscendo nel progetto un’occasione importante per informare e sensibilizzare su un fenomeno ancora tragicamente radicato: la violenza di genere e il femminicidio.
Nelle loro parole c’è anche una riflessione sul significato dell’amore e sul rispetto della libertà dell’altra persona: “Il rispetto della vita altrui nasce dalla consapevolezza che l’amore è un dono, mai una pretesa né un possesso, e che amare significa rispettare la libertà di chi si ama”.
Un messaggio che gli Eugenio in Via di Gioia hanno voluto legare proprio al ricordo di Giulia: “Per noi, Giulia è il simbolo di questa verità. Il suo ricordo è un impegno a lavorarci quotidianamente”.