Pressione alta, come incide su diabete e colesterolo

Condizione sempre più diffusa, l'ipertensione è associata ad altre patologie che aumentano il rischio cardiovascolare

L’ipertensione è una condizione che, a livello globale, coinvolge più di un miliardo di persone.

Per quanto riguarda i numeri del Vecchio Continente, si parla di circa 150 milioni di individui che vivono in prima persona il problema della pressione arteriosa con valori superiori 140-160/90-95 mmHg. Annoverata tra i principali fattori di rischio per la salute cardiovascolare, è legata a filo doppio allo stile di vita. Non a caso, la problematica risulta più frequente tra i soggetti sedentari e sovrappeso, per non parlare di chi ha l’abitudine di consumare quantità eccessive di sale nella dieta quotidiana.

Quando si nomina l’ipertensione, è necessario ricordare che si parla di una patologia fortemente correlata all’età. Come ricordato dalle ultime linee guida della European Society of Cardiology e della European Society of Hypertension, il quadro attuale è destinato a peggiorare a causa del progressivo invecchiamento della popolazione mondiale.

Si tratta a tutti gli effetti di una patologia da non sottovalutare anche perché collegata a diverse condizioni gravi. Tra queste è possibile includere il diabete mellito di tipo 2 e l’ipercolesterolemia, altri fattori che hanno un peso non indifferente quando si parla di rischio cardiovascolare.

Come già detto, il principale alleato contro l’ipertensione è lo stile di vita. Gli esperti consigliano in particolare di tenere sotto controllo il peso, di moderare l’assunzione di alcol e di eliminare le sigarette. Risulta inoltre opportuno dosare la quantità di sale negli alimenti (a ricordarlo ufficialmente ci ha pensato la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa di cui si è tenuto da poco il Congresso Nazionale a Roma).

A detta dei professionisti che si occupano di trattare l’ipertensione, nei soggetti con rischio cardiovascolare non elevato è possibile fare ricorso anche ai nutraceutici. A sottolineare questo punto ci ha pensato anche il Professor Arrigo Cicero, membro del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna.

Parlando della gestione del paziente iperteso, ha posto l’accento sulla complessità della condizione e ha specificato che, in soggetti selezionati sulla base del livello basso di rischio cardiovascolare, è possibile intervenire con la prescrizione di nutraceutici a base di riso rosso fermentato, berberina e melatonina. Grazie a questi prodotti, si ha anche modo di normalizzare i valori del colesterolo e quelli dell’acido urico, con ovvi vantaggi per la salute del cuore.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Pressione alta, come incide su diabete e colesterolo