Ictus, giornata mondiale: quanto rischia davvero la donna

Una donna su 5 avrà un ictus nella sua esistenza, quali sono i fattori di rischio e gli esiti della malattia

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

3 min di lettura

  • L’ictus resta una grave emergenza sanitaria: in Europa provoca oltre 1,1 milioni di nuovi casi e circa 460.000 decessi ogni anno.
  • Il rischio femminile cresce con fattori ormonali e condizioni come fumo, diabete, ipertensione ed emicrania, soprattutto se associate alla pillola anticoncezionale.
  • Prevenzione e riconoscimento tempestivo dei sintomi sono essenziali: chiamare subito il 112 può ridurre il rischio di morte e disabilità.

Parliamo di cifre recenti. E vediamo come poco più della metà dei decessi nelle donne, in Europa, sia legata alla cardiopatia ischemica e all’ictus. Dopo gli 80 anni, le donne colpite da ictus sono molte di più rispetto agli uomini. Ma alcune specifiche condizioni rendono il rischio molto più elevato anche nelle fasce di età più giovani.

Dal punto di vista epidemiologico, ogni 100.000 donne in età fertile si registrano 4,4 ictus ischemici che rappresentano circa l’85% per centro di tutti gli ictus. In modo particolare, per le donne che soffrono di emicrania con “aura”, che utilizzano contraccettivi orali e hanno il vizio del fumo, si registra un rischio più elevato di essere colpite da ictus.

Agire presto

“Il tempo è cervello”: ogni minuto di ritardo riduce le possibilità di cura con le terapie più appropriate e aumenta il rischio di morte o di disabilità permanente. Durante un ictus, il cervello può perdere fino a circa 2 milioni di neuroni al minuto, oltre a miliardi di connessioni garantite da sinapsi e chilometri di fibre mieliniche.

L’ictus continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie. Secondo la WSO, infatti, una persona su quattro andrà incontro a un ictus nel corso della vita. In Europa si registrano oltre 1,1 milioni di nuovi casi ogni anno e circa 460.000 decessi.

In Italia si stimano circa 100.000 nuovi ictus ogni anno, mentre oltre un milione di persone convive con gli esiti della malattia, che possono tradursi in disabilità motorie, disturbi del linguaggio, deficit cognitivi, alterazioni emotive e perdita dell’autonomia.

Questi numeri dicono come sia importante puntare sulla prevenzione e soprattutto come non si debba perdere tempo in presenza di sintomi e segni che fanno pensare ad un evento cerebrovascolare.

Il tema è al centro della Giornata Mondiale dell’Ictus 2026, promossa dalla World Stroke Organization (Organizzazione Mondiale dell’Ictus Cerebrale), che richiama l’attenzione sull’importanza di riconoscere tempestivamente i sintomi e chiamare immediatamente il 112. A rilanciare questo appello in Italia sono congiuntamente A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), che rappresenta le persone colpite da ictus e i loro caregiver, e ISA-AII (Italian Stroke Association-Associazione Italiana Ictus), la principale società scientifica italiana dedicata alle malattie cerebrovascolari.

La prevenzione al femminile

Fattori esclusivamente femminili (ormoni, gravidanza, parto, menopausa) possono agire a breve, medio e lungo termine, aumentando il rischio di ictus lungo l’arco dell’intera vita della donna.

Si calcola che 1 donna su 5 avrà un ictus nella sua esistenza (per gli uomini 1 su 6) e, considerando che le donne vivono più a lungo degli uomini, sale la probabilità di averne uno. Nelle donne, inoltre, l’ictus uccide il doppio del tumore mammario. Non solo: per le donne, si segnalano notizie che fanno riflettere, ovviamente in senso negativo.

Fumo e diabete sono pericolosi più per loro che per gli uomini: una sigaretta in una donna potrebbe provocare un danno uguale a quello prodotto, nell’uomo, da 5 sigarette. Il diabete, inoltre, moltiplica il rischio di malattie cardiovascolari da 3 a 5 volte nella donna. Ed allora, oltre che alla buone abitudini e agli stili di vita, bisogna puntare sulla prevenzione: ricordiamo che ben 8 ictus su 10 possono essere evitati seguendo alcune regole comportamentali e alimentari adeguate.

Oltre, ovviamente, a parlare bene con il proprio ginecologo per le scelte in tema di contraccezione. Secondo una meta-analisi che combina i risultati di più studi precedenti, la pillola anticoncezionale può aumentare il rischio, ma in assoluto rimane basso. Attenzione però: il pericolo cresce se le donne oltre ad assumere la pillola, fumano, hanno la pressione alta o hanno una storia di emicrania. Per questo parlare con il medico è fondamentale.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.