Cos’è l’ITBS che ha Sinner, a chi può venire, come si cura. Il parere degli esperti

Stagione chiusa per il campione di tennis. La causa è una tendinopatia che può venire anche ai runner e non solo. Di cosa si tratta

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Si chiama sindrome della bandelletta ileotibiale, sintetizzata con la sigla ITBS: è questo il problema fisico che ha costretto Jannik Sinner a saltare alcuni degli ultimi tornei di tennis e, soprattutto, a chiudere in anticipo la stagione 2026. Il campione altoatesino ha infatti annunciato che non disputerà altri match fino al 2027, a causa di questa tendinopatia, che può colpire anche altre tipologie di atleti, come per esempio i runner.

Jannik Sinner e l’infortunio al ginocchio

Dopo settimane di ipotesi su quale potesse essere l’infortunio capitato a Jannik Sinner, è stato lo stesso tennista a chiarire che il motivo dello “stop” forzato è la sindrome della bandelletta ileotibiale, o ITBS. Si tratta di infortunio da sovraccarico, che può capitare quando si effettuano movimenti ripetuti, rapidi cambi di direzione e frenate improvvise ad alta intensità, proprio come accade nel tennis e come è successo al numero uno del ranking mondiale. Nel suo caso specifico la tendinopatia extra-articolare si è verificata al ginocchio destro e, come si è potuto vedere in occasione degli ultimi tornei disputati, gli ha causato un dolore acuto nella zona esterna dell’articolazione.

Infortunio delicato da trattare con calma

Nei giorni scorsi il tennista era stato visto in Francia, presso lo studio di uno dei maggiori esperti di infortuni al ginocchio, il dottor Bertrand Sonnery-Cottet, a Lione. Si tratta dello stesso medico a cui si erano rivolti in passato altri sportivi, tra cui anche calciatori della Juventus. Il contatto potrebbe essere nato dal fatto che Sinner è stato seguito e visitato dai professionisti del JMedical, struttura di proprietà del club bianconero. Al termine del consulto, era stato sconsigliato l’intervento chirurgico, almeno per ora, suggerendo invece di proseguire con le terapie conservative già in atto. Adesso l’annuncio della patologia specifica diagnosticata a Sinner.

Cos’è esattamente l’ITBS

L’ITBS è una patologia molto fastidiosa e a tratti dolorosa. È detta anche “sindrome da attrito della banda IT” e può colpire oltre a tennisti e calciatori, anche corridori e ciclisti a causa del sovrautilizzo della Banda Iliotibiale (banda IT), che è un tendine molto spesso, che va dall’anca al ginocchio. L’infiammazione si verifica quando questa fascia si irrita a causa dell’attrito con l’osso intorno all’articolazione del ginocchio e/o con il tessuto adiposo all’esterno del ginocchio.

I sintomi della tendinopatia al ginocchio

I sintomi più comuni della ITBS includono un dolore laterale al ginocchio, che in genere è acuto, in fase di corsa, camminata e, se la banda IT è molto irritata, anche a riposo. Ci possono essere anche riflessi a livello della coscia e del polpaccio, con un dolore irradiato. Le concause possono essere una debolezza muscolare, nel caso in cui il gruppo del quadricipite non riesca ad assorbire gli urti del movimento, problemi all’altezza dell’anca laterale, quando il gluteo medio e il gluteo minimo non permettono all’arto inferiore di stabilizzarsi correttamente durante la fase di appoggio del ginocchio nella corsa. Proprio nei runner possono essere motivo di ITBS alcune andature scorrette, come l’overstriding (quando il piede atterra troppo avanti rispetto al baricentro); l’andatura incrociata (il piede attraversa la linea mediana del corpo); overtraining non progressivo o recupero inadeguato, o ancora variazioni nel terreno di allenamento (troppa discesa o superfici irregolari).

Come si tratta l’ITBS

Nel caso in cui capiti a un atleta non professionista, il primo passo è ridurre il carico della corsa o dell’allenamento in genere. Gli esperti consigliano anche di aumentare la forza dei gruppi muscolari che circondano l’articolazione del ginocchio come quadricipiti e hamstring, in modo da ridurre gli urti a carico dell’articolazione. Lo stesso vale per i muscoli laterali dell’anca (glutei) che svolgono un ruolo di stabilizzazione della gamba durante la corsa. Esercizi di controllo dell’atterraggio e pliometrici (che contrastano la powerpenia) possono contribuire ad alleviare i sintomi. Ma nei casi più seri o per sportivi professionisti è consigliato il consulto di un professionista.

Sinner e il parere degli esperti

In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, il dottor Fabrizio Tencone, medico dello sport e della Juventus per 17 anni, oggi direttore del centro Isokinetic di Torino ha spiegato: “Con i tendini i tempi sono sempre medio-lunghi, ma è una cosa che si risolverà. La medicina per una tendinopatia è il recupero della forza. Lavorando sulla muscolatura, infatti, si danno stimoli addirittura riparativi sul tendine, che magari non guarisce al 100%, ma comincia a star bene sulla forza. Ci vuole lavoro e tempo, ma alla fine tornerà sano e competitivo”.

Cos’è la terapia conservativa che seguirà Sinner

Al Corriere della Sera l’ortopedico Roberto Pozzoni, Responsabile dell’Unità Operativa di Traumatologia dello Sport e Chirurgia Artroscopica (C.T.S.) dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio e consulente Ortopedico Presso la Casa di Cura La Madonnina, ha confermato in cosa consiste la terapia conservativa che seguirà Sinner: si tratta con “il riposo, un programma di fisioterapia specifico che mira all’elasticità e all’allungamento dei tendini e terapie antinfiammatorie per ridurre l’infiammazione degli stessi in modo da far scomparire il dolore e consentire all’atleta di ritornare a fare sport agli stessi livelli di prima. Quanto alle terapie fisiche, si possono utilizzare le onde d’urto, che creano microtraumi meccanici per stimolare la guarigione, o il laser o, in casi più seri, fare infiltrazioni di PRP con fattori di crescita piastrinici”. Sui tempi di recupero, invece, Pozzoni ha chiarito: “Le tendinopatie non sono gravi ma possono protrarsi per molto tempo perché è difficile sconfiggere l’infiammazione, quindi è consigliato il riposo e sconsigliato praticare sport, soprattutto se ad alto livello, altrimenti peggiora il quadro clinico e biomeccanico. In generale, per recuperare ci vogliono dai 40 ai 90 giorni, ma la risposta è soggettiva e dipende da come l’atleta reagisce al programma di fisioterapia”.