I primi due anni di regno di Frederik X di Danimarca

La Groenlandia è la spina sul fianco ma anche il cuore della Corona: il territorio artico ha segnato i primi due anni di regno di Frederik X di Danimarca

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Gilda Faleri

Giornalista e Royal editor

Royal Watcher toscana laureata in comunicazione. Scrive principalmente di famiglie reali e ha fondato uno dei primi blog italiani a tema royals.

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A due anni dall’ascesa al trono, Frederik X di Danimarca viene raccontato dalla stampa internazionale come un sovrano popolare, vicino alla gente e in sintonia con la modernità del suo Paese. A emergere con forza, nei bilanci di questi primi ventiquattro mesi, è anche la grande popolarità della moglie, la Regina Mary, prima nei sondaggi di gradimento.

Eppure, dietro questa immagine positiva, c’è un tema che accompagna fin dall’inizio il nuovo regno e che oggi pesa sempre di più: la Groenlandia.

Il primo biennio di Frederik X non è stato soltanto il passaggio di testimone da una delle regine più longeve e amate d’Europa a una nuova generazione. È coinciso anche con una fase in cui la monarchia danese si è trovata al centro di una delicata questione geopolitica, legata al futuro di un territorio autonomo del Regno, oggi messo sotto pressione dall’interesse sempre più esplicito degli Stati Uniti.

Un regno unito

Un tema che ha influenzato l’agenda del Sovrano fin da subito. Quando il 14 gennaio 2024, Frederik è salito sul balcone di Christiansborg Palace per essere proclamato re, ha ereditato un’istituzione amatissima grazie agli oltre cinquant’anni di Corona solida della madre Margherita II, ma anche un Regno complesso, che, oltre alla Danimarca, comprende le Isole Faroe e soprattutto la Groenlandia: un territorio molto vasto, ricco di risorse e sempre più strategico. Nel suo primo discorso da re, Frederik ha presentato il motto che sintetizza la sua visione: “Uniti e impegnati per il Regno di Danimarca”.

La ritrovata serenità familiare

Secondo il recente bilancio pubblicato dal magazine spagnolo Hola!, questi due anni sono stati segnati dal carisma personale del sovrano, dalla sintonia ritrovata con la moglie, la Regina Mary, e da un consenso popolare elevato. Anche sul piano familiare, le tensioni sembrano essersi apparentemente attenuate.

Il Re Frederik e la Regina Mary di Danimarca al ricevimento di Capodanno
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Mary e Frederik di Danimarca al ricevimento di Capodanno

Dopo una fase segnata da contrasti pubblici con il fratello minore Joachim, la famiglia reale appare oggi più compatta. La scelta di Joachim di stabilirsi a Washington ha permesso a entrambi di ritrovare il proprio spazio, mentre Frederik è riuscito a ricucire i rapporti con i nipoti ai quali la nonna Margherita II aveva revocato titoli e trattamenti.

Le critiche non mancano mai

Accanto agli apprezzamenti, non sono mancate le critiche. Alcuni osservatori reali hanno criticato la frequenza delle vacanze del re, i costi di una monarchia che si presenta come più snella ma non necessariamente meno costosa e una strategia di comunicazione sempre più concentrata sui canali ufficiali. Secondo diversi media danesi, questa scelta rischia di ridurre la trasparenza, filtrando troppo le notizie e di limitare l’accesso diretto dei giornalisti alla famiglia reale.

L’affaire Groenlandia

Le vicissitudini familiari e di Stato non sono, però, il centro dei primi due anni di regno, perché la questione della Groenlandia sembra essere la vera sfida. Frederik X sta utilizzando tutti gli strumenti di soft power in suo possesso per dare un messaggio chiaro al suo popolo e al mondo.

Lo stemma modificato

Fin dai primi mesi, il Re ha mostrato la volontà di ridefinire simbolicamente il modo in cui il Regno si rappresenta. La decisione di modificare lo stemma reale, entrata in vigore il 1° gennaio 2025, è stata uno degli atti più significativi del suo regno. Come scritto sul sito ufficiale della monarchia: “Oltre allo stemma della Danimarca nel primo campo, le Isole Faroe e la Groenlandia hanno ciascuna il proprio campo, il che rafforza l’importanza del Regno nello stemma reale”.

Non è stata una scelta decorativa anche perché, oltre ad essere lo stemma personale del Re è, allo stesso tempo, un simbolo di Stato. Nel nuovo stemma, sono state tolte le tre corone dell’antica Unione di Kalmar, un richiamo al passato scandinavo, e l’orso polare groenlandese e l’ariete faroese occupano oggi campi autonomi, dichiarando che il Regno di Danimarca non è più centrato solo sull’Europa, ma si estende fino all’Artico.

In un momento in cui la Groenlandia è tornata sotto i riflettori internazionali, anche a causa delle dichiarazioni di Donald Trump sull’ipotesi di “acquisto” dell’isola, questo gesto è apparso come una presa di posizione silenziosa ma molto chiara.

La Groenlandia nel discorso del Re

Lo stesso messaggio è stato ribadito anche nei suoi discorsi ufficiali. Nel primo discorso di fine anno, Frederik ha ringraziato esplicitamente le comunità delle Faroe e della Groenlandia, definendo il Regno una realtà plurale che si estende “dal sud al grande Nord”. In un mondo instabile, ha detto, la forza sta nella coesione.

Frederik e Mary di Danimarca con Jens-Frederik Nielsen, primo ministro della Groenlandia
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Frederik e Mary di Danimarca con Jens-Frederik Nielsen, Primo Ministro della Groenlandia

La visita di Stato

Ma è nel 2025 che il rapporto tra Frederik X e la Groenlandia si è fatto più concreto, con una visita ufficiale del Sovrano nell’Isola. Il Re ha visitato la capitale Nuuk e le regioni artiche, incontrando autorità locali e comunità simboliche come la Pattuglia Sirius, l’unità della marina militare danese che pattuglia le regioni più remote dell’isola.

Come ha ricordato nel suo discorso annuale il 31 dicembre 2025 il Re: “In primavera ho avuto il grande piacere di tornare in Groenlandia e ancora una volta ho trovato un calore e una gentilezza travolgenti. Era e continua ad essere un periodo turbolento. Nonostante ciò, i groenlandesi non vacillano, ma restano saldi nella loro posizione con forza e orgoglio”.

Il diadema della Regina

Oltre alle parole, anche i simboli hanno giocato un ruolo chiave in questi due anni. Un esempio emblematico è il diadema Naasut, indossato dalla Regina Margherita II recentemente, al ricevimento di Capodanno 2026. Non è una tiara qualunque: è un dono della Groenlandia, realizzato con oro groenlandese e ispirato alla flora artica, regalato nel 2012 per il suo giubileo di rubino.

La Regina Margherita II con la tiara Naasut al ricevimento di Capodanno
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La Regina Margherita II con la tiara Naasut al ricevimento di Capodanno

Quando Margherita lo indossa oggi, nel nuovo regno del figlio, pochi giorni prima di essere nuovamente minacciato dalle rinnovate mire espansionistiche di Donald Trump, il messaggio è potente: la Groenlandia non è un territorio lontano e marginale, ma una parte viva dell’identità della Corona.

Un gesto per molti definito tutt’altro che casuale. Uno scontro simbolico che affonda le radici nel recente passato: nel 2019 Trump arrivò a cancellare una visita di Stato a Copenaghen dopo il netto rifiuto della Premier Mette Frederiksen all’ipotesi americana di “acquistare” l’isola artica.

L’incontro con il Principe a Washington

Mentre le tensioni tra Danimarca e Stati Uniti sulla Groenlandia si intensificano, la famiglia reale è tornata protagonista pochi giorni fa con un atto simbolico per ribadire l’unità del Regno in un momento di forte pressione.

Nei giorni scorsi, l’account ufficiale della Rappresentanza della Groenlandia negli Stati Uniti ha diffuso un’immagine del Principe Joachim, fratello di Re Frederik X, in uniforme militare davanti all’ambasciata danese a Washington, accanto al Ministro degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt, accompagnata da una citazione del Ministro: “La Groenlandia non vuole essere posseduta, governata o parte degli Stati Uniti. Scegliamo la Groenlandia che conosciamo oggi: come parte del Regno di Danimarca”.

Una linea ribadita anche dal giovane Premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen. E così, mentre il mondo attraversa una fase di forte instabilità, Frederik X sembra aver già tracciato una rotta chiara: la modernizzazione non può esistere senza memoria e l’unità dei territori definisce l’essenza del Regno.