A cent’anni dalla nascita, una mostra a Siviglia riporta sotto i riflettori una delle figure più affascinanti e controverse dell’aristocrazia europea, la Duchessa di Alba. Per molti era una leggenda vivente e per il Guinness dei Primati, la donna con il maggior numero di titoli nobiliari al mondo. Ma Cayetana Fitz-James Stuart è stata la protagonista indiscussa del jet-set spagnolo e internazionale per molti decenni.
Dallo scorso marzo il Palacio de Las Dueñas di Siviglia, una delle residenze più amate dalla Duchessa, ospita una grande mostra dedicata alla sua vita. Attraverso fotografie, lettere, abiti d’alta moda e oggetti personali, l’esposizione ripercorre la storia di una donna che riuscì a trasformare la propria esistenza in qualcosa di eccezionale, una vita sospesa tra tradizione aristocratica, mondanità, cultura e costume.
A oltre dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2014, la sua figura continua a suscitare curiosità soprattutto nel suo Paese, la Spagna. Non soltanto per la condotta di vita ma per come ha portato avanti in modo originale il suo ruolo, essendo la terza donna della Casa d’Alba a detenere il Ducato d’Alba a pieno titolo. In un’epoca in cui le famiglie reali e le grandi dinastie aristocratiche cercano di mantenere un equilibrio tra tradizione e contemporaneità, Cayetana è stata una precorritrice.
Indice
Nata come una principessa
Maria del Rosario Cayetana Fitz-James Stuart nacque a Madrid il 28 marzo 1926 in una delle famiglie più antiche e prestigiose d’Europa. La Casa d’Alba risale infatti al Medioevo e per secoli ha avuto un ruolo centrale nella storia spagnola.

Cayetana, come amava essere chiamata, venne al mondo in un ambiente ricco e molto privilegiato. Suo padre, Jacobo Fitz-James Stuart, XVII Duca d’Alba, fu ambasciatore di Spagna a Londra, mentre la madre, Maria del Rosario de Silva, apparteneva a sua volta a una delle più importanti famiglie aristocratiche del Paese.
Il battesimo reale
Il suo battesimo fu quasi come quello di una principessa reale. Il padrino e la madrina furono infatti il Re Alfonso XIII di Spagna e la Regina Ena, nata Vittoria Eugenia di Battenberg e venne utilizzato il fonte battesimale di Santo Domingo de Guzmán, di solito usato solo per battezzare i membri delle famiglie reali.
Fin dall’inizio della sua vita, dunque, è stata sempre a stretto contatto con la monarchia spagnola. Quando la famiglia reale fu costretta all’esilio nel 1931, anche la piccola Cayetana e i suoi genitori si trasferirono a Parigi seguendo il Re e la Regina.
La morte prematura della madre causata dalla tubercolosi, quando Cayetana aveva appena otto anni, segnò profondamente la sua infanzia. Seguendo il padre nei suoi incarichi diplomatici, trascorse parte della giovinezza tra Madrid e Londra, entrando in contatto con sovrani, aristocratici e diplomatici in un periodo cruciale per l’Europa del dopoguerra.
La donna con più titoli nobiliari al mondo
Per decenni il nome della Duchessa di Alba è stato associato a un primato straordinario. Era considerata la persona con il maggior numero di titoli nobiliari al mondo legalmente riconosciuti.
Duchessa, marchesa, contessa, viscontessa e venti volte Grande di Spagna, Cayetana possedeva un numero impressionante di dignità nobiliari ereditate attraverso secoli di matrimoni e alleanze familiari, se ne contavano oltre 50.
Giacomo II come antenato
La sua genealogia era così ampia da intrecciarsi con numerose dinastie europee e attraverso la linea Fitz-James Stuart discendeva persino da Giacomo II d’Inghilterra.
Nonostante ciò, a differenza di molte aristocratiche della sua generazione, non costruì un’immagine distante o austera ma fu spontanea, imprevedibile e perfino anticonvenzionale.

Il suo grande amore per il flamenco
Se esiste una parola che ricorre spesso nei racconti dedicati alla Duchessa di Alba è “andalusa”. Pur avendo trascorso parte della propria vita tra Madrid, Londra e altre capitali europee, Cayetana rimase sempre profondamente legata all’Andalusia. In particolare a Siviglia, dove si trovano alcune delle residenze più importanti della Casa d’Alba.
Amava il flamenco, le tradizioni popolari, la Feria de Abril, la grande festa primaverile che ogni anno anima Siviglia, e la Semana Santa, una delle celebrazioni religiose più sentite della Spagna.
Fu proprio questa capacità di muoversi tra mondi diversi a renderla così popolare in Spagna. Pur appartenendo all’élite aristocratica, veniva percepita da molti come una figura autentica, vicina alle tradizioni e alla cultura popolare del Paese.
Un’icona di stile amata dal mondo della moda
Dietro i suoi oltre cinquanta titoli nobiliari c’era una donna che amava fare acquisti nei grandi magazzini, utilizzare mezzi di trasporto comuni e vivere la quotidianità senza troppe formalità, pur frequentando con la stessa naturalezza palazzi aristocratici, ricevimenti ufficiali e feste esclusive.
Negli anni Cinquanta e Sessanta divenne una presenza abituale nei circoli dell’alta moda internazionale. Fu fotografata da maestri come Richard Avedon e Cecil Beaton e frequentò alcuni dei più grandi nomi della moda del Novecento, da Cristóbal Balenciaga a Christian Dior.
La sfilata di Dior nel suo palazzo
Nel 1959 ospitò persino una sfilata Dior nel Palazzo di Liria a Madrid, quando la maison era guidata dal giovane Yves Saint Laurent. Amava Dior, Balenciaga e l’alta moda francese, ma non rinunciava ai colori, agli abiti ispirati alla tradizione andalusa e a uno stile che omaggiava le sue radici. Il suo stile le valse anche un posto nella Hall of Fame della celebre “International Best Dressed List” di Vanity Fair, dove entrò nel 2011.
La mostra allestita a Siviglia dedica ampio spazio proprio a questo aspetto, esponendo alcuni degli abiti che hanno contribuito a costruire il mito della Duchessa. Se oggi gli abiti della Principessa del Galles o della Regina Rania di Giordania vengono analizzati come strumenti di comunicazione, la Duchessa di Alba aveva già intuito decenni prima che anche la moda potesse raccontare una storia.
L’amicizia con Jackie Kennedy
Tra le tante personalità frequentate dalla Duchessa durante la sua vita viene spesso ricordato il rapporto con la “regina americana”, Jacqueline Kennedy.
Nel 1966 l’ex First Lady trascorse alcuni giorni a Siviglia ospite della Duchessa. Jackie stava ancora cercando di ricostruire la propria vita dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy e trovò nella nobildonna spagnola un’amica sincera. Le fotografie delle due donne insieme alla Feria de Abril fecero rapidamente il giro del mondo.
Da una parte c’era Jackie, simbolo dell’eleganza americana e della disciplina dell’immagine pubblica, dall’altra Cayetana, imprevedibile, estroversa e andalusa nel sangue. Eppure tra loro nacque una forte sintonia, destinata a durare negli anni. Ancora oggi quelle immagini sono tra le più celebri della mondanità internazionale degli anni Sessanta.
I tre matrimoni
Anche la vita sentimentale della Duchessa contribuì ad alimentarne il mito: si sposò tre volte. Il primo matrimonio, nel 1947, con Luis Martínez de Irujo, figlio minore del Duca di Sotomayor, fu uno degli eventi mondani più importanti della Spagna del dopoguerra, un vero e proprio royal wedding. Il New York Times lo definì “il matrimonio più costoso del mondo”. Dall’unione nacquero sei figli e nove nipoti.
Sei anni dopo la morte del marito avvenuta nel 1972, Cayetana si risposò con Jesús Aguirre, ex sacerdote e intellettuale. Una scelta che suscitò discussioni negli ambienti più conservatori, ma che confermò ancora una volta il suo spirito indipendente.
La polemica per le ultime nozze
Le polemiche più forti arrivarono però con il terzo matrimonio. Nel 2011, all’età di 85 anni, sposò Alfonso Díez, funzionario statale più giovane di lei di oltre vent’anni.
La relazione fu seguita con enorme attenzione dalla stampa spagnola e alcuni osservatori parlarono di tensioni familiari e di preoccupazioni legate all’eredità. Si racconta che anche l’ex Re Juan Carlos fosse contrario. Per evitare controversie, la Duchessa decise di distribuire in anticipo gran parte dello sterminato patrimonio – stimato tra i 600 milioni e i 3,5 miliardi di euro – ai figli.
Il giorno delle nozze regalò ai fotografi presenti una delle immagini più celebri della sua vita: davanti al Palazzo de Las Dueñas ballò flamenco per celebrare il matrimonio. Una scena spontanea e divertente che fece il giro del mondo.
Un’eredità nobiliare e culturale
Oltre ai titoli e alle cronache mondane, la Duchessa di Alba ha lasciato un importante patrimonio culturale. La Casa d’Alba custodisce infatti una delle più prestigiose collezioni private d’Europa, con opere di artisti come Goya, Velázquez, Rubens e Tiziano, oltre a documenti storici di enorme valore come ad esempio alcune lettere scritte da Cristoforo Colombo.
Cayetana dedicò molta energia alla conservazione di questo patrimonio, contribuendo a mantenerlo e a valorizzarlo per le generazioni future.
A 100 anni dalla sua nascita, la Duchessa di Alba continua ad affascinare ben oltre i confini della Spagna. Non soltanto per i suoi oltre cinquanta titoli nobiliari o per l’immenso patrimonio culturale della Casa d’Alba, ma per una personalità che, tra flamenco, alta moda e scelte spesso controcorrente, ha lasciato un segno nell’immaginario collettivo del suo Paese.