Carlo XVI Gustavo compie 80 anni: chi è il Re di Svezia

Carlo XVI Gustavo verso gli 80 anni e oltre mezzo secolo di regno, tra trasformazioni della monarchia e una successione già definita con Victoria ed Estelle

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Gilda Faleri

Giornalista e Royal editor

Royal Watcher toscana laureata in comunicazione. Scrive principalmente di famiglie reali e ha fondato uno dei primi blog italiani a tema royals.

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“Poiché il mio caro antenato, Re di Svezia, dei Goti e dei Vendi Gustavo VI Adolfo, è morto, gli sono succeduto come Re della nostra nazione. Il mio nome regale sarà Carlo XVI Gustavo, il mio titolo sarà Re di Svezia e il mio motto sarà: ‘Per la Svezia – al passo con i tempi’.”

Con queste parole, pronunciate durante il Consiglio di Stato al Palazzo Reale il 19 settembre 1973, un giovane re di 27 anni si presenta al suo Paese.
Non è una proclamazione come le altre nella storia delle monarchie europee, ma segna l’inizio di una nuova fase.

Perché Carlo XVI Gustavo diventa re proprio nel momento in cui la monarchia svedese cambia natura. Il potere si riduce, il ruolo si trasforma e al nuovo sovrano spetta il compito di adattarsi. Il re si trova così a dover costruire un nuovo modo di essere sovrano.

Il percorso che lo porta fino a quel momento inizia molto prima.

L’infanzia segnata da un grave lutto

Carlo Gustavo nasce il 30 aprile 1946, nella notte di Valpurga, una delle ricorrenze più sentite in Svezia, legata tradizionalmente all’arrivo della primavera. È il quinto figlio del Principe Gustavo Adolfo e della Principessa Sibylla, ma il primo maschio dopo quattro sorelle, e questo lo rende fin da subito al primo posto nella linea di successione.

La sua infanzia è segnata da un evento che ne condiziona tutto il percorso. Il padre muore in un incidente aereo quando lui ha appena nove mesi. Una perdita di cui a lungo non si parla. In famiglia si evita l’argomento e il giovane Carlo Gustavo cresce senza una figura paterna di riferimento. Solo da bambino, intorno ai sette anni, scopre cosa è realmente accaduto.

Principe ereditario a 4 anni

La morte del padre fa sì che Carlo Gustavo diventi Principe ereditario a soli quattro anni, alla scomparsa del bisnonno Gustavo V, ed è destinato a succedere al nonno Gustavo VI Adolfo, che ha 63 anni più di lui.

Cresce circondato da donne, tra la madre e le sorelle, con un’educazione costruita senza una direzione lineare. Il percorso scolastico è discontinuo e non particolarmente orientato agli studi accademici. Da giovane viene descritto come timido e insicuro, poco incline allo studio.

Monarchia o repubblica

Quando il Principe ereditario si avvicina all’età adulta, il dibattito sulla monarchia è molto acceso. Le correnti repubblicane sono forti e alcuni vedono proprio in una possibile fase di transizione, con un sovrano non ancora maggiorenne, un’occasione per mettere in discussione l’istituzione.

Il compromesso di Torekov del 1971 chiude quella fase, confermando la monarchia ma introducendo dal 1974 una nuova Costituzione che riduce drasticamente i poteri del sovrano.

Carlo Gustavo non nasconde la sua delusione. Non si è preparato a essere “una sorta di rappresentante commerciale per la Svezia”, dirà.

Un giovane Re

Ha 27 anni quando sale al trono il 15 settembre 1973. All’uscita dall’ospedale di Helsingborg, dove il nonno è appena morto, resta sorpreso quando qualcuno grida: “Lunga vita al re!”.

Con l’entrata in vigore della nuova Costituzione viene ridisegnato completamente il ruolo del sovrano. La monarchia resta, ma il re perde quasi tutte le sue funzioni politiche e diventa una figura prevalentemente rappresentativa.

Accanto a questo cambiamento c’è una presenza che nel tempo assume un ruolo centrale: Silvia Sommerlath.

La Regina borghese

L’incontro avviene alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Lei lavora come interprete e hostess, lui è già Principe ereditario. Tra loro, come ammetterà Carlo Gustavo, è colpo di fulmine. Dopo anni di frequentazione privata, il 12 marzo 1976 la corte reale svedese annuncia il fidanzamento ufficiale del Re con Silvia Sommerlath, una “commoner”.

Il matrimonio di Silvia Sommerlath e Carlo XVI Gustavo di Svezia
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Il matrimonio di Silvia Sommerlath e Carlo XVI Gustavo di Svezia

L’idea di regalare l’anello appartenuto alla madre non nasce con il fidanzamento di William e Kate. Carlo Gustavo sceglie infatti di suggellare la proposta con quello della madre, la Principessa Sibylla, scomparsa nel 1972. Il matrimonio, celebrato nel 1976, segna una discontinuità nella storia della monarchia svedese: per la prima volta dopo secoli, un sovrano sceglie una moglie non appartenente a una famiglia reale. La coppia ha tre figli: Vittoria nata nel 1977, Carlo Filippo nel 1979 e Madeleine venuta al mondo nel 1982.

Silvia non resta una figura marginale a corte. Al contrario, costruisce nel tempo un ruolo preciso, con un impegno costante negli incarichi ufficiali e un’attenzione particolare alle attività sociali, soprattutto nel campo dell’infanzia e della tutela dei più vulnerabili.

Nel corso degli anni, la sua presenza contribuisce a dare stabilità all’immagine della monarchia, anche nei momenti più complessi.

“La ammiro enormemente”, ha detto la Principessa Christina, una delle sorelle del Re. “A essere sinceri, soprattutto perché sopporta di vivere con mio fratello minore. Non è sempre facile”.

A settembre 2023, nel discorso al banchetto di Stato per i suoi 50 anni di regno, anche Re Carlo Gustavo ha reso omaggio alla moglie: “Non avrei potuto avere una compagna di vita migliore. Sono molto felice ed entusiasta del suo impegno profuso in tanti anni per il nostro Paese”.

Il carattere difficile del Re

Carlo XVI Gustavo è una figura riservata, poco incline all’esposizione pubblica e non particolarmente a suo agio con i media, anche a causa della dislessia. Le interviste sono rare e spesso segnate da una certa rigidità.

Silvia e Carlo Gustavo di Svezia con i figli nel 1994
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Silvia e Carlo Gustavo di Svezia con i figli nel 1994

Il Re è noto per un carattere determinato che non ama ricevere consigli. Un atteggiamento che, secondo alcuni osservatori, lo porta ad affidarsi soprattutto a un ristretto nucleo di persone, in particolare alla Regina Silvia e alla sorella Christina.

Accanto a questa dimensione più rigida emerge però anche un altro lato.

Una parte inedita e amata

È nel 2004 che questo aspetto diventa evidente. Dopo lo tsunami nell’Oceano Indiano, in cui perdono la vita 543 cittadini svedesi, il Re interviene durante una commemorazione al municipio di Stoccolma.

“Molti bambini hanno perso uno o entrambi i genitori. Credo di sapere cosa significa. Anch’io sono stato uno di quei bambini”, afferma, facendo riferimento alla morte del padre. Invita poi a “mostrare debolezza, calore ed emozioni” e a sostenersi reciprocamente.

È uno dei momenti più significativi del suo regno, anche per il modo in cui contribuisce a ridefinire il rapporto con il Paese. In quel periodo il gradimento nei confronti del Sovrano è molto alto.

Scandali e polemiche a corte

Negli anni successivi, però, la sua immagine attraversa una fase più complessa. La pubblicazione di una biografia con accuse controverse sulla sua vita privata apre un dibattito che mette sotto pressione la Casa reale. La gestione iniziale non è considerata molto efficace, ma con il tempo lo scandalo si attenua e le accuse più gravi vengono smentite.

Le polemiche sul Sovrano partono spesso anche da alcune sue dichiarazioni. Carlo Gustavo ha espresso più volte pubblicamente le proprie opinioni. In passato si è detto favorevole all’ingresso della Svezia nell’Unione Europea e ha manifestato per anni contrarietà alla successione femminile, salvo poi chiarire pubblicamente il proprio sostegno alla Principessa ereditaria Vittoria.

La famiglia reale svedese
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La famiglia reale svedese nel 2025

Oggi, che sta per compiere 80 anni, continua a mantenere un ritmo di lavoro intenso, con impegni che coprono l’intera giornata. La prospettiva del futuro resta legata alla tradizione.

Il futuro della monarchia svedese

La Principessa ereditaria Vittoria è una figura molto popolare, ma l’ipotesi di un’abdicazione non viene presa in considerazione. Quando gli è stato chiesto, nel 2023 durante il suo Giubileo d’Oro, se intendesse regnare fino alla fine, Carlo XVI Gustavo ha risposto in modo netto: “Sì, è così secondo la nostra tradizione”.

Un’impostazione che aveva già chiarito anni prima: “La monarchia è tutto per me. È la mia vita, la mia storia, la mia tradizione. È la Svezia, è il Paese, è tutto ciò per cui vivo”.

Tra pochi giorni Carlo XVI Gustavo compirà 80 anni e a settembre supererà i 53 anni di regno, il più lungo nella storia della Svezia. Il futuro della monarchia svedese è già definito, con la Principessa ereditaria Vittoria e la Principessa Estelle a rappresentare una linea di successione tutta al femminile.