Gli oggetti si rubano le persone no

Le persone non sono oggetti che ci appartengono solo perché a unirci sono state le promesse. Ecco perché nessuno può fregarcele

Il verbo transitivo “rubare” fa riferimento a quell’azione di sottrarre oggetti o denaro di proprietà altrui, con astuzia, sotterfugi e inganni, appropriarsi e impadronirsi con mezzi e modi illeciti di cose (oggetti e beni) che appartengono ad altri. La parola rubare riguarda le cose, non le persone. Perché le prime si rubano, le seconde no.

Una premessa doverosa, la nostra, per esplorare le origini di un pensiero comune che ci riguarda tutti e che si traduce nelle espressioni che più utilizziamo quando siamo tradite o abbiamo la sensazione che questo potrebbe succedere da un momento all’altro.

Tutte abbiamo avuto paura che la nuova arrivata potesse fregarci la nostra migliore amica, per esempio, o che una donna potesse rubarci il marito. Ed è comprensibile provare un senso di smarrimento e di insicurezza, soprattutto quando il tradimento lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle.

“Mi ha rubato il fidanzato”, abbiamo detto. Come se facendolo sentiamo nostro il diritto di vendicare l’atto di sottrarre un oggetto che ci apparteneva, ma che in realtà non era nostro di diritto. Perché le cose si comprano dietro a un corrispettivo economico, e ancora prima si compravano attraverso il baratto, ma le persone no. Ecco perché non possono essere rubate.

Certo, dare la colpa a qualcun altro, a un ladro che ci ha portato via la persona alla quale tenevamo di più, è facile. Ma la verità è che le persone vanno e vengono, entrano ed escono dalla nostra vita. È loro il diritto di scegliere e di agire, così come lo è per noi e per tutti gli altri. Nessuno appartiene a nessuno, anche se ci sono state promesse, anche se abbiamo scelto consapevolmente di condividere la vita con qualcuno che poi è andato via.

E ha fatto male, tanto. Soprattutto se la fiducia che avevo riposto in quella persona e in quella relazione viene frantumata. Soprattutto se c’è un tradimento di mezzo, un’altra. La ladra.

E allora ci arrabbiamo con lui che “si è lasciato rubare”, ma soprattutto con lei che è venuta di proposito a fregare qualcosa che sentivamo ci apparteneva, nel cuore e sulla pelle. La nostra metà della mela. Ma le persone non sono mele, perché quelle si che si possono sottrarre.

E invece in quei triangoli che a volte possono trasformarsi in quadrati o pentagoni addirittura, nessuno è assunto per rubare, per fregare. Il tradimento si consuma consapevolmente con la scelta di tenere i piedi in più scarpe mentre si costruisce un castello fatto di bugie e menzogne pronto a crollare da un momento all’altro. E quando questo succede fa male, soprattutto se condividevamo quotidianamente progetti, sogni e desideri con l’altra persona, mentre lei li faceva con qualcun altro.

Anche quando le promesse fuorvianti “Tua per sempre” e “Mio per sempre”, sembravano rassicurarci la proprietà dell’altro. Così non era, non lo è mai. Perché ognuno sceglierà sempre di fare ciò che vuole, di agire come vuole. E non si lascerà rubare dalla prima ladra di mariti o di fidanzati, perché le cose si rubano, le persone scelgono consapevolmente di andare via.