La ricerca della felicità? È nelle passioni (anche da adulte)

Coltivare un hobby o uno sport che ci faccia uscire dalla routine. Ecco come recuperare la gioia di un'attività disinteressata e libera, come quando eravamo bambine

È maledettamente vero che quando si cresce e si diventa adulti si affievolisce la nostra capacità di meravigliarci, di giocare, di far viaggiare la fantasia e costruire mondi. C’è il lavoro, la routine, i figli, le commissioni che non si possono rimandare. Passano gli anni e ci accorgiamo di essere diventate pian piano delle brave… soldatine: sappiamo stare perfettamente “in fila per tre” – come cantava qualche anno fa Bennato -, organizziamo la vita familiare con efficienza teutonica (o almeno ci proviamo), ma abbiamo perso quella che da bambine e da ragazzine era l’unico vero motore di ogni nostra azione: la passione.

Certo, da piccole era più facile. C’erano mamma e papà che pensavano a noi, oggi tutto è sempre più sulle nostre spalle. Moglie o compagne premurose, madri presenti, e poi non ti vuoi affermare sul lavoro? E alla casa chi ci pensa? Tutto vero. La nostra vita è piena, se non strabordante di impegni, ma passano le settimane e ci sembra di non aver fatto nulla di straordinario: nulla che, qualitativamente, possa essere paragonato a quei giochi così totalizzanti che facevamo da bambine. Creare collane di perline e poi tentare di venderle in cortile, cucinare ghiottonerie con il Dolceforno (le nuove generazioni si chiederanno “che diavolo è?”), fantasticare di intraprendere viaggi esotici nascondendovi dietro un cespuglio con la vostra migliore amica. Tu chiamale se vuoi emozioni, che nella frenesia della nostra vita spesso non abbiamo più il tempo di provare.

Si può scardinare questo meccanismo che ci porta sempre più verso il dovere e ci allontana inesorabilmente da quelle attività che alla fine ci fanno sentire vive, soddisfatte? Certo, l’importante è prendersi un attimo per guardare dal di fuori la propria vita per farci una serie di semplici riflessioni e domande. Forse avevo da ragazza un interesse che ho “mollato” non so più nemmeno perché? Magari mi piaceva la pallavolo, ma poi ho smesso perché la squadra si è sciolta oppure nuotavo ma poi ho avuto i figli e non mi sono più organizzata…

Spesso siamo bravissime a costruirci delle scuse perfette per togliere a noi stessi pezzi di vita e felicità. Guardiamo dentro noi stesse e chiediamoci: cosa mi fa stare davvero bene? Quale attività in passato mi ha fatto sentire gioiosa, leggera, creativa, viva? E’ da queste risposte che bisogna partire, dalle nostre passioni passate o da quelle che potrebbero diventarlo, anche da adulte. Un esperimento? Scegliete di frequentare un corso per il tempo libero, anche molto lontano da quelli che sono stati finora i vostri interessi. Osate, se siete timide fate un corso di teatro, se avete sempre pensato di essere negate per il disegno provateci: sorprenderete voi stesse e, probabilmente, riuscirete a scardinare la logica prescrittiva e seriosa degli adulti in cui – forse – vi siete impigliate.

La ricerca della felicità? È nelle passioni (anche da adulte)