La genitorialità gentile fa i bambini felici

Un approccio volto a sviluppare l'intelligenza emotiva ed il benessere dell'intera famiglia

Essere genitori è il compito più arduo che ci sia. I figli sono la più grande gioia, e al tempo stesso la maggiore preoccupazione. Questo perché nel benessere e nell’educazione della prole si investe ogni sforzo. Rendere i propri figli felici, appagati e pronti ad affrontare la vita è l’obiettivo di ogni genitore.

Per questo, negli ultimi anni, il concetto di genitorialità “gentile” o “rispettosa” ha guadagnato popolarità. Questo concetto si basa sulla sintonia emotiva tra il genitore ed il figlio.

Questo aiuta a capire le ragioni che muovono ogni comportamento. Certo, padre e madre devono restare punti fissi e autorevoli, con limiti definiti e regole, ma in modo empatico e gentile.

La genitorialità gentile

Caratteristica della genitorialità gentile è che i genitori non dovrebbero affrettarsi e condannare immediatamente i propri figli di fronte a comportamenti scorretti. Prima bisogna passare per un ascolto del bambino e quindi un riconoscimento dei suoi sentimenti.

Quando un genitore mostra comprensione e cerca di capire lo stato emotivo del bambino, lo aiuta a calmarsi. Solo dopo aver riconosciuto e validato i sentimenti del piccolo, un adulto dovrebbe decidere come agire di conseguenza.

L’obiettivo di questa strategia

Questo approccio relazionale ha l’obiettivo, sul lungo termine, di promuovere l’intelligenza emotiva. L’idea è che i bambini, crescendo, imparino a identificare le proprie emozioni in modo più ponderato e ad agire in modo più appropriato.

Tutti sappiamo che, quando si tratta della relazione genitore-figlio, gestire sentimenti e reazioni è essenziale. Dopo aver ascoltato e chiarito ciò che il bambino sta provando, il genitore deve guidare il bambino e aiutarlo a pensare con calma e positivamente al problema per trovare una buona soluzione. Questo approccio è molto più istruttivo, perché accompagna il piccolo verso la comprensione delle conseguenze delle proprie azioni, oltre che al riconoscimento di emozioni e sentimenti.

Stabilire i confini genitore-figlio

Per riuscire a gestire al meglio la genitorialità gentile, è essenziale stabilire limiti e paletti che definiscano il ruolo del genitore e quello del bambino. Il trucco è utilizzare il dialogo, la calma, le parole ed evitare rabbia o reazioni esplosive.

Altro strumento efficace per applicare questo approccio educativo è il rinforzo positivo. Ovvero, il genitore deve evitare di dedicare particolari attenzioni al figlio quando si comporta male. Invece, madre e padre devono riservare un trattamento caloroso ed entusiasta nei momenti di condotta positiva. In questo modo il bimbo si sentirà portato ad adottare schemi di comportamento che gli procureranno attenzioni e coccole da parte dei genitori.

La genitorialità gentile non solo aiuta i bambini a crescere con maggiore consapevolezza e responsabilità, ma rende più felice l’intera famiglia. Evitare conflitti, punizioni, urla e momenti di caos fa bene a tutti quanti, grandi e piccini. Il benessere famigliare è la condizione base per crescere in modo sereno, felice e per sviluppare l’intelligenza emotiva.

Negli ultimi anni i modelli educativi sono cambiati. La società si è fatta sempre più complessa ed è stato necessario ripensare agli strumenti che servono ai più piccoli per affrontare le sfide quotidiane. La gestione delle proprie emozioni è una delle priorità.