Il sentimento oltre la ragione: l’equazione dell’amore incondizionato

L'amore incondizionato, quello che non segue nessuna logica o ragione, spiegato dalla matematica

Basta fare una rapida ricerca nel tempo per vedere come, da sempre, quel misterioso, potente e affascinante sentimento, chiamato amore, abbia raccolto l’attenzione di scienziati, filosofi, psicologi e intellettuali. Tutti hanno provato a spiegarlo con equazioni matematiche e formule, con il battito del cuore o il funzionamento del cervello.

Alcuni hanno detto che l’amore non esiste e che si tratta solo di una grandissima illusione provocata dall’aumento della dopamina e dell’ossitocina nel cervello. Altri ancora, invece, ci hanno creduto così tanto fino a perdere l’equilibrio e precipitare nella sua follia.

Oggi però questo sentimento, quello vero e incondizionato, sembra assumere dei contorni più nitidi che mai grazie all’equazione matematica dell’amore incondizionato. Scopriamola insieme.

L’amore oltre la ragione: la ricerca scientifica che conferma il sentimento incondizionato

Grazie a una ricerca condotta dalla dottoressa Suki Finn, docente di filosofia alla Royal Holloway, University of London e pubblicata su Aeon siamo riusciti a comprendere quella che viene definita come l’equazione dell’amore incondizionato e che pone le sue basi a partire dal sistema numerico binario che comprende solo due simboli, di 0 e 1 che, nel nostro caso, rappresenteranno i valori massimali.

Prima di tutto occorre dividere l’amore in condizionato e incondizionato, una differenziazione necessaria per comprendere la nostra equazione. Amare incondizionatamente qualcuno, infatti, vuol dire lasciarsi andare a un sentimento disinteressato e profondo, vuol dire amare senza pretendere nulla in cambio. Si tratta di emozioni che continuano a esistere e a resistere nel tempo anche quando l’altra persona non fa più parte della nostra vita.

L’amore condizionato, invece, è fondato sulla contrattazione e sullo scambio, su un rapporto di dare e avere. È quel sentimento che ci fa sentire felici se otteniamo quello che desideriamo e che ci rende insoddisfatti, o frustrati, nel caso contrario.

Mai nessuno è tradito dall’amore puro.
(Jaufrè Rudel)

 

La credenza e l’amore

Per comprendere l’equazione di cui vi parliamo in questo articolo, abbiamo però necessariamente bisogno di introdurre il concetto di credenza. Ci sono delle cose, in cui crediamo incondizionatamente, altre invece su cui siamo più scettici e sono quelle che basano la nostra credenza su prove e fatti.

Il grado di convinzione personale ha moltissime varianti, alcune soggettive e altre soggettive. Possiamo identificare la nostra capacità di credere con i valori numerici 0 e 1 che rappresentano rispettivamente il minimo e il massimo grado di convinzione di una cosa.

Quando accade che abbiamo delle convinzioni così radicate che non possono essere messe in discussione neanche dalla prova più certa ed evidente, queste sono rappresentate dal numero 1, quello che non potrà mai scendere perché niente e nessuno sarà di far vacillare la fiducia in quello che crediamo.

Ma cosa c’entra la credenza con l’amore incondizionato? Diciamo che, proprio con quel numero 1, possiamo in qualche modo far riferimento all’amore incondizionato, quello irrazionale, che non muta con il tempo né con le distanze fisiche e geografiche.

Cosa significa davvero amare qualcuno?

Vi siete mai chieste perché siete innamorate di quella persona? Perché è bella, gentile o affettuosa, o ancora perché vi fa sentire uniche e speciali. Ma se tutto quello che adorate di quell’individuo venisse a mancare o se vi stupisse giorno dopo giorno? Probabilmente il sentimento muterebbe, nel bene e nel male rispondendo a quei cambiamenti.

Possiamo dire, per esempio, che all’inizio di una relazione si parte con una convinzione rispetto a quella allo 0,4, oppure allo 0,9 nel caso di un colpo di fulmine, ma non sicuramente all’1. Insomma, amiamo qualcuno per una o per tante ragioni, facendo oscillare il numero della nostra credenza verso l’alto o verso il basso in base all’andamento della relazione, ma quando quelle ragioni non esistono più, anche l’amore se ne va.

L’amore incondizionato, invece, è quello che non ha varianti, ma solo una costante, quel numero 1 che resterà tale indipendentemente dalle ragioni, dai cambiamenti o dalle informazioni ricevute con il tempo. Perché è un sentimento che non è nato a seguito di prove, conferme o ragioni che si sono consolidate nel tempo, né tantomeno sparirà o si modificherà in base a fattori esterni.

Quando non riusciamo a spiegare il perché di quel sentimento, quando niente e nessuno è in grado di alterarlo e quello che proviamo non è basato su nient’altro, abbiamo la risposta che stiamo cercando: si tratta di amare incondizionato. Quel numero 1 che non varierà per nessuna ragione al mondo perché è immune da ogni condizione.  Attenzione però, perché non è detto che l’amore incondizionato sia stabile, solo che non segue delle regole logiche. Si tratta di un sentimento che è fuori da ogni controllo razionale ma che può svanire, da un momento all’altro senza motivo, irrazionalmente, appunto.

Tutto dipende da quello che sentiamo noi nei confronti di una relazione o di un rapporto e, attenzione perché non è che l’amore incondizionato sia migliore di quello condizionato. Si tratta di due processi distinti, ma estremamente degni di dare vita al sentimento più puro del mondo. Certo, quello condizionato è sicuramente più controllabile, può cambiare, crescere e mutare nel tempo ma non è detto che riuscirà mai ad andare oltre la ragione e raggiungere quel numero 1. Ma questo è necessariamente un male?

L’equazione matematica dell’amore incondizionato

Dopo tante chiacchiere e spiegazioni sull’amore, ecco l’equazione matematica dell’amore incondizionato nel dettaglio redatta da Suki Finn per far ricredere gli scettici e per dimostrare, che infondo, anche i calcoli possono restituire romanticherie!

Cr aggiornato (p) = Cr iniziale (p | e)

Cr aggiornato è la credenza, p è la proposizione o un evento, Cr (p) rappresenta, invece, il grado di convinzione tra 0 e 1.
La e è la proposizione o un evento basato sull’evidenza, quindi Cr(e) è il grado di convinzione tra 0 e 1 basato su di essa.
Il dettaglio “aggiornato” rappresenta il nuovo grado di convinzione dopo l’evento, la scritta iniziale, invece, indica il grado di convinzione prima che l’evento avvenisse.

Quindi come calcolare Cr iniziale (p | e)? Così: Cr (p | e) = Cr (e∩p) / Cr (e)

Indipendentemente da quanto sia forte la nostra credenza in e, questa non sminuirà la nostra credenza 1 in p. La dimostrazione sta nell’inserire Cr iniziale (p) = 1, per mostrare che Cr aggiornato (p) sarà solo allora uguale a 1.

Così Cr (p) = 1, diventa un teorema che Cr (e) = Cr (e∩p) basato sul 3 ° assioma di probabilità dell’additività ed è equivalente a Cr (e) = Cr (e∩p) + Cr (e∩¬p).

Poiché abbiamo stabilito che Cr (p) = 1, allora Cr (¬p) è uguale a 0. Quindi Cr (e∩¬p) e Cr (¬e∩¬p) si sommano a zero, e dato che sono non-negativi, sono entrambi uguali a zero. Quindi Cr (e) = Cr (e∩p) + Cr (e∩¬p) dove Cr (e∩¬p) = 0, arriviamo così alla formula Cr (e) = Cr (e∩p) che si risolve con 1: da Cr (e∩p) / Cr (e) a Cr (e) / Cr (e) a 1 (poiché qualsiasi cosa divisa per se stessa è uguale 1).

L’1 quindi, rimane inamovibile, esattamente come accade nell’amore incondizionato.

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