Tragedia della Marmolada, Davide ed Erica: l’amore per la montagna che li ha divisi per sempre

Davide ed Erica erano una coppia bellissima, unita nel nome dell'amore per la montagna. La stessa che li ha divisi per sempre

L’amore per la montagna li ha uniti, poi li ha divisi per sempre. Davide Miotti ed Erica Campagnaro si stavano godendo una delle loro abituali escursioni e stavolta avevano scelto come location la splendida Pian dei Fiacconi, sulla Marmolada. Prima il boato, poi il crollo: la coppia non avrebbe mai immaginato che quel 3 luglio 2022 li avrebbe resi protagonisti di una vera tragedia, insieme a tante altre persone.

Davide ed Erica, vittime del crollo della Marmolada

Davide Miotti ed Erica Campagnaro erano una coppia bellissima. Uniti dalla passione della montagna, in quel fatidico 3 luglio si trovavano sulla Marmolada dove è avvenuta una delle tragedie più gravi registrate negli ultimi tempi. Entrambi originari di Cittadella, in provincia di Padova, Davide ed Erica condividevano tanto: la storia di un amore, poi sfociato nella costruzione di una bella famiglia e, infine, nella decisione di trasformare la propria passione in un’attività, più di vent’anni or sono.

Alla notizia della valanga che ha travolto la Pian dei Fiacconi, la coppia risultava coinvolta insieme ad una trentina di persone, di cui molte disperse. Purtroppo, però, l’incessante lavoro di ricerca del Soccorso Alpino e del Suem 118 della Regione Veneto – sospeso a causa del maltempo – e il lavoro di identificazione dei primi ritrovati sembrerebbe confermare la morte dell’uomo. Davide se ne sarebbe andato a soli 51 anni, nonostante fosse da una vita una guida alpina esperta e conoscesse a menadito quelle montagne. Di Erica ancora non si hanno notizie, il suo corpo non sarebbe ancora stato identificato ma amici e familiari non smettono di sperare nel miracolo.

“Una coppia unita”, così li ha definiti il Sindaco di Cittadella, Luca Pierobon, che li conosceva bene ed era loro amico d’infanzia: “Ricordo Davide come un ragazzo in gamba, un esperto di alpinismo, aveva fatto della sua passione un lavoro, con lui la moglie Erica Campagnaro, una coppia unita, siamo davvero addolorati per questa tragedia. Erano nati e cresciuti a Cittadella, siamo quasi coetanei e abbiamo passato molte serate insieme da ragazzi. Più di 20 anni fa avevano aperto questo negozio super-specializzato per arrampicate ed escursioni in montagna. Si erano per quello trasferiti a Tezze, ma le loro origini sono qui. Siamo davvero addolorati per la famiglia”.

La coppia aveva lasciato Cittadella proprio con l’intento di trasformare la propria passione in un lavoro, aprendo un piccolo ma fornito negozio di articoli tecnici per l’escursionismo e la montagna a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza. Lì conducevano una vita semplice ed è sempre lì che hanno cresciuto i loro due figli, un adolescente e una ragazza di qualche anno più grande.

Tragedia della Marmolada, un evento di proporzioni inaudite

Abbiamo sentito un rumore forte, tipico di una frana, poi abbiamo visto scendere a forte velocità a valle una specie di valanga composta da neve e ghiaccio e da lì ho capito che qualcosa di grave era successo”, con queste parole uno dei responsabili del Rifugio Castiglioni Marmolada ha raccontato ad ANSA ciò che è accaduto la scorsa domenica.

Un boato che presagiva qualcosa di orribile e che non ha dato scampo a Davide ed Erica e alle tante altre persone rimaste coinvolte. Il numero dei dispersi attualmente resta invariato (19 tra uomini e donne) e purtroppo per molte delle vittime sarà necessario effettuare il test del DNA per accertarne l’identità.

Una valanga di ghiaccio tagliente e roccia, un vortice di una velocità inaudita. Sono gli effetti dell’inquinamento e del surriscaldamento globale, come hanno confermato gli esperti. Luoghi un tempo ricoperti dalla candida neve, oggi si assottigliano sempre più in ghiacciai pronti a crollare. Renato Colucci, glaciologo del CNR, ha dichiarato a La Stampa: “Da settimane le temperature in quota sulle Alpi sono state molto al di sopra dei valori normali, mentre l’inverno scorso c’è stata poca neve, che ormai quasi non protegge più i bacini glaciali”.