“Era il ragazzo più buono del mondo”. Così Checco Maimone è morto senza un motivo

Prima il rumore degli spari, poi quel colpo di pistola nel petto di Francesco Pio Maimone. Così Checco è morto tra le braccia del suo migliore amico. È stato ucciso per sbaglio

Era una serata come le altre quella di domenica sera sul lungomare di Napoli. Una notte che profumava di primavera e di bellezza, di spensieratezza tra due amici che avevano scelto di trascorrere del tempo insieme a Mergellina, tra la strada che affaccia sul mare e gli chalet che si susseguono uno dietro l’altro.

Poi, all’improvviso, il rumore degli spari a poca distanza e quel colpo di pistola che è arrivato dritto nel petto di Checco hanno cambiato per sempre le cose. Hanno spezzato la vita e i sogni straordinari di un giovane ragazzo, “il più buono del mondo” a detta di chi lo conosceva bene. Francesco Pio Maimone, conosciuto da tutti come Checco, non c’è più. È morto a 19 anni. È stato ucciso per sbaglio.

Spari a Mergellina: ecco cosa è successo domenica notte

La vicenda, che si è consumata nella notte tra domenica e lunedì nella zona di Mergellina a Napoli, è una tragedia. Non potrebbe essere chiamata in nessun altro modo. Perché come si può spiegare in altri termini l’uccisione di quel ragazzo? Francesco Pio Maimone è morto senza avere colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Cos’è successo quella notte lo hanno ricostruito le autorità. Francesco quella sera era uscito con il suo migliore amico Carlo dopo il lavoro, i due avevano scelto di fare una passeggiata a Napoli, sul lungomare. Poi è successo tutto velocemente: prima gli spari e poi quel colpo in petto. Per le forze dell’ordine non ci sono dubbi: Checco è stato ucciso per sbaglio.

Non conosceva l’assassino, né i suoi amici. Ed era lontano dalla rissa scoppiata tra quei ragazzi davanti a uno dei chioschi più famosi di Mergellina. Eppure quella distanza non non era abbastanza. Quando il killer ha sparato, un colpo ha raggiunto il cuore di Checco e nonostante i soccorsi immediati non c’è stato nulla da fare.

“Era il ragazzo più buono del mondo”

La morte di Checco ha sconvolto la città e il Paese intero, ma anche il cuore di chi quel ragazzo lo conosceva bene. Quello di suo fratello, che ha raccontato dei suoi sogni straordinari, del desiderio di aprire una pizzeria tutta sua, un giorno, e quello di Carlo, il suo migliore amico, che l’ha stretto l’ultima volta tra le braccia prima di dirgli addio.

È proprio il nome di Carlo che Francesco ha pronunciato mentre stava per morire, senza capire cosa stese succedendo e perché. A raccontare gli ultimi istanti di una vicenda straziante è stata la madre di Carlo ai microfoni di Fanpage.it. “Avevano appena finito di lavorare, erano a casa mia”, ha affermato Gabriella Romano, “Quando Pio ha chiesto se volessero scendere. Mio figlio non ne aveva voglia, ma Pio ha insistito, diceva facciamo un giro e torniamo. E così sono andati a Mergellina”.

Alla fine, i due ragazzi hanno scelto di raggiungere il lungomare, e quello che è successo dopo lo sappiamo tutti. Non hanno fatto in tempo a rendersi conto di quello che stava succedendo quando un colpo di pistola ha raggiunto il petto di Checco. “Poteva succedere a chiunque, è successo al ragazzo più buono sulla faccia della terra, ha raccontato la madre di Carlo, “E io non lo accetto, non accetto la morte di un ragazzo di 18 anni, soprattutto così, non la posso accettare”.

Intanto la polizia ha fermato il presunto killer di Francesco Pio Maimone. Si tratta di un giovane ragazzo di appena 20 anni già conosciuto alle autorità perché figlio di un membro della criminalità organizzata campana.