L’alta moda diventa un sogno e la sfilata di Dior passa alla storia

La maison ha collaborato con il regista Matteo Garrone per raccontare, attraverso una vera e propria fiaba, le nuove creazioni Haute Couture

La situazione degli ultimi mesi ha spinto i player del mondo fashion a mettere in primo piano la creatività come mai prima. Tra gli esempi più felici di questo nuovo approccio alla presentazione delle creazioni dei grandi stilisti spicca senza dubbio il caso di Dior. La maison ha deciso di raccontare la linea Haute Couture dell’autunno/inverno che ci aspetta in una maniera a dir poco innovativa.

Matteo Garrone ha infatti collaborato con la direttrice creativa della maison Maria Grazia Chiuri girando un corto con lo scopo di rappresentare il sogno dell’alta moda. Le Mythe Dior: questo è il titolo della nuova fatica del regista di Gomorra. Con il suo talento, Garrone ha reinterpretato l’idea della Chiuri, secondo la quale le difficoltà degli ultimi mesi hanno imposto la necessità di fare arrivare gli abiti a casa dei clienti di tutto il mondo, che possono così ammirare la meraviglia di ogni singola creazione.

Il corto, visibile a tutti sul sito ufficiale della maison, è ambientato in un mondo da fiaba. Lo spettatore che scopre quest’opera del regista capitolino – che dura poco meno di 15 minuti – è preso per mano e accompagnato con eleganza in un universo silvestre, tra alberi che accarezzano silenziosi un tranquillo corso d’acqua, una sirena che nuota sinuosa e bellissima e ninfe che, con le chiome che omaggiano i colori iconici dei pittori preraffaeliti, giocano all’ombra di alcune rovine.

Ad un certo punto, la loro attenzione è attirata dall’arrivo, sulle spalle di due uomini, di un baule molto particolare, caratterizzato dalla presenza di alcuni abiti della maison, capi disegnati dalla Chiuri che cambieranno l’esistenza anche di altri abitanti del mondo da sogno ideato dal regista de Il Racconto dei Racconti.

Oltre al film in sé, l’altra idea innovativa riguarda la scelta di realizzare la collezione in scala: nella fiaba diretta dal regista di Pinocchio, gli abiti, 37 per la precisione, sono delle meravigliose miniature e vengono adattati a machini alti 40 centimetri. Il risultato, che prende ispirazione dal linguaggio di artiste surrealiste come Dora Maar, Jacqueline Lamba ed Eleonora Carrington, è un viaggio che entrerà nella storia, un modo di narrare l’alta moda che, come ricordato dalla Chiuri stessa, celebra la capacità che la creatività ha di dare speranza per il futuro.

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