C’è un momento preciso, quando la temperatura scende sotto lo zero termico, in cui la moda smette di essere solo estetica e diventa pura necessità di cocooning. Ma quest’anno, la risposta al gelo non è il solito piumino tecnico né il cappotto cammello dal taglio severo. La stagione impone una rivoluzione sensoriale: il trend Furry.
Non stiamo parlando di timidi inserti. Diamo spazio a volume, esagerazione, opulenza tattile e tutto ciò che trasforma la silhouette in una scultura morbida. Dalle passerelle di Milano a Parigi, il messaggio è stato univoco: l’inverno va affrontato con ironia e un pizzico di edonismo. La giacca furry — che sia in shearling arruffato, in ecopelliccia effetto yeti, o in piume marabù sintetiche — è il nuovo statement piece.
Giacche furry: l’estetica del “lusso divertente”
Dopo stagioni dominate dal Quiet Luxury e dal minimalismo cromatico, la moda ha voglia di urlare, ma sottovoce, avvolta in strati di morbidezza. Questo trend rappresenta il perfetto punto d’incontro tra il glamour della Mob Wife Aesthetic (che ha dominato i social) e un bisogno infantile di comfort. Indossare una giacca furry significa portare in strada un’armatura soffice che protegge dal mondo esterno, ma che al contempo cattura ogni sguardo. È un capo che non chiede permesso: è ingombrante, è vistoso, è terribilmente chic.
Abbinare la giacca furry: l’arte del contrasto
Il segreto per non sembrare appena usciti da un film di fantascienza artico o per non assomigliare al cosplay di Hagrid (il gigante della saga di Harry Potter), risiede tutto nel “clash”, ovvero nel gioco di contrasti. La morbidezza estrema del capospalla deve scontrarsi con texture rigide, silhouette affilate o tessuti impalpabili.
Ecco come le fashion editor stanno interpretando il trend e alcuni consigli per gli acquisti
Il New Grunge: denim & volume
Da evitare tassativamente l’effetto ”signora bene”. La giacca furry corta, magari in una tonalità pastello o nel classico bianco panna, trova il suo partner ideale nel denim raw.
Il look da imitare: jeans wide-leg a vita bassa (per un tocco Y2K) o un modello cargo strutturato. Sopra, una semplice canottiera a costine bianca o una maglia in cashmere sottile a pelle. Non tacchi, ma sneakers chunky o stivaletti biker usurati. L’obiettivo è comunicare: “Ho messo la prima cosa morbida che ho trovato”, anche se il look è studiato al millimetro.
Midnight texture: seta vs. pelo
Per la sera, il gioco si fa sensuale. L’abbinamento più sofisticato della stagione vede la pesantezza visiva del pelo (magari in nero corvino, cioccolato fondente o bordeaux) contrapposta alla leggerezza della lingerie.
Il look facile da replicare: uno slip dress in raso liquido che scivola sul corpo, o una gonna midi in seta tagliata in sbieco. Il cappotto furry, portato appoggiato sulle spalle, crea un dramma visivo immediato. Ai piedi, slingback affilate in vernice e calze velate nere 20 denari. È il look definitivo per le notti invernali in città.
Leather & fluff: l’urbano contemporaneo
Se volete elevare il look quotidiano, il contrasto materico vincente è quello con la pelle. La superficie lucida e fredda della pelle (o ecopelle) esalta per antitesi la morbidezza della giacca.
Il look definitivo: pantaloni in pelle dritti o una minigonna in pelle strutturata. Abbinate un dolcevita nero aderente e lasciate che sia la giacca (magari in una fantasia animalier o in un colore pop come il blu elettrico) a parlare.
Must have: gli occhiali da sole a mascherina neri e capelli raccolti in uno chignon tiratissimo, per bilanciare il volume del capospalla.
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