Chi era Laura Masiello, la malattia che l’ha spenta a 60 anni

Una vita dedicata allo sport finita troppo presto: addio a Laura Masiello, giornalista dell'Ansa

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Giorgia Prina

Lifestyle Specialist

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Il Napoli perde una tifosa appassionata, il giornalismo sportivo una professionista attenta e preziosa. Diciamo addio a Laura Masiello, da tanti anni colonna della redazione sportiva di Ansa, della quale era caposervizio aggiunto. Avrebbe compiuto 60 anni il 9 maggio e la sua vita è stata ricca di passione, vissuta insieme al padre, Nino, anche lui fu uno storico cronista partenopeo. A portarla via una malattia fulminante.

Laura Masiello morta a 60 anni, la malattia che l’ha portata via

“È morta in nottata dopo una malattia fulminante Laura Masiello, giornalista dell’Ansa, da tanti anni colonna della redazione sportiva della quale era caposervizio aggiunto”. Così la redazione della testata per la quale da tanti anni lavorava la giornalista ha annunciato la sua morte, corredando il triste annuncio con un ricordo professionale e commovente di una donna appassionata e capace.

“Una malattia fulminante”. Poche e rispettose della privacy della famiglia le parole rilasciate sulle cause della morte della collega tanto amata. Un male che velocemente l’ha portata via, togliendola ai nipoti, che correva a visitare a Napoli appena riusciva.

Chi era Laura Masiello: la passione per il Napoli

Laura Masiello era nata il 9 maggio del 1966, a Napoli. Città adorata, decise di lasciarla solo per perseguire il suo sogno: diventare giornalista sportiva e raccontare “con professionale disincanto” la sua squadra del cuore, il Napoli. Una passione, la sue, eredita in parte dal padre, Nino Masiello, storico caporedattore dell’ufficio centrale de Il Mattino, scomparso nell’aprile 2017 ad 80 anni. Fin da piccola si era appassionata allo sport e in particolare al calcio.

Era cresciuta nella luminosa era celeste di Maradona e dei Mondiali di Italia del 1990, iniziando con Il Mattino dei Giovani, proseguendo poi con il praticantato al Roma, sotto la guida di Antonio Sasso. Nel 1993 smise di lavorare al Roma e iniziò a lavorare per Ansa prima a Napoli, poi a Potenza. Alla fine tornò a Roma, la città che l’aveva formata e che aveva imparato ad amare. Non mancava però le occasioni per tornare nella “sua” Napoli.

“Napoletana “emigrata” a Roma, giornalista sportiva, lavoro all’Ansa. La mia vita è un viaggio continuo. Ho un grande, amore…il NAPOLI!!!!!”. Così recita il profilo X della giornalista. Tifosissima, ma sempre corretta. Aveva raccontato le maggiori competizioni sportive: Serie A, Champions League e molto altro. Tanti i messaggi di cordoglio in queste ore, soprattutto sui social, da amici e colleghi di una vita. Anche il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania ha espresso “profondo cordoglio” per la sua scomparsa.

I funerali sono previsti per martedì 17 febbraio, alle 10 nella Chiesa delle suore Betlemite di via Bernardo Cavallino, al Rione Alto.