La società giusta è quella che sa dare valore agli anziani

Valore e dono per la società: gli anziani non rappresentano solo il passato, ma anche il presente il futuro. Sono le nostre radici e la nostra eredità

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Redazione

DiLei è il magazine femminile di Italiaonline lanciato a febbraio 2013, che parla a tutte le donne con occhi al 100% femminili.

Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada. (proverbio africano)

Gli anziani simboleggiano il cambiamento e il passare del tempo sotto un duplice punto di vista: quello personale e quello sociale. A volte, anzi spesso, ci sembrano fuori dal nostro tempo. Abbiamo come l’impressione che siano rimasti indietro, e forse lo sono per davvero. Del resto loro rappresentano le vecchie generazioni, quelle di amori consumati lentamente, di esperienze differenti e di pensieri agli antipodi dei nostri.

Eppure, proprio loro, non solo sono le nostre radici, ma anche la nostra eredità. Ecco perché la società giusta è quella che sa dare valore agli anziani. Ecco perché proprio noi, per primi, dovremmo proteggere e perpetuare quel valore.

Gli anziani: un valore e un dono per la nostra società

Nonni, parenti o conoscenti che hanno superato, da tanto, gli “anta” avranno sempre una mentalità diversa da quella delle generazioni di oggi. Eppure, chi pensa che quel pensiero sia obsoleto e non ci riguarda si sbaglia. È proprio la loro conoscenza, quella acquisita col tempo e con l’esperienza, che permette di tenere traccia del passato e di riscrivere il presente e il futuro.

Eppure, in una società così veloce, caotica e frettolosa, sembra proprio non esserci spazio per chi, arrivato a un certo punto, segue il ritmo naturale della sua età. Per chi rallenta e chi si ferma che, inevitabilmente, viene lasciato indietro. Lo facciamo anche noi, spesso senza accorgercene, lasciamo indietro gli anziani che sono diventati un peso. Basterebbe dedicare a loro un po’ di tempo per capire, invece, che dono prezioso rappresentano per la nostra vita e per la società.

Una storiella, una bravata della gioventù, un aneddoto, qualche consiglio: basta una chiacchierata con un anziano, meglio ancora silenziando smartphone e notifiche, per imparare qualcosa di nuovo. Un modo di vedere le cose diverso dal nostro, certo, ma magari più saggio e coscienzioso che arriva da chi ha vissuto questo mondo prima di noi, vivendo e sperimentando tutti i cambiamenti di un epoca.

La saggezza degli anziani che serve a costruire il presente e il futuro

Il sapere una volta si trasmetteva proprio così, niente Google o motori di ricerca. Era gli anziani a raccontare il mondo e la conoscenza. Lo fanno tutt’ora mettendo in discussione ciò che sapevano e come avevano vissuto, diventando parte di un cambiamento che coinvolge le minoranze, i ruoli di genere, i diritti e le opportunità in barba a chi pensa che la loro “mentalità” sia antica e non al passo.

Certo, anche loro hanno cose da insegnare che provengono dal passato: sono figli di una generazione in cui le cose rotte si aggiustavano, si comprava poco ma bene e i rapporti umani si coltivavano fuori dagli schermi, sulle panchine in piazza. E non sono forse questi insegnamenti preziosi da diffondere e perpetuare?

Considerare gli anziani come un peso è sbagliato perché loro sono il nostro passato, è vero, ma è solo grazie alle radici che hanno piantato che possiamo costruire il futuro.

Dobbiamo reimparare a dare valore agli anziani perché è proprio grazie a loro che possiamo condurre la vita di cui godiamo, grazie alla loro fatiche, ai sacrifici e alla battaglie che hanno combattuto per noi. La società li esclude, non dà loro un vero ruolo, cerchiamo di dare noi l’importanza che meritano. I genitori e i nonni di certo non vogliono impedirci di vivere al meglio la nostra vita, chiedono solo di farne parte.