Mariella Nava è una delle cantautrici italiane più raffinate. Lei ha una grande esperienza del palco dell’Ariston, perché al Festival ha partecipato più volte e anche con ruoli diversi.
In attesa di ascoltare i duetti (leggi la scaletta della quarta serata), Mariella Nava commenta per noi Sanremo 2026 e ci dà un suo possibile podio, anche se, sottolinea le sorprese al Festival sono sempre moltissime.
Confermi un podio di donne a Sanremo 2026?
Assolutamente sì, dopo la seconda e la terza serata confermo che ci sarà una presenza femminile sul podio, ma non solo in termini di classifica. Penso proprio guardando al Festival globalmente, ritengo che la figura femminile ne esca bene.
Ti è piaciuta Levante dopo averla ascoltata una seconda volta?
Levante ha un brano complesso come scrittura, ed è suo. Lei riesce a darcelo con un’alta capacità interpretativa ed è bello anche che esprime quanto il corpo non vibri se non si ama. Questo è un’indicazione che i ragazzi dovrebbero tenere presente.
Per quanto riguarda Elettra Lamborghini?
Elettra mi fa sempre molto sorridere: è gioiosa e porta felicità. Questo riferimento suo alla Carrà, lo trovo giusto in una canzone che ha il sapore delle canzoni di Raffaella, sapore che ne ha decretato il successo e che si ballano ancora con la voglia di spensieratezza.
Nel tuo commento alla prima serata del Festival hai citato Patty Pravo, che cosa ti convince del suo brano?
Mi è spiaciuto che non sia stata notata Patty Pravo, che è una rappresentante così importante della nostra musica leggera. C’è un’abitudine di ricordarci troppo tardi delle persone, di solito insieme alla assenza. Invece, lei è lì, si mette in gioco, in gara con un brano che vuole portare un momento di fascino, di eleganza, di pensiero su quel palco. Mi spiace che nessuno l’abbia rilevato.

Cosa ne pensi dei premi alla carriera a Fausto Leali e a Mogol?
Li ho trovati assolutamente giusti in entrambi i casi. Due figure giganti, una per l’interpretazione, l’altra perché ci ha regalato poesie sulle musiche nobili che abbiamo amato e che amiamo ancora. E ci hanno mostrato la grande differenza tra lo scrivere umano e la competenza di chi lo fa e l’intelligenza artificiale così fredda e a volte senza logica.
Achille Lauro e Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Alicia Keys: quanto ti hanno emozionato questi duetti?
Sono stati momenti molto emozionanti. E non dimentichiamo anche quello con il coro dello Zecchino d’Oro e di Caivano. Lì il messaggio lanciato è stato chiaro: salviamo il mondo e aboliamo i conflitti in essere. Ovviamente, è una cosa che ci auguriamo da tempo, ma più lo diciamo e più ci sembra un’utopia. Invece non dobbiamo demordere, perché siamo noi che facciamo il mondo e lo rendiamo un posto giusto e pacifico.
Brancale, Arisa e Malika Ayane: cosa ne pensi?
Mi sono piaciute tutte e tre. Come detto, vedo alta la quota femminile. Con differenza di posizione ne vengono fuori bene, Serena Brancale si è posta in modo nuovo con tutto il rischio della sfida, perché l’abbiamo conosciuta in altro modo. Ma chi la segue da tempo sa che la sua preparazione musicale è profonda e quindi non si è sorpreso di questa sua scelta di essere a Sanremo in modo diverso.
Arisa è una conferma, la sua capacità vocale è nota: come dice il titolo del brano, ci porta in una favola, ci porta in alto con la sua voce cristallina. Forse avendo già partecipato più volte e vinto a Sanremo, avrei provato a riavvicinarmi di più a un altro modo che aveva approcciato quando aveva partecipato con Elio Luttazzi. Comunque, sembra che il pubblico la stia premiando molto e ne sono felice.
Malika Ayane si è già scritta la sua storia, forse questa volta ha un po’ sorpreso perché il genere musicale che ha scelto è un po’ lontano rispetto a quello per il quale l’abbiamo conosciuta. Per questo sembra non così a fuoco, però non si può dire che non sia gradevole e molto brava.
Ti sei fatta un’idea di chi salirà sul podio di Sanremo 2026?
Il podio è sempre una sorpresa perché c’è il televoto, poi la sala stampa, le radio. Non saprei con certezza, anche se ci vedo Arisa, Masini e Fedez, Sayf, Brancale. Forse Ditonellapiaga e chissà qualche sorpresa. Aspettiamo la fine, perché non si sa mai. Per esempio Sal Da Vinci divide, perché è un genere che o ti piace tantissimo, che tra l’altro canta benissimo, e poi proviene da un grandissimo successo, oppure non lo ami. Comunque, lui potrebbe essere l’outsider del podio. Perché su quel palco alcune cose vincono e non se ne conosce il motivo. Però sono convinta che alla lunga il brano che avrà successo è quello di Tommaso Paradiso. Ma anche quello di Raf riuscirà a lasciare traccia.
Cosa ti aspetti dai duetti di stasera?
Ce ne sono tanti interessanti. Io posso dire che c’è un brano che adoro da tempo che è La canzone dell’amore perduto che canterà Nayt con Joan Thiele e poi Michele Bravi con Fiorella Mannoia con Domani un altro giorno, un omaggio a Ornella Vanoni. Sarà strana l’unione con Ditonellapiaga e Tony Pitony che è il fenomeno del momento e Tommaso Paradiso con Gli Stadio, anche Sal Da Vinci con Zarrillo. Voglio ascoltare tante cose e tutte diverse, la serata dei duetti è sempre molto divertente.