Luisa Corna: “Sono felicemente innamorata. Sanremo? Vorrei tornarci”

Luisa Corna ci racconta del suo ultimo singolo che canta la magia dell'amore e ci svela emozioni e tensioni dietro il palco dell'Ariston al Festival di Sanremo

Cantante, conduttrice, scrittrice, modella, Luisa Corna è un’artista a tutto tondo, con una carriera costellata di grandi successi, che nel 2021 torna sulla scena musicale con il suo terzo album, Le cose vere, accompagnato dal video del singolo Senza un noi che racconta la magia dell’amore come di un sentimento che sopravvive in tutta la sua essenza, oltre il tempo, oltre il distacco, con la consapevolezza che l’amore donato e ricevuto non andrà mai perduto. Mentre per il 27 aprile è atteso il suo debutto in duetto con Annalisa Minetti sul palco di Rivabella di Rimini.

Luisa Corna ci ha raccontato del suo nuovo progetto musicale, dell’amore, della sua esperienza al Festival di Sanremo che vorrebbe ripetere, del suo libro per bambini, una favola musicale, scritta in collaborazione con la grande amica, Annalisa Minetti.

Il tuo nuovo singolo s’intitola Senza un noi e racconta la magia dell’amore: ce ne parli?
Questa canzone è scritta da Riccardo Brizzi con l’arrangiamento di Cesare Chiodo. Quando Riccardo mi ha fatto sentire il brano, mi è piaciuto subito. Mi ha colpito il contenuto, è una canzone d’amore ma non è per niente banale. Emana positività, nonostante parli di una relazione che va al di là del tempo e del distacco. Parla di un amore che ti rimane addosso, come una seconda pelle. Esprime un altro punto di vista, molto forte e molto interessante.

Che cos’è per te l’amore?
Credo che l’amore sia ovunque e in tutto quello che facciamo, è come ci poniamo con gli altri, con la natura e con tutto quello che ci appartiene, è un modo di dare e di ricevere, è una sorta di comunione, un modo di vivere.

Sei innamorata?
Sì, sono felicemente innamorata da quasi sette anni. Quando si ha un rapporto soddisfacente e completo è come se si vivesse in uno stato di grazia, riempie la vita. Ho vissuto tanti anni da sola e stavo bene. Però quando hai vicino una persona con la quale ti trovi, è ancora meglio.

Cosa sono Le cose vere che danno il titolo al tuo nuovo album, da cui è tratto il singolo Senza un noi?
Sono quelle cose che ci appartengono e che viviamo tutti i giorni, sono cose che non impariamo perché è semplicemente il nostro vissuto.

Come è nato questo progetto?
È diversi anni che volevo realizzare un progetto musicale, perché l’ultimo risale a 10 anni fa. Sono andata così alla ricerca di brani, alcuni testi li ho scritti io. Già l’anno scorso eravamo pronti, ma poi è successo quello che è successo purtroppo. Abbiamo aspettato, ma io ho insistito per uscire all’inizio di quest’anno, il singolo lo abbiamo pubblicato infatti il 5 gennaio 2021. Ci tenevo perché volevo cominciare il nuovo anno all’insegna della musica. Penso che, nonostante il periodo di fermo, dovremmo cercare ognuno di noi di portare avanti i nostri progetti per avere degli orizzonti.

Dunque il tuo album è una sorta di nuovo inizio?
Sì, assolutamente. Mi sono voluta dare un segnale.

Luisa Corna Sananda Maitreya

Luisa Corna e Sananda Maitreya

Però hai anche un altro importante appuntamento: il 27 aprile duetterai sul palco con Annalisa Minetti
Sì, mi ha chiamato Annalisa, che è una mia grandissima amica da molto tempo ma in questi ultimi anni siamo ancora più vicine. Ti dicevo, mi ha chiamata e mi ha detto: “Ti va di fare questo concerto insieme?” Ovviamente ho accettato subito, anche per il piacere di collaborare con lei e poi perché mi dà la sensazione di tornare alla normalità il poter pensare di avere un concerto, visto che è da tanto tempo che non ci esibiamo e non abbiamo il contatto col pubblico. Naturalmente, saranno adottate tutte le precauzioni anti-contagio, sarà tutto controllato e a numero chiuso. Però, è un inizio, se si pensa che è ormai un anno che l’ambiente musicale è fermo e sta soffrendo. Speriamo di poterne uscire al più presto, in tutti i settori.

La musica può portare un messaggio speciale in questo momento difficile?
La musica è da sempre un messaggio speciale. Lo abbiamo visto anche nel primo lockdown quando la gente usciva sui balconi a cantare per sorreggersi e dare solidarietà agli altri. La musica sono le parole non dette, è comunicazione pura. Nella vita da un lato ci sono le cose concrete, come mangiare dormire, e poi c’è tutto quello che alimenta l’anima, libri, arte, poesia. Abbiamo bisogno di entrambe le cose, il cibo per il corpo e quello per lo spirito.

La scaletta è già stata definita?
La stiamo preparando in questi giorni. Farò alcuni brani del nuovo album e canterò sicuramente Senza un noi. Ho chiesto ad Annalisa Minetti se canteremo insieme, ma ancora non abbiamo definito nulla.

Hai una canzone del cuore?
Ce ne sono tante. La musica è molto legata a periodi della vita, quindi è difficile sceglierne una in particolare.

Hai un sogno nel cassetto musicalmente parlando?
Mi piacerebbe avere la possibilità di far ascoltare questo disco e avere l’occasione di tornare a Sanremo, in Italia il Festival è la manifestazione musicale più importante, un trampolino di lancio per far conoscere la propria musica.

Che cos’ha di speciale Sanremo?
Il Festival fa parte della nostra tradizione e anche se quest’anno sarà diverso, è giusto che ci sia e che la musica continui. Quando l’ho vissuto, è stato entusiasmante, nel senso che ti dà una grandissima adrenalina. In una settimana tutto l’universo musicale si concentra a Sanremo. Il palco dell’Ariston è speciale, perché quando sali sai che ti giochi tutto in quei tre minuti e mezzo, soprattutto la prima sera. Questo crea inevitabilmente tensione, anche perché sei consapevole che sarai giudicato e che ti sta guardano tantissima gente, il pubblico e gli esperti del settore che poi avranno qualcosa da dirti il giorno dopo l’esibizione. Il fattore emotivo è molto forte. Io la prima sera ero emozionatissima, ma poi la tensione è diminuita nelle sere successive, alla terza era sparito tutto. Ma il primo momento in cui sali su quel palco, non riesci nemmeno a respirare. È un’esperienza che non vivi tutti i giorni, anche perché ti giochi molto. E poi quando finisci di cantare, ti senti sollevato e ti dici: ‘Ok, è andata’. Sono sensazioni che ti restano per tutta la vita. Io ho visto anche Fausto Leali (con cui Luisa Corna cantò al Festival di Sanremo nel 2002 con il brano Ora che ho bisogno di te, classificandosi al quarto posto ndr), che è un veterano del Festival, vivere la mia stessa tensione. Sono emozioni che non passano mai.

Ti piacerebbe anche condurre Sanremo?
Preferirei essere in gara, però deve essere bellissimo anche fare la conduzione del Festival.

Cosa fai prima di salire sul palco e affrontare il pubblico per stemperare la tensione?
Sono un po’ metodica, nel senso che faccio sempre le stesse cose: mi scaldo la voce, metto in ordine quello che mi serve, per questo voglio restare da sola per sistemarmi, prima di salire sul palco.

Oltre la musica, hai condotto e partecipato a tanti programmi di punta, da Domenica In a Tale e Quale Show: che cosa ci racconti dell’esperienza televisiva?
Devo dire che mi ha dato moltissimo. Avevo già lavorato prima in tv, ma le grandi occasioni sono arrivate dopo Sanremo quando mi proposero Notti mondiali, anche perché l’anno prima avevo fatto Controcampo. Da lì Ballandi mi propose il giovedì in prima serata Sì sì è proprio lui, varietà per la regia di Pier Francesco Pingitore, il sabato sera sulla Rai con Sognando Las Vegas dove ho avuto la possibilità di propormi nella doppia veste di cantante e conduttrice, con una grande orchestra, ospiti importanti e internazionali con i quali ho duettato, da Dionne Warwick a Gloria Gaynor. Poi a un certo punto, la mia musica è stato un richiamo più forte, anche in virtù del fatto che oggi quel tipo di programmi in tv si fanno sempre meno. In questo periodo specifico prediligono talent e reality. Per questo ho preferito dedicarmi a quello che più sento, la musica appunto.

Hai anche scritto un libro, Tofu e la magia dell’arcobaleno, in collaborazione con Annalisa Minetti
È nato da un sogno, mi sono svegliata alle 5 del mattino e ho scritto la storia. Poi ho elaborato i personaggi e devo dire che Annalisa Minetti mi ha aiutato molto nella stesura. Da lì ho scritto le canzoni, perché si tratta di un libro musicale che ha lo scopo di avvicinare i bambini alla musica. Ci sono gli spartiti, le basi cantate dalle Voci di Novara, brani di cui ho scritto i testi, mentre Tonino Scala si è occupato della parte musicale e Fiora Giovino ha creato delle meravigliose illustrazioni. Il libro racconta la storia di un piccolo alieno, color indaco. Lui e il suo popolo hanno la capacità di creare dei piccoli arcobaleni che si sciolgono al suolo nell’acqua colorata. Lui ha il coraggio di creare un enorme arcobaleno che lo porta in giro nell’universo fino ad arrivare al pianeta Terra e qui incontra una bambina ipovedente e si rende conto che la piccola subisce delle prepotenze. Ovviamente l’epilogo è felice. Attraverso la fantasia tocco argomenti molto delicati e purtroppo molto attuali. Il libro è un inno alla accettazione e alla diversità e ho utilizzato la musica come punto di unione.

A 55 anni sei splendida: ci sveli i tuoi segreti di bellezza?
Non ho nessun segreto. Cerco di fare attività fisica. Prima andavo in palestra, adesso cammino molto. Penso che il segreto per stare bene è fare le cose che ci piacciono e trovare il proprio equilibrio. Quando siamo in armonia, la mente influisce sul corpo e così ci sentiamo bene. Anche se non è facile trovare l’equilibrio, anche perché a volte ci vuole il coraggio di lasciare situazioni che non ci fanno felici, sebbene sia difficile provare cose nuove

Luisa Corna

Luisa Corna

 

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