Gessica Notaro: “Mi mostro senza vergognarmi delle ferite che non meritavo”

Gessica Notaro ci parla del suo libro "Nata sotto una buona stella" dove racconta la violenza subita per dare speranza alle donne: "Non le lascerò sole"

Gessica Notaro ha pubblicato Nata sotto una buona stella, edito da Mondadori, per raccontare della violenza subita, ma come ci spiega non si tratta di un libro triste, perché vuole dire a tutte le donne che non bisogna mai perdere l’entusiasmo e la speranza nonostante le tragedie che la vita a volte riserva.

Classe 1989, Gessica Notaro è in prima linea nel combattere la violenza di genere (LEGGI LA NOSTRA PRECEDENTE INTERVISTA) che ha subito in prima persona quando il 10 gennaio 2017, il suo ex fidanzato l’ha sfregiata al volto con l’acido. Oggi ha scritto un libro per mettersi alle spalle il passato, ma con la promessa fatta a tutte le donne che non le lascerà mai sole.

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Nata sotto una buona stella, perché hai scelto di intitolare così il tuo libro?
Perché è quello che ho sempre detto parlando di me. Io sono una fortunella. Nonostante le varie vicissitudini che ho vissuto nella mia vita, mi sono sempre rialzata nel migliore dei modi: per questo dico che sono nata sotto una buona stella. E questo titolo vuole lasciare proprio un messaggio di entusiasmo, di speranza che ci deve essere nella vita anche se si vive una tragedia come la mia. Voglio dare un messaggio di speranza, un messaggio positivo. Non è assolutamente un libro triste.

Hai dichiarato che questo libro è stato un modo per lasciare il passato alle spalle
Certo, perché col libro ho tirato fuori dai cassetti moltissimi dettagli e sfumature che avevo dimenticato e che mi hanno fatto riflettere. È stato un percorso simile a quello che affronti quando vai dallo psicologo. Ho fatto un grande lavoro di introspezione ed è stato un modo per tirare fuori tutto nei particolari e metterlo via, cioè superare definitivamente l’ostacolo ed esorcizzarlo, mettendolo nero su bianco.

Gessica Notaro

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Ospite a Domenica In da Mara Venier nella puntata del 6 giugno, hai affermato: “Il mio aggressore non mi ha tolto nulla”. Cosa provi oggi nei suoi confronti?
Nulla, totale indifferenza.

Nata sotto una buona stella è dedicato a tuo papà, ma riporti anche il consiglio che ti ha dato tuo fratello: “La prima regola per vivere bene è essere coerenti con se stessi”. Ti ha aiutato a trovare il coraggio per affrontare a testa alta il dramma che hai vissuto?
Sicuramente è stato uno dei pensieri che mi ha aiutato. In quel periodo ho messo in pratica molti consigli.

Ce ne vuoi condividere qualcuno?
Il consiglio di mio padre era: “Dio aiuta gli ottimisti”. Io da subito ho cercato di fare la mia parte. Quando pensi positivo, ricevi positività, l’universo ti aiuta.

Questo pensiero positivo rispecchia il tuo coraggio e la tua forza?
Sì, la forza di chiunque si trovi nella mia situazione e decide di reagire invece che morire.

Il tuo libro può essere considerato come un mezzo per sostenere le donne che hanno subito violenza, di qualsiasi genere?
Assolutamente, è un cercare di prenderle per mano e far capire loro che non sono le uniche, che non sono sole, che non si sentano stupide, perché purtroppo può succedere anche la più forte.

Ti sei mai sentita abbandonata?
Sinceramente, per un momento sì.

Lo scorso dicembre la Cassazione ha confermato la condanna di 15 anni di reclusione al tuo aggressore: questa sentenza può essere considerata il trionfo della giustizia per te e per tutte le donne?
Assolutamente. Quella sentenza è stata un gesto forte non solo nei miei confronti, ma anche nel rispetto di quelle donne che combattono la loro battaglia tutti i giorni. Ed è servita a far capire a certi soggetti che non si devono più permettere di compiere certe azioni, perché non saranno perdonati, non verranno date loro le attenuanti.

Anche se con questo libro ti sei messa il passato alle spalle, ci sarai sempre per le altre donne?
Certo. Ma non mi limito a raccontare la mia esperienza. Io mi occupo e faccio parte da quattro anni di donne vittime di violenza e delle loro situazioni personalmente, quindi non le lascio sole in quel senso. Loro sanno come raggiungermi e come chiedermi aiuto e questo succede tutti i giorni. La promessa che ho fatto è che non le lascerò sole.

Qual è la mancanza più grave della società nei confronti delle donne che subiscono violenza?
La tutela della donna post denuncia. Per questo mi sto adoperando con l’agenzia investigativa Luciano Ponzi per dare una mano. Infatti la vittima denuncia se dopo si sente tranquilla. Molte non si rivolgono alle Forze dell’Ordine per paura. Se si sentono tutelate invece denunciano più facilmente.

E la famiglia quanto è importante?
Anche la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro hanno un ruolo fondamentale nel sostegno della vittima.

Gessica Notaro

Gessica Notaro

Come vedi il tuo futuro?
Roseo, felice, divertente – già il presente lo è – e ricco di tante belle cose e novità. Questo è quello che io sto buttando nell’universo ed è quello che l’universo poi ti rimanda quando sente positivo: è la legge dell’attrazione.

Ci racconti qualcuna di queste novità?
[Ride ndr] Ci sono diversi progetti professionali, ma è prematuro parlarne. Intanto concentriamoci sul libro, su quello che porterà e sulla missione nel sociale per aiutare tante persone. Vediamo poi dove ci porterà il destino…

Ma ti vedremo in tv prossimamente?
Sicuramente.

Mentre la tua vita privata va a gonfie vele [Gessica Notaro è fidanzata con Filippo Bologni ndr]?
Sì, sono felicissima.

Come hai ritrovato l’amore, come sei riuscita a fidarti di un uomo dopo quello che ti è successo?
Io rispondo sempre allo stesso modo: non si possono paragonare le due cose, perché uno non è amore, l’altro lo è. L’amore è una cosa bella, quindi perché averne paura? Non c’entra nulla con quel legame tossico.

Come si fa a capire quando un legame è tossico? E come si fa ad uscirne?
Quando vedi che anziché sentire le farfalle allo stomaco, anziché essere serena e felice, senti ansia, non ti senti mai all’altezza, hai la sensazione che ci siano delle menzogne e hai sempre come una sorta di panico sotto pelle, ma allo stesso tempo non riesci ad allontanarti da quella persona, ecco questa è già una situazione di dipendenza affettiva, è un legame tossico. A quel punto per uscirne, bisogna chiedere aiuto. Da sole non si può. Ed è una delle cose per cui mi sto adoperando.

Il libro si riallaccia a questo tuo impegno?
Sì, io mi auguro con Nata sotto una buona stella di aprire gli occhi a un po’ di persone, vediamo se sarà così. Lo vedo comunque dai social, perché la gente mi scrive e mi diranno se il libro è servito a staccarsi dal carnefice.

Già il coraggio che hai dimostrato nel parlare pubblicamente della tua storia e nel mostrarti, è stato d’aiuto e di esempio
Ne ho sentito la necessità per cercare di limitare la frequenza di questi episodi di violenza. Ho voluto quindi rompere il ghiaccio, mostrarmi subito senza filtri, senza vergognarmi delle ferite che non mi sono meritata.

Hai citato prima i social: lì hai trovato sostegno?
Assolutamente sì.

Gessica Notaro Cover

Il libro di Gessica Notaro

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