“Con le infradito in discesa”, il libro dell’estate di BAZ (ricordate Gianni Cyano?)

Giallo, amore, comicità e tanta estate: “Con le infradito in discesa” il libro di BAZ (Gianni Cyano di Colorado), da divorare sotto l’ombrellone

“Simpatico, testardo, esuberante: Marco è uno speaker radiofonico di successo, allergico alla monogamia, fedele solo alla sua adorata moto. Mai avrebbe immaginato che proprio lui si sarebbe innamorato. Con Margherita infatti Marco scopre di avere un cuore che però dopo un anno di amore folle va in mille pezzi: un inequivocabile, inaspettato tradimento. Marco decide di indagare per scoprire il segreto di Margherita. Un viaggio alla ricerca della verità che lo porterà a scoprire non solo quello che cerca, ma molto di più”.

È la trama, molto autobiografica, di Con le infradito in discesa nuovo romanzo di Marco BAZ Bazzoni disponibile in libreria e sugli store digitali, edito da Mondadori.

Offerta
Con le infradito in discesa
Il libro dell'estate di BAZ

Ci racconta l’autore: “Il romanzo parla di una storia d’amore in cui, come più o meno in tutte, subentrano dubbi e gelosie che prendono forma di giallo. Il tutto condito dalla mia visione ironica della vita, che non può mancare. Sotto l’ombrellone si leggerà benissimo: il titolo non mente”.

BAZ presenta il suo libro "Con le infradito in discesa"
Fonte: Ufficio stampa SAMIGO
BAZ presenta il suo libro “Con le infradito in discesa”

BAZ, divenuto celebre per i suoi personaggi di “BAZ il lettore multimediale” e il cantante autoriferito “Gianni Cyano“,  a Colorado, oggi conduce Tutti pazzi per RDS insieme a Rossella Brescia e Ciccio Valenti e ha appena concluso il tour del musical “Sette spose per sette fratelli” di cui è protagonista con Diana Del Bufalo, per la regia di Luciano Cannito e la direzione musicale di Peppe Vessicchio, tour che visto il successo ottenuto ripartirà da ottobre nei migliori teatri italiani.

Con le infradito in discesa: perché un titolo così masochista?
Purtroppo non posso spiegare nulla, il perché del titolo si capisce solo alla fine del libro Siete costretti a leggerlo!

Da cosa è nata l’idea del racconto, da un evento autobiografico?
Il libro è nato durante l’ultimo periodo della pandemia, quando ancora non si potevano fare spettacoli ed eravamo tutti fermi. Avevo nel cassetto ferma da tempo l’idea, la Mondadori mi ha contattato ed è nato tutto: ho avuto il tempo per scriverlo e mi sono anche molto divertito. È un romanzo dove la storia principale, l’impalcatura, è senza dubbio inventata, ma molti dei personaggi e degli episodi sono veri. Il lettore scopre alla fine, grazie alle foto, quali sono le cose reali e quali no.

Amore, gelosia, amici, estate: gli ingredienti per una lettura da ombrellone ci sono tutti
Si perché parte da un giallo: il protagonista scopre di essere stato (forse) tradito e per tutto il libro lui cercherà aiuto da amici e colleghi, per svelare il mistero. Essendo però io un comico, inevitabilmente il racconto è tutto da ridere: un po’ di giallo, un po’ di amore e tanta, tanta estate!

Tu cosa leggi: il tuo autore preferito?
Direi, senza dubbio, Stefano Benni.

A proposito di estate e vacanze, arrivi dal mondo “mitologico” dei villaggi. Tra l’altro è stato fatto di recente un docufilm Vi Vi – La filosofia del sorriso, con Fiorello e altri comici partiti proprio come animatori. Che ricordo hai di quegli anni?
In realtà l’ho fatto per un breve periodo, proprio agli inizi. Ma lì ho senza dubbio scoperto il palcoscenico. Ed è una delle componenti che può tornare utile per il futuro, nel lavoro di un comico:  il rapporto diretto con le persone, con il palco. Anche se non è poi così immediato e scontato il passaggio da animatore a comico, anzi. Ci vuole tanto altro. Ma di sicuro può aiutare, è una gavetta molto utile.

Tv, teatro, radio, libri: dove ti senti più a tuo agio, quale dimensione ti rappresenta meglio?
Senza dubbio la dimensione del comico, e l’ambiente in cui mi trovo meglio è sempre e comunque il palcoscenico.

Hai studiato a Los Angeles e ti sei esibito nel tempio della comicità mondiale, l’Hollywood comedy store. La vita del comico, negli Usa, è diversa che in Italia?
Sono partito dall’Italia nel momento in cui avevo avuto avuto successo in tv. Negli Usa invece non mi conosceva nessuno ed è stato quasi come rincominciare da capo. La cosa che mi ha colpito molto è la serietà con la quale viene affrontati il lavoro del comico, che qui spesso è sminuito, e la collaborazione tra colleghi nel mondo dello spettacolo.

Più che in Italia?
Assolutamente sì.

Quanto ti manca Gianni Cyano?
È una delle cose che continuo a fare nonostante il tempo passato. Perché mi ha sempre divertito tanto e continua a farlo.

Oggi sei uno dei conduttori del programma di punta di Tutti pazzi per RDS. Vi divertite davvero come traspare da chi vi ascolta?
Purtroppo non si possono mandare i fuori onda, uscirebbero le cose peggiori (ride, ndr). Però si, ci divertiamo moltissimo.

Ti rivedremo mai in tv?
Per adesso no, perché ricomincio il mio musical, Sette spose per sette fratelli, e sarò in tournée da ottobre, faremo tantissime date in tutti i teatri di Italia. Nel futuro chissà…

Tornerai nella tua Sardegna questa estate?
Ovviamente.

Se ti chiedessi di dare un consiglio di viaggio ai nostri lettori, indicarci  un posto magico della tua terra, magari meno turistico e inesplorato, dove poter andare?
La cosa migliore per vivere la Sardegna, se si può fare, è prendere la moto o la macchina e andare a casaccio, perché si scoprono delle cose sia al mare che nell’entroterra incredibili..

Jerry Lewis diceva: “Non capite quanto sia drammatico essere un comico, fare lo stupido e far ridere la gente”. Sei d’accordo?
Drammatico non saprei, ma senza dubbio molto molto impegnativo perché c’è sempre grande aspettativa da parte del pubblico, che vuole ridere. È una continua ricerca e studio per riuscire a stupire lo spettatore. O in questo caso i lettori.