Clotilde Sabatino: “Ho vinto la paura del ghiaccio per Tempi Supplementari. Giuseppe Zeno? Molto bravo”

Clotilde Sabatino ci racconta di "Tempi Supplementari", su Rai 1 il 7 gennaio: "Sul set grande complicità". E ci rivela in anteprima il suo nuovo spettacolo

Foto di Federica Cislaghi

Federica Cislaghi

Royal e Lifestyle Specialist

Dopo il dottorato in filosofia, decide di fare della scrittura una professione. Si specializza così nel raccontare la cronaca rosa, i vizi e le virtù dei Reali, i segreti del mondo dello spettacolo e della televisione.

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Clotilde Sabatino è la protagonista, insieme a Giuseppe Zeno e Alvise Marascalchi, di Tempi Supplementari, il film tv in onda su Rai 1 in prima serata il 7 gennaio.

Prodotto da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction, per la regia di Ago Panini, Tempi Supplementari racconta la storia di Sandro, ex allenatore di hockey caduto in disgrazia a cui viene offerta una seconda possibilità: guidare una squadra giovanile composta da ragazzi provenienti da contesti difficili. Proprio sul ghiaccio ritrova la figlia Thea, che non vede da anni e che si allena sotto la guida dell’affascinante Julia, ex pattinatrice con cui scoprirà di avere molto in comune. Insieme ai ragazzi, a Thea e a Julia, Sandro dovrà affrontare cadute, rinascite e le difficoltà di ricostruire i legami familiari.

Clotilde Sabatino Tempi supplementari
TS
Clotilde Sabatino in “Tempi Supplementari”

Clotilde Sabatino ci ha raccontato del suo personaggio, Julia, del clima meraviglioso che si è creato sul set, della perfetta sintonia professionale con Giuseppe Zeno. E ci ha regalato anche uno scoop sul suo prossimo lavoro a teatro.

Iniziamo dal personaggio che interpreti in Tempi Supplementari. Chi è Julia e che cosa le accade nel film?
Julia è una donna moderna, una donna molto forte che però nella vita ha subito un grave danno. Lei era una pattinatrice professionista ma a causa di un brutto incidente ha dovuto rinunciare alla carriera. Quindi, da campionessa che stava per avviarsi alle Olimpiadi, si è dovuta fermare, ricominciando da capo come insegnante di pattinaggio. Ed è proprio nel palazzetto dove insegna che incontra Sandro che allena i Pinguins, la squadra di hockey. Julia è una donna che ha saputo ricostruirsi, anche se ha pagato un prezzo altissimo, non solo a livello professionale ma anche umano e sentimentale. Infatti, oltre a dover rinunciare alla carriera agonistica, ha perso anche l’amore, perché lei pattinava con il suo fidanzato. Ma non voglio anticipare troppo.

Prima del film eri già appassionata di sport invernali o li hai scoperti grazie a questo ruolo?
Assolutamente no, anzi! Ho sempre avuto una vera e propria fobia del ghiaccio. Ho paura di scivolare e cadere, quindi puoi immaginare lo shock quando ho saputo che avrei dovuto pattinare. Però, da attrice professionista, mi sono iscritta a un corso di pattinaggio sul ghiaccio. È stato quasi comico: per un mese sono rimasta aggrappata alla balaustra, terrorizzata. Un vero incubo, ma io sono fatta così: con coraggio ho infilato i pattini, che per altro sono scomodissimi, e mi sono attaccata alla balaustra per tutto il tempo. Avevo paura di farmi male, soprattutto sapendo che dopo pochi mesi avrei dovuto girare il film.

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Alfie Samba
Giuseppe Zeno e Clotilde Sabatino

Però alla fine ce l’hai fatta
Sì, ce l’ho fatta, anche se è stato durissimo. I bambini di cinque o sei anni mi superavano sfrecciando sul ghiaccio mentre io arrancavo [ride ndr]. Però è stata un’esperienza fantastica, perché questo lavoro ti costringe a confrontarti con cose che nella vita normale non avresti mai fatto. Da Clotilde non l’avrei mai fatto, da Julia sì.

Com’è stato lavorare con Giuseppe Zeno che interpreta Sandro in Tempi Supplementari?
Molto bello. Giuseppe è un bravissimo attore ed è anche una persona schietta, leale e molto corretta sul lavoro. Non avevamo mai lavorato davvero insieme prima, quindi anche per noi è stato un vero incontro. I nostri personaggi si sono conosciuti e avvicinati un po’ come abbiamo fatto noi come attori. Si è creata una bella sintonia e spero davvero di poter tornare a lavorare con lui.

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Alfie Samba
Clotilde Sabatino e Giuseppe Zeno in “Tempi Supplementari”

C’è un momento del set che ricordi con particolare piacere o divertimento?
Paradossalmente la cosa più divertente – e anche più drammatica – è stata la pioggia. Abbiamo girato a luglio e su trenta giorni di lavorazione, ventiquattro sono stati di pioggia. Molte scene sono state spostate in interni. Però, malgrado la pioggia che ci ha massacrato, si è creato un bel clima sul set, anche grazie al regista bravissimo, Ago Panini. Eravamo spesso nel palaghiaccio, al fresco, e si è instaurata una grande complicità tra cast e produzione. C’erano tanti ragazzi giovani, che interpretavano i ragazzi delle due squadre di pattinaggio e di hockey, e il loro entusiasmo ha contagiato tutti. Ci siamo trovati benissimo, si è creata l’atmosfera di una famiglia.

Tra l’altro il film, in onda su Rai 1 il 7 gennaio, arriva in un momento perfetto, visto l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali.
Assolutamente sì. Io stessa, prima di questo film, conoscevo pochissimo questi sport. Io sono napoletana e vivo a Roma e diciamo che occasioni per andare sulle piste da ghiaccio ce ne sono poche. Sicuramente meno che in altre realtà del nord Italia. Con Tempi Supplementari ho scoperto un mondo fatto di disciplina, sacrificio, passione e anche rischio. Sono realtà sportive di altissimo livello, davvero affascinanti.

Tempi supplementari
TS
Una scena di “Tempi Supplementari”

Quali sono i tuoi prossimi progetti per il 2026?
Sto riprendendo a cantare. Nasco come cantante, è una passione che ho fin da bambina grazie a mio padre che ha una voce bellissima anche adesso che ha 83 anni. Poi per varie vicissitudini mi sono ritrovata in un teatrino di 30 posti e lì mi sono innamorata del palcoscenico. Così, il teatro è diventato la mia passione principale. Ma adesso sento il bisogno di tornare al canto. Sto preparando uno spettacolo di canzoni napoletane, che dovrebbe andare in scena a breve, probabilmente a marzo, diretto da Stefano Reali. È la prima volta che lo dico ufficialmente.