Sughra Solangi: la sposa bambina che combatte per le donne

Così da sposa bambina, Ghulam Sughra Solangi, è diventata un'attivista. Il simbolo della rinascita dopo l'oppressione

È una battaglia gentile, quella portata avanti da Ghulam Sughra Solangi, ma decisa e determinata, esattamente come lei che dalla vita non ha avuto sconti. Colpevole di essere nata in un Paese che demolisce ogni diritto delle donne, perché quelli sono una prerogativa degli uomini.

Nata il 2 marzo del 1970 in Pakistan, Sughra è stata vittima di un destino già scritto dalla società in cui è nata e vissuta riservato alle donne. A soli 12 anni, infatti, è diventata contro la sua volontà una sposa bambina. Eppure le cose sono cambiate quando, all’età di 20 anni, è stata lasciata dal marito. Una rottura che però si è rivelata una benedizione, dato che è stato quel distacco a permetterle di riprendere in mano la sua vita.

Con la separazione dal marito, Sughra ha segnato un primato, uno dei tanti della sua vita, quello di essere la prima donna del suo villaggio ad aver divorziato. Ed è stato forse quello il momento in cui la ragazza ha compreso che quelle rigide regole che la società imponeva a lei, e a tutte le altre, non erano assolute, e potevano essere infrante.

Così ha scelto di tornare a scuola, ma la famiglia glielo ha impedito. Una battaglia era stata persa, ma c’era ancora tanto per cui combattere. Sughra ha ottenuto il permesso di studiare da casa e poi si è diplomata nel liceo del suo villaggio. Un altro primato per lei: è stata la prima donna a farlo.

Da lì a diventare insegnante il passo è stato breve. Ma proprio quando ha ricoperto questo ruolo ha scoperto che le ragazze non andavano a scuola, perché a loro veniva impedito, come era stato fatto con lei anni prima. La povertà e le abitudini sociali determinavano le scelte delle famiglie del villaggio di Khairpur, a queste si aggiungeva l’assenza di potere delle donne nelle questioni decisionali familiari.

Sughra ha capito che era il momento di fare qualcosa e ha messo in atto una strategia a lungo termine per educare la comunità, per restituire i diritti umani fondamentali a tutte le persone alle quali venivano negati. Da sposa bambina, oppressa e sopraffatta, è diventata un’attivista.

Oggi Ghulam Sughra Solangi è fondatore e amministratore delegato della Marvi rural development organization (MRDO) di Sukkur, una ONG che ha come obiettivo quello di garantire opportunità, diritti e dignità alle donne dei villaggi rurali. Con le sue instancabili azioni ha ricevuto anche il premio International women of courage da Hillary Clinton e Michelle Obama nel 2011. Ma è ancora tanta la strada da percorrere.

Sughra Solangi, che ora è anche mamma di due splendidi ragazzi, continua a proseguire le sue battaglie in tutto il Sindh e nel distretto di Khairpur. Lo fa per le giovani donne pakistane, per liberarle dalle discriminazioni e dalle oppressioni, dagli abusi e ai soprusi. I figli, seguono il suo esempio, perché da lei hanno imparato il rispetto e la gentilezza, ma soprattutto la libertà.

Non con poche difficoltà, ovviamente. Si è spesso scontrata con il sospetto e il disprezzo, con i pregiudizi degli altri, perché lei aveva osato alzare la testa e prima di lei nessuno lo aveva fatto. Ma questo lo ha trasformata in un simbolo, una fonte d’ispirazione, la prova vivente che dall’oppressione si può uscire, anche solo con la determinazione e la tenacia.

Oggi il suo impegno continua nei villaggi rurali del Paese con l’obiettivo di garantire l’accesso all’istruzione, ai servizi sociali e l’indipendenza economica, strumenti necessari per l’emancipazione, l’indipendenza e la libertà delle donne.

Ghulam Sughra

Hillary Clinton e Michelle Obama consegnano il premio a Ghulam Sughra Solangi