“Io non ho paura”, la bellissima poesia dedicata alle donne

Quelle che non si notano, che sono spettinate, che sanno piangere e ascoltare. Queste parole sono dedicate a loro. Le ha scritte Abdou Mbacke Diouf

Raccontare, raccontarsi è un arte nobile e meravigliosa che non tutti sanno padroneggiare. Del resto come possiamo esprimere attraverso delle semplici parole, l’universo variegato che ci caratterizza in maniera univoca? Quel mondo interiore, intimo e incontaminato, che altro non è la nostra essenza più vera.

Quella fatta di sentimenti che fanno battere il cuore e illuminare gli occhi quando scegliamo di metterci a nudo davanti a qualcuno, e farlo ci costa davvero tanto. Quella che solo poche, pochissime persone, riescono a cogliere e ad amare, per quello che vede, per quello che siamo, senza voler cambiare neanche un capello.

Ecco, come si fa a descrivere e raccontare tutto questo?

Così, dove non arriviamo noi, ecco che ci pensa la poesia, parole che attraversano il tempo, lo spazio e le dimensioni, e che pur essendo effimere restano in eterno.

Ecco perché oggi, per omaggiare e celebrare quel mondo femminile, che ancora oggi è incompreso e troppo spesso sottovalutato, prendiamo in prestito le parole di Abdou Mbacke Diouf della sua poesia Io non ho paura. Abdou è originario del Benin ma è scresciuto in Italia, dove si è laureato in Biologia, ma ama scrivere.

Un testo dedicato alla forza delle donne, quelle belle dentro. Quelle che non hanno paura di mostrare le occhiaie o i segni di una notte trascorsa in bianco. Quelle che arrossiscono davanti a un complimento e che, anche davanti a uno sconosciuto, si fermano per osservare e ascoltare.

Donne nascoste, apparentemente, all’ombra di altre donne, quelle perfette che non hanno mai un capello fuori posto, ma che non danno peso ai dettagli della vita, quelli che la riempiono e possono fare la differenza. Ed è a queste donne che è dedicata questa poesia.

Io non ho paura di quelle che il mondo chiama “belle donne”.
Io ho paura delle altre.
Ho paura di quelle che escono di casa con un filo di trucco.
Di quelle che capisci subito se hanno passato una nottata in bianco dalle occhiaie che si portano dietro.
Di quelle che si legano i capelli con una matita.
Di quelle che si guardano allo specchio e sorridono perché non hanno nemmeno un capello al posto giusto.
Ho paura di loro.

Di quelle che si fermano sui dettagli, su particolari tuoi che nemmeno tu stesso pensavi di avere.
Di quelle che sanno stare accanto agli altri, ma non sanno come stare accanto a se stesse.
Di quelle che sono sempre di corsa, ma si fermano ad ascoltare. Uno sconosciuto, un amico, un bambino.
Ho paura di loro.
Di quelle che ad un “Sei bellissima”, arrossiscono, s’imbarazzano.
Di quelle che custodiranno gelosamente il Girasole che le hai regalato finché l’ultimo petalo non si sarà seccato e rompendosi cadrà sul pavimento, perdendosi tra la polvere, sotto l’armadio.
Di quelle che non appaiono, non si vedono, non si notano.
Il mondo sempre in primo piano.
E loro dietro.
Sullo sfondo.
Ho paura di loro.

Di quelle che sorridono alla vita, tutti i giorni, nonostante abbiamo migliaia di motivi per non farlo.
Di quelle che ti ascoltano davvero.
Di quelle che amano essere belle, solo ogni tanto.
Solo per qualcuno.
Di quelle che sanno piangere.
Ho paura di loro.
Di quelle che per passare un’ora con te, passerebbero anche otto ore in treno.
Ho paura di loro.
Di quelle per cui vale la pena restare.
Una volta.
Restare.

E ho paura di loro, soprattutto, quando, senza dire una parola ti scelgono, restano e tu sei troppo distratto per accorgertene, troppo concentrato a fuggire da non sai cosa.
Ho paura di loro perché di belle donne il mondo è pieno.
Una donna del genere, invece, se te la lasci scappare non saprai mai in quale parte del mondo la ritroverai.
Se mai la ritroverai.

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