Gerda Taro, la coraggiosa fotografa di guerra e verità

Una vita, quella della fotografa, fatta di arte e d'amore, di guerra e passione. Di ideali e sogni inseguiti fino alla fine

È una storia breve, ma intensa, quella che riguarda una donna straordinaria che ha trascorso gli anni della sua vita a raccontare con onestà, e senza remore, il volto più autentico e crudo della guerra. Una vita, quella di Gerda Taro, fatta di arte e d’amore, di passione e di guerra, stroncata da un tragico incidente che l’ha vista morire a soli 27 anni.

Gerda Taro, all’anagrafe Gerta Pohorylle, è stata una fotografa e una reporter di guerra, conosciuta anche per essere stata la compagna di Robert Capa. Una relazione, la loro, contraddistinta da talento e passioni comuni, quello nei confronti della fotografia di guerra che l’ha consacrati come i più importanti professionisti del settore nella storia.

E nella storia sono rimasti, entrambi. Robert Capa per i suoi intensi reportage e Gerda Taro come la donna coraggiosa e rivoluzionaria che ha dedicato la sua vita, perdendola tragicamente, nelle cause in cui credeva e nel lavoro che amava.

Gerda Taro

Gerda Taro

Gerda Taro, la carriera memorabile

Breve e memorabile è stata la carriera di una delle protagoniste indiscusse della fotografia di guerra, una donna straordinaria impegnata professionalmente e socialmente che ha sempre seguito i suoi ideali.

La sua storia inizia il 1 agosto del 1910 a Stoccarda. Figlia di una famiglia ebrea di origini borghesi, Gerda sin da piccola mostra una spiccata sensibilità nei confronti delle cause sociali e, più grande, sposa le cause socialiste e i movimenti a difesa dei lavoratori.

Attivista del Partito Comunista, Gerda Taro si ritrova a dover dire addio alla sua terra natale con l’arrivo del nazismo. Trasferitasi in pianta stabile a Parigi, lavora prima come dattilografa e poi come fotografa. È quello il periodo in cui incontra il fotografo ungherese Endre Friedman, al secolo Robert Capa.

Tra i due nasce subito un’intesa, consumata sia sul piano sentimentale che professionale. Entrambi antifascisti, si ritrovano a spalleggiarsi nelle cause comuni che sostengono, ma è grazie alla fotografia che consacrano quel sodalizio che li terrà uniti per tutta la vita.

Gerda Taro e Robert Capa

Gerda Taro e Robert Capa

La guerra civile spagnola

Lo scoppio della guerra civile spagnola, nata in seguito al colpo di Stato del 17 luglio del 1936, è destinata a cambiare per sempre la vita della coppia e quella di Gerda Taro. I due decidono di lasciare Parigi per raggiungere la Spagna e raccontare la crudeltà e gli orrori della guerra.

Sono scatti intensi, vividi e unici, quelli pubblicati dalle riviste di cronaca. Sono quelli che portano la firma di Gerda e di Robert. Non c’è rivalità tra i due, ma una profonda stima reciproca che li porta a collaborare, e mai a competere.

Alla Taro andrà il merito di aver realizzato uno dei più importanti reportage di guerra durante la battaglia di Brunete. Ma la sua esposizione in azione è tanta, è troppa, e le costa la vita. Proprio sul fronte, infatti, all’età di 26 anni finisce sotto i cingoli di un carro armato rimanendo schiacciata. Muore il 26 luglio 1937.

Il suo corpo fu portato a Parigi e tumulato nel cimitero di Père-Lachaise, nella zona dedicata ai rivoluzionari e alla Resistenza, all’interno di quel luogo sacro dove riposano alcuni dei più importanti personaggi della storia mondiale. Anche Gerda Taro fa parte di loro adesso. La sua tomba fu violata successivamente dai nazisti, tanto era forte la sua immagine e la sua influenza agli occhi di tutti.

Robert Capa, rimasto scosso dalla morte della sua compagna di vita, la raggiunse nel 1954, perdendo la vita sul fronte della guerra d’Indocina. Alla sua storia è dedicato anche un libro, La ragazza con la Leica, un romanzo di Helena Janeczek vincitore della 72esima edizione del premio Strega.

Gerda Taro

Gerda Taro