Come sbiancare la biancheria, consigli pratici

Il giallo rovina i vostri capi. Esistono metodi per rendere la biancheria più splendente? Sì. Ecco come sbiancare la biancheria in modo assolutamente efficace

Il tempo che passa, i tanti lavaggi e le condizioni dei propri armadi sono elementi che portano la biancheria a ingiallire. Un processo naturale che può essere però contrastato. I metodi sono svariati e proviamo a suggerirne alcuni naturali. Ciò vuol dire risparmiare e fare del bene all’ambiente, stando lontani da costosi prodotti chimici in commercio.

Come sbiancare la biancheria ingiallita

Anche la biancheria di ottima qualità può cambiare colorazione, divenendo gialla o grigia a seconda dei casi. Il bianco originale svanisce col tempo o magari in seguito a lavaggi non corretti, effettuati senza leggere con attenzione le etichette. Riuscire a ottenere il colore apprezzato al momento dell’acquisto non è semplice ma neanche impossibile. Occorre andare per tentativi, sperimentando uno dei vari metodi proposti di seguito.

Sbiancare con aceto

Decisamente facile procurarsi dell’aceto bianco, che presenta un prezzo basso ed è perfettamente naturale, ma soprattutto utile. Le sue funzioni sono tantissime e tutti, prima o poi, si ritrovano a sfruttarlo per le faccende di casa.

In questo caso non lo useremo come anticalcare o sgrassante, bensì per lavare e liberarci di quelle odiose macchie gialle o grigie che rovinano i nostri capi bianchi.

Non sfruttiamo la lavatrice in questa fase, optando per un semplice ammollo dei capi in una bacinella. Immergiamo il tutto in acqua calda, per poi versare all’interno metà bicchiere di aceto bianco. La biancheria deve restare a riposo per un’intera notte e soltanto il giorno dopo si potrà procedere al normale lavaggio.

Sbiancare con il limone

Sgrassante e profumatore naturale, anche il limone sa essere un fedele alleato nelle pratiche domestiche. Per sbiancare la biancheria ingiallita o ingrigita sfruttando questo agrume occorre tagliarne un paio a fette, facendoli bollire.

L’acqua in pentola potrà essere riversata in una bacinella, dove poi lasciare la biancheria in ammollo per alcune ore. Data la temperatura, si consiglia di fare molta attenzione tanto nel travaso quanto nella sistemazione dei tessuti. Trascorse 2-3 ore, si potrà risciacquare il tutto per notare degli evidenti miglioramenti.

Sbiancare con bicarbonato

Altro elemento immancabile nelle case di tutti è il bicarbonato di sodio, che ha anche l’enorme vantaggio di assorbire i cattivi odori. Si tratta di un metodo molto sfruttato e tramandato dalle nostre nonne, che spesso lo utilizzavano per la loro biancheria.

Stavolta niente bacinella ma direttamente biancheria in lavatrice. Per migliorare l’aspetto dei capi, basta aggiungere un cucchiaio di bicarbonato di sodio nel cestello, facendo poi attenzione a scegliere le giuste funzioni in base all’etichetta.

Sbiancare con acqua ossigenata

Ottimo l’effetto dell’acqua ossigenata sui capi ingialliti. La biancheria ne trae un enorme beneficio e questo è il metodo più consigliato quando si ha a che fare con un grigio molto ostico da rimuovere. Si può pensare di sfruttare l’acqua ossigenata da sola o in aggiunta a sale o bicarbonato di sodio. Considerando l’aggressività di questo processo, si consiglia di attuarlo unicamente sui capi poco delicati, per evitare che si danneggino. Procediamo quindi con l’aggiunta di un cucchiaio di acqua ossigenata in lavatrice per ogni lavaggio.

Sbiancare con il sole

In molti credono che il sole sia un nemico della biancheria. Si ritiene, a torto, che possa eroderla o rovinarla, compromettendone la qualità iniziale. La verità è però tutt’altra. Abbiamo nei raggi solari un vero e proprio alleato del bianco.

La propria biancheria ingiallita o ingrigita può essere messa in ammollo in una bacinella colma d’acqua. Aggiungiamo poi un pezzo di sapone di Marsiglia, comune e facile da trovare in negozio. Ricordiamo di non coprire il bucato, lasciandolo anzi esposto al sole per un’intera giornata.

Consigli per non far ingiallire la biancheria

Tutelare la propria biancheria è importante tanto quanto riuscire a recuperarne il biancore dopo anni. Occorre di fatto prevenire e non “maltrattare” i propri capi. Siamo infatti spesso parte del problema, quando si parla di macchie gialle o grigie presenti sulla nostra biancheria.

Molto spesso ci limitiamo a lavare con una certa superficialità, senza dare peso alle etichette presenti su abiti, tende e altro. Se è vero che nei primi lavaggi la differenza può non notarsi, sul lungo periodo i danni potrebbero essere irreversibili.

Al tempo stesso si ricorda come i capi colorati e bianchi andrebbero lavati separatamente. Per quanto si possa utilizzare l’acchiappacolori, micro particelle delle tinte possono comunque trasferirsi e rendere opachi i vestiti bianchi. Anche in questo caso è il tempo a mostrare gli effetti, non il singolo lavaggio.

Altra questione molto importante riguarda il modo in cui riponiamo la biancheria. Un luogo non vale l’altro e se si tratta di capi di qualità, che vorremmo far durare a lungo, vale ogni minima accortezza.

Si dovrebbe riporre il tutto al chiuso, così da tutelare il più possibile i capi dalla polvere. Stare alla larga da aree umide, per evitare la formazione di muffe. Occorre infatti considerare come la biancheria sia stagionale, dunque riposta per mesi. Questa fase è però importantissima.

Teniamo inoltre il tutto lontano dalla luce diretta, che sui lunghi periodi può avere effetti deleteri. Armadi o cassetti sono ovviamente la soluzione ideale, a patto però che le chiusure siano efficienti. A ciò aggiungiamo, inoltre, un controllo attento sullo stato dell’asciugatura. Mai riporre capi umidi.

Ecco altre cose da annotare:

  • Lavare sempre la biancheria prima di riporla. In questo modo si evitano odori sgradevoli;
  • Aggiungere nei cassetti dei sacchetti profumati, scegliendo la fragranza preferita per far profumare i capi e in seguito la casa, quando li userete;
  • Proteggere la biancheria da eventuali tarme. Se l’armadio è in legno, che sia antico o nuovo, usare l’antitarme è sempre la scelta giusta. Diventa poi fondamentale per la biancheria che conserviamo nelle seconde case e che resta chiusa per molti mesi;
  • Considerare l’ipotesi del sottovuoto. Maggior spazio guadagnato e certezza di tenere al sicuro i capi da ogni singolo granello di polvere che si crea nel tempo;
  • Usare delle vecchie lenzuola come copribiancheria è un metodo antico e ancora valido. I capi puliti saranno avvolti e protetti, a patto che quelli vecchi siano stati preventivamente lavati;
  • Dividiamo i capi in base al colore, evitando così che i colorati possano intaccare la qualità dei nostri capi bianchi.