Mondiali di calcio 2026, i sette stadi più belli da Monterrey a Los Angeles

Dal BBVA di Monterrey ispirato al monte Cerro de la Silla al SoFi Stadium da 5,5 miliardi di dollari: i sette stadi più straordinari dei Mondiali 2026 tra architettura e innovazione

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Alessandra Vigna

Esperta in architettura

Ora al Politecnico di Milano per la magistrale in Architettura, porta nei suoi pezzi la curiosità di chi guarda gli spazi non solo per come sono, ma per come potrebbero essere.

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Quello di Atlanta si ispira al Pantheon di Roma, quello di Vancouver ha il tetto retrattile più grande al mondo e l’Azteca, tempio del calcio fin dalla semifinale Italia-Germania 4 a 3 del 1970, oggi è un trionfo di tecnologia e schermi a LED. I Mondiali di calcio 2026, che si svolgono in Canada, Stati Uniti e Messico, hanno messo in campo 16 stadi, in gran parte ristrutturati e disegnati da grandi architetti. Abbiamo scelto i più straordinari, da Monterrey a Vancouver.

Stadio BBVA, Monterrey, Messico

Vista interna dello Stadio BBVA di Monterrey gremito di tifosi, con la copertura asimmetrica aperta verso il monte Cerro de la Silla sullo sfondo
Il design della copertura si abbassa verso sud per favorire la ventilazione naturale e incorniciare la vetta del Cerro de la Silla direttamente dagli spalti

Soprannominato “El Gigante de Acero”, lo stadio BBVA a Monterrey è uno degli impianti più moderni dei Mondiali, inaugurato nel 2015 e firmato dallo studio Populous. Il suo design esterno – un’armatura metallica autoportante rivestita in pannelli di alluminio – dà vita a una silhouette asimmetrica, fluida e rigonfia che, abbassandosi progressivamente verso sud, favorisce la ventilazione naturale e incornicia la maestosa vetta del monte Cerro de la Silla, regalando inquadrature mozzafiato direttamente dagli spalti. Con oltre 53 mila posti e più di 300 suite di lusso, offre agli spettatori una vicinanza al campo ridotta al minimo consentito.

Estadio Azteca, Città del Messico, Messico

Vista aerea dell'Estadio Azteca di Città del Messico con la struttura circolare in cemento armato, la copertura metallica perimetrale e la città sullo sfondo
Sede della partita inaugurale dei Mondiali 2026, l’Azteca conserva la sua anima brutalista in cemento armato a vista, oggi affiancata da migliaia di schermi LED sulla facciata

Sede della partita inaugurale dei Mondiali 2026, l’Estadio Azteca è uno dei templi sacri del calcio mondiale. Tra le sue gradinate sono accadute alcune delle pagine più leggendarie della storia del gioco: nel 1970 ospitò la semifinale Italia-Germania 4-3, ancora oggi considerata “la partita del secolo”, e nel 1986 la finale tra Argentina e Inghilterra, immortalata dal gol di Maradona con la mano de Dios – e dal secondo, sublime, segnato dribblando mezza squadra avversaria.

La struttura, vertice dell’architettura brutalista messicana, è definita da uno scheletro di cemento armato e acciaio a vista, lasciato non verniciato per celebrarne l’anima grezza e scultorea. In occasione dei Mondiali 2026, lo stadio è stato oggetto di un imponente restyling: presenta un’estetica digitalizzata con migliaia di schermi LED sulla facciata esterna e nuovi standard di sostenibilità grazie a pannelli fotovoltaici.

AT&T Stadium, Dallas, USA

Vista aerea dell'AT&T Stadium di Arlington al crepuscolo, con il tetto retrattile chiuso e le luci del perimetro accese
Lo stadio più capiente dei Mondiali 2026, con 94 mila posti e gli archi d’acciaio a campata unica più lunghi al mondo

Lo stadio più capiente dei Mondiali, con i suoi 94 mila posti e una visibilità totale da ogni seduta grazie all’assenza di colonne portanti. L’AT&T Stadium di Arlington è un capolavoro di avanguardia ingegneristica: l’intera struttura è sorretta dagli archi d’acciaio a campata unica più lunghi al mondo. Il design fluido tra interno e esterno è garantito da enormi pareti di vetro e porte scorrevoli che, aprendosi in pochi minuti, collegano il campo da gioco alle grandi piazze esterne. A coronare l’architettura, un tetto retrattile in materiale traslucido e un enorme maxischermo sospeso al centro.

Levi’s Stadium, Bay Area, USA

Panoramica interna del Levi's Stadium con le tribune rosse, la Suite Tower sul lato lungo e il campo da gioco al centro
La Suite Tower asimmetrica ottimizza l’ombra sulle tribune, mentre il design aperto verso il panorama californiano caratterizza l’impianto della Silicon Valley

Nel cuore della Silicon Valley, la sede dei San Francisco 49ers ridefinisce l’esperienza sportiva in chiave ecologica. Accanto alle tribune, in gran parte scoperte e aperte verso il panorama californiano, si trova la Suite Tower: un blocco verticale asimmetrico che ottimizza l’ombra lasciando il resto della struttura arioso. Il fulcro del design green è il tetto verde di oltre 2000 metri quadrati che ospita un orto biologico per rifornire i ristoranti interni. L’arena è connessa al tessuto urbano grazie a una trama di passerelle aperte che esaltano trasparenza e luce naturale.

BC Place, Vancouver, Canada

Interno del BC Place di Vancouver con il tetto retrattile aperto al centro, il maxischermo sospeso e il manto erboso in fase di preparazione
La membrana centrale del tetto si sgonfia e si ritrae radialmente, scomparendo all’interno del maxischermo sospeso sul campo

Il BC Place di Vancouver, nato negli anni Ottanta, è diventato una delle icone più spettacolari dello skyline dopo l’intervento di rigenerazione curato dallo studio Stantec. Il fulcro del suo design è il tetto retrattile più grande al mondo, sorretto da 36 maestosi alberi d’acciaio disposti lungo il perimetro. Il meccanismo di apertura è un capolavoro visivo: la membrana flessibile centrale si sgonfia e si ritrae radialmente, scomparendo all’interno di un maxischermo sospeso sopra il centro del campo. Di notte, la facciata si trasforma in un’opera d’arte urbana dinamica grazie a un sistema di luci LED che animano l’involucro con infinite combinazioni di colori.

Mercedes-Benz Stadium, Atlanta, USA

Vista interna del Mercedes-Benz Stadium di Atlanta con l'apertura circolare del tetto che lascia entrare la luce naturale, tribune rosse e campo verde
L’apertura circolare al centro della copertura richiama il Pantheon di Roma: luce naturale come elemento architettonico, non solo funzionale

La sede degli Atlanta Falcons e dell’Atlanta United è, a differenza degli altri impianti statunitensi, collocata nel centro della città. Lo stadio, che ospiterà otto partite tra cui una semifinale, dovrà adottare un nome generico per il periodo dei Mondiali, poiché il regolamento vieta l’uso di nomi sponsorizzati. Ispirato al Pantheon di Roma, presenta un’apertura circolare al centro della copertura per l’ingresso della luce naturale, mentre l’involucro esterno adotta un linguaggio spigoloso e scultoreo con facciate ispirate alle ali di un falco.

SoFi Stadium, Los Angeles, USA

Vista esterna del SoFi Stadium di Inglewood con la copertura semitrasparente sorretta da colonne, uno specchio d'acqua in primo piano e tifosi lungo la riva
L’enorme piastra semitrasparente di oltre 90 mila metri quadrati copre sia lo stadio sia la piazza pedonale adiacente, creando il primo impianto “indoor-outdoor” al mondo

Concepito dallo studio HKS Architects, il SoFi Stadium di Inglewood ha ridefinito i confini dell’architettura sportiva configurandosi come il primo vero stadio “indoor-outdoor” del mondo. Lo stadio e la piazza pedonale adiacente sono coperti da un’enorme piastra semitrasparente di oltre 90 mila metri quadrati, sorretta da 37 colonne antisismiche. Il campo si trova a 30 metri sotto il livello del suolo, a causa delle restrizioni dovute alla vicinanza con l’aeroporto di Los Angeles. Inaugurata nel 2020, è l’arena più tecnologicamente avanzata dei Mondiali 2026 – e la più costosa, con la spesa record di 5,5 miliardi di dollari – grazie anche al suo maxischermo a forma ovoidale sospeso al soffitto.