Rose, cosa accade quando fa troppo caldo e come proteggerle

Foglie afflosciate e fiori che durano poco? Ecco cosa succede alle rose con il caldo intenso e cosa fare per preservarle

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Le rose sono piante che amano la luce, meglio se in giardini aperti e balconi ben esposti. Ma c’è una soglia oltre la quale il sole diventa un problema: quando il caldo si fa intenso, il terreno si prosciuga e i raggi picchiano forte, anche la più robusta delle rose può accusare il colpo, in particolare gli esemplari in vaso e le piante messe a dimora da poco, ancora prive di radici profonde.

Cosa succede alle rose quando fa troppo caldo

I sintomi dello stress termico sono abbastanza riconoscibili; le foglie si afflosciano, i bordi si seccano o assumono un aspetto quasi bruciacchiato, i boccioli faticano ad aprirsi come dovrebbero. I petali perdono un po’ del loro colore, e i fiori sfioriscono in fretta, lasciandoci deluse dopo pochi giorni.

Dobbiamo però fare un piccolo appunto; una rosa può risultare quasi più “sofferente” nel pomeriggio, sotto il sole delle due, per poi tornare in forma smagliante la sera, quando l’aria si rinfresca. Il comportamento rientra nella normalità: la pianta si difende dalla calura. Il campanello d’allarme suona semmai quando resta accasciata anche nelle ore fresche del mattino o della sera. A quel punto non ci rimane che mettere le dita nel terreno e controllare l’umidità.

Le alte temperature aumentano la traspirazione, questo è vero, ma un terreno costantemente fradicio danneggia le radici tanto quanto la siccità. Meglio quindi evitare di annaffiare in automatico ogni volta che vediamo le foglie abbassarsi. Prima di agire, dobbiamo sempre controllare, tenendo presente che le rose coltivate in vaso restano le più vulnerabili in assoluto: il substrato contenuto in uno spazio ridotto si scalda in fretta e trattiene l’umidità per meno tempo rispetto alla terra piena del giardino.

Come annaffiare le rose durante le giornate più calde

La cosa migliore da fare è l’osservazione; controlliamo il terreno sotto la superficie, e lo annaffiamo solo quando sentiamo che si sta asciugando. Inutile indicare un’ipotetica data sul calendario, perché ogni pianta è differente. Per esempio, nei periodi di gran caldo le rose in vaso possono chiedere un controllo quotidiano, mentre quelle ben radicate in piena terra necessitano di minori interventi, avendo bisogno di acqua soprattutto durante le fasi più siccitose della stagione.

Per l’acqua, cerchiamo di versarla sempre con calma alla base della pianta, dando tempo al terreno di assorbirla in profondità. Le annaffiature frettolose e superficiali inzuppano soltanto lo strato di sopra.

Quanto agli orari, il mattino presto e la sera restano i momenti ideali, perché fa meno caldo, quindi l’evaporazione è ridotta. E poi non dimentichiamo mai di svuotare il sottovaso, per lasciare le radici lontane dai ristagni.

Come proteggere le rose dal caldo e dal sole forte

Possiamo proteggerle con la pacciamatura, ovvero uno strato di corteccia, compost maturo o altro materiale adatto, disteso alla base della pianta lasciando libero il colletto. Durante le ondate di calore può tornare particolarmente utile, perché il suo compito è di rallentare l’evaporazione e mantenere l’umidità del terreno più stabile nel tempo.

Per le rose in vaso, a volte è sufficiente spostarle. Si può portare il contenitore in una posizione ancora luminosa, riparata però dal sole del pomeriggio. Durante un’ondata di caldo, non programmiamo eventuali potature drastiche: si possono togliere i fiori appassiti, i rametti secchi e le parti danneggiate, gesti misurati che non stressano la pianta.