Ortensie, come proteggerle dal caldo e dal sole

Il primo caldo spesso mette alla prova le nostre ortensie: ecco i trucchi e i consigli per proteggerle in estate, dall'irrigazione alla pacciamatura

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

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A volte, dopo due o tre giornate di afa, notiamo che le foglie delle nostre ortensie sono un po’ afflosciate e che i fiori hanno perso parte della loro bellezza. L’ortensia è una signora di campagna abituata al fresco e all’ombra leggera, e al primo vero caldo estivo non è raro vederla in difficoltà. Ma c’è una buona notizia: con qualche piccola accortezza possiamo accompagnarla fino a settembre senza perdere un fiore.

Come proteggere le ortensie in estate

L’estate non è la stagione preferita delle ortensie, su questo non c’è dubbio. Le ondate di calore mettono a dura prova soprattutto le radici, che sono superficiali e si surriscaldano in fretta, e i fiori, che con il sole forte tendono a “bruciare” sui bordi. Cosa possiamo fare, allora? Prenderci cura di lei nel modo giusto.

La giusta esposizione

Partiamo dalla posizione, perché tutto comincia da lì. L’ortensia ama la luce, sì, ma non il sole pieno di luglio e agosto. La posizione ideale è la mezz’ombra: sole gentile la mattina, quando ancora non scotta, e ombra fresca nelle ore centrali. Se è in vaso, abbiamo un vantaggio in più: possiamo spostarla. Nelle settimane più calde la trasferiamo in un angolo riparato del balcone o sotto un albero. Per le piante in terra, invece, un telo ombreggiante leggero appoggiato su qualche bastone protegge senza soffocare.

Quanto e quando innaffiare

Meglio innaffiature abbondanti due volte a settimana invece di prevedere piccole annaffiature quotidiane, perché l’acqua deve scendere in profondità e raggiungere le radici, non bagnare solo la superficie. Ricordiamo sempre che l’orario in cui innaffiamo le nostre piante è importante: diamole acqua quando il sole è basso, quindi all’inizio o alla fine della giornata. E meglio puntare alla base della pianta, senza bagnare fiori e foglie.

Per chi la coltiva in vaso il discorso si fa più impegnativo, perché la terra si asciuga velocemente, quindi è necessario aumentare i controlli ogni giorno, controllando il terriccio con le dita fino al secondo nodo. Se sotto è ancora fresco, aspettiamo. Se è asciutto, è il momento.

La pacciamatura

La pacciamatura è indispensabile, perché copre il terreno alla base della pianta con uno strato di materiale naturale: cortecce, trucioli di legno, foglie secche, compost maturo. Uno strato alla base funziona come una piccola coperta estiva: oltre a rallentare l’evaporazione e schermare il terreno dal calore diretto, la nostra amata ortensia soffre meno gli sbalzi di temperatura.

Il trucco per salvare le ortensie recise dal caldo

E ora arriva una piccola chicca di giardinaggio molto in trend sui social: quando i fiori recisi delle ortensie cominciano ad accasciarsi nel vaso, c’è un metodo un po’ casalingo da sfruttare, ovvero l’acqua calda. Sì, calda, non fredda.

Per i fiori recisi, il recupero si fa in pochi passaggi: si accorciano leggermente gli steli, si immerge solo la parte finale in acqua calda per alcuni secondi e poi si trasferiscono di nuovo nel vaso, questa volta con acqua pulita a temperatura ambiente. Cosa accade in quel momento? Il calore scioglie quei piccoli tappi d’aria che si formano negli steli e che impediscono all’acqua di salire fino ai petali.

Se nelle ore centrali la vediamo giù, aspettiamo prima di darla per persa, perché spesso, appena cala la temperatura, foglie e fiori recuperano tono. Vale sempre, in ogni caso, la regola del buonsenso: osserviamo la pianta con attenzione, e impareremo a leggere i suoi segnali.