Ortensie, i trucchi per cambiare colore ai fiori

Le bellissime ortensie vantano un "effetto speciale" che non tutti conoscono: alcune varietà possono cambiare il colore dei fiori.

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Mirangela Cappello

Design e Lifestyle Editor

Web content editor e copywriter SEO oriented. Scrivo di moda, design, health & wellness dal 2012.

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C’è chi le regala ad ogni occasione e chi pensa che portino sfortuna, chi tappezzerebbe un intero giardino con le Ortensie e chi, invece, preferisce piante meno impegnative. Ma che le si ami o le si odi, tutti concordano su un fatto, che le loro infiorescenze siano magnifiche.

E a proposito di queste, va detto che alcune specie nipponiche vantano anche un effetto speciale. È infatti dal Giappone meridionale e centrale che proviene l’interessante Hydrangea macrophylla, famosa per essere in grado di cambiare colore ai fiori.

Non è magia, solo chimica. La cultivar ha infatti una specifica sensibilità al pH del terreno in cui prospera, ma anche al tipo di minerali presenti nel suolo. Nel caso in cui la combinazione sia favorevole, le specie dai fiori rosa o blu possono variare la loro nuance di base.

Lo stesso non vale per le ortensie bianche, rosse o verdi, che invece tendono a mantenere la propria colorazione originaria. Ma allora, come coltivare le ortensie per vederle al massimo del loro splendore e, magari, favorire un cambio di tonalità delle fioriture?

Come si fa a cambiare il colore delle ortensie

Il primo punto da ricordare è che non tutte le ortensie possono cambiare colore allo stesso modo. Il fenomeno riguarda soprattutto alcune cultivar, come la già citata Hydrangea macrophylla, ma anche l’Hydrangea serrata, con fiore rosa o blu.

Le varietà bianche, rosse o verdi, come detto, non sono influenzate dai minerali disciolti nel suolo e non cambiano colore. A tal proposito, la variazione cromatica dipende da due fattori collegati: il pH del terreno e la disponibilità di alluminio per la pianta.

In generale, più il valore di pH è basso, più il suolo è acido, mentre a pH elevato il terreno risulta alcalino. Nelle ortensie capaci di cambiare colore, un ambiente acido favorisce una maggiore disponibilità di alluminio e, di conseguenza, la comparsa di tonalità blu.

Per fare uno schema:

  • terreno acido, intorno a pH 4,5-5 – maggiore probabilità di ottenere fiori blu;
  • terreno poco acido o vicino alla neutralità – possono comparire sfumature lilla e violacee;
  • terreno alcalino, pH superiore a 7 – la colorazione tende verso il rosa.

Per cui, il primo passaggio è conoscere il pH dell’area di coltivazione, soprattutto quando l’ortensia è coltivata in piena terra, dove la composizione del suolo può essere più complessa rispetto a quella del terriccio acquistato.

Il metodo più affidabile consiste quindi nel misurare il pH con un apposito test del terreno e intervenire dopo per mitigarlo, evitando correzioni improvvisate.

Qual è il trucco per avere le ortensie blu

Se l’obiettivo è trasformare un’ortensia rosa in una tonalità blu, il principio da seguire è rendere più acido il substrato e aumentare, dove necessario, la disponibilità di alluminio. È proprio qui che entra in gioco il cosiddetto “bluante per ortensie”, con solfato di alluminio.

La Royal Horticultural Society lo indica come soluzione da utilizzare quando la colorazione blu risulta difficile da ottenere in modo naturale. Il prodotto non dovrebbe però essere considerato una scorciatoia da usare senza criterio.

Il solfato di alluminio può abbassare di colpo il pH, ma dosi eccessive o applicazioni ripetute possono alterare la disponibilità di alcuni nutrienti e portare a un accumulo di questo minerale nel terreno. Un aspetto che può rivelarsi dannoso per le piante.

Per questo motivo, si dovrebbe procedere seguendo alla lettera le indicazioni riportate sull’etichetta del prodotto e, soprattutto, evitare di somministrarlo “a occhio”. Se il terreno ha già un pH acido, potrebbe non essere necessario aggiungere ulteriori correttivi.

Va anche ricordato che per mantenere nel tempo una colorazione blu non basta una singola applicazione. Il risultato dipende dall’equilibrio complessivo del suolo e dalla capacità di permanenza di determinate condizioni chimiche.

Si possono usare fondi di caffè o altri rimedi naturali?

È una delle domande più frequenti quando si parla di ortensie blu. I fondi di caffè sono spesso presentati come un metodo naturale per acidificare il terreno, ma non rappresentano una soluzione precisa e controllabile per modificare il colore dei fiori.

Il problema è soprattutto quantitativo: non è possibile stabilire quanto un certo dosaggio di fondi riesca a modificare la composizione chimica del suolo. Per ottenere un cambiamento misurabile sarebbe quindi più sensato partire da un test del pH e scegliere, se necessario, un ammendante o correttivo specifico.

L’acidificazione con zolfo è un’alternativa più efficace per modificare il pH del terreno, ma l’azione non è immediata. La trasformazione dello zolfo nel suolo richiede tempo e dipende dall’attività dei microrganismi, dalla temperatura e dalle condizioni della terra.

In altre parole, il vero “trucco” non è un ingrediente segreto da aggiungere nell’acqua di irrigazione, ma la gestione corretta del terreno.

Perché l’ortensia blu torna rosa

Può capitare di acquistare un’ortensia dal colore blu intenso e ritrovarla, nella stagione successiva, con fiori rosa o violacei. Non significa per forza che la pianta abbia subito danni, più probabile che siano cambiate le condizioni del terreno.

Se il substrato diventa meno acido o l’alluminio meno disponibile, la pianta può produrre fiori con tonalità meno fredde. Un’altra variabile è l’acqua che adoperiamo per le irrigazioni, che può contribuire nel lungo periodo a modificare le caratteristiche del substrato.

Un liquido contenente quantità significative di minerali che aumentano l’alcalinità ha infatti il potere di alterare il suolo, rendendolo più basico.

Il fenomeno, dunque, è naturale: il colore dell’ortensia non è sempre una caratteristica fissa, ma può essere il risultato dell’interazione tra genetica della cultivar, pH e disponibilità di alluminio del suolo.

Come prendersi cura delle ortensie per fioriture magnifiche

Che varino colore o no, le ortensie sono bellissime sempre, a patto che ci si siano le condizioni favorevoli alla salute della pianta. Le Hydrangea prediligono un terreno fresco ma non fradicio, ricco di sostanza organica e ben drenato.

A livello di posizione, la Royal Horticultural Society consiglia la mezz’ombra luminosa. Il pieno sole può essere tollerato se il terreno rimane abbastanza umido, mentre caldo, siccità eccessiva e vento possono favorire stress e bruciature fogliari.

L’acqua poi deve essere gestita con equilibrio: nei periodi caldi il substrato non dovrebbe arrivare a seccarsi del tutto, ma allo stesso tempo è importante evitare ristagni.

Per le ortensie coltivate in vaso, si solito il controllo del substrato risulta più semplice. In piena terra, invece, la situazione può essere più complessa, perché entrano in gioco la composizione naturale della terra, il calcare e le caratteristiche dell’acqua di irrigazione.

Per cui, prima di cercare la sfumatura di blu giusta, il consiglio è di garantire alla pianta una condizione di crescita ottimale. Solo dopo possiamo intervenire dove serve, influenzando pH del suolo e composizione chimica, rispettando la nostra ortensia e i suoi bisogni primari.