Tra le piante più apprezzate per arredare gli spazi interni, una grande osservata speciale è l’Alocasia variegata: bella, scenografica e maestosa. Le grandi foglie a forma di freccia o cuore sono infatti un vero e proprio elemento decorativo vivente.
E quando il verde intenso incontra pennellate crema, avorio o bianche, lo spettacolo botanico è impareggiabile. In più, Madre Natura non fa le cose a caso: nella variegatura non esiste una foglia identica all’altra e, soprattutto, ci sono infinite combinazioni di tonalità.
Ma occhio, perché l’universo dell’Alocasia variegata è piuttosto complesso, tra specie, cultivar, forme e nomi commerciali che spesso tendono a sovrapporsi. Non solo, visto che non tutte le Alocasie sono variegate e non tutte le variegature restano costanti nel tempo.
La buona notizia è che, una volta fatta chiarezza, diventa più semplice capire quali piante scegliere, che sfumature aspettarsi e soprattutto dove collocare la pianta in casa. Già, visto che la luce è forse l’elemento che influisce di più sulla sua resa estetica.
Indice
Alocasia variegata: cosa influenza le sfumature fogliari

La variegatura delle Alocasie è dovuta alla presenza, sulla stessa foglia, di tessuti con quantità di clorofilla variabili. Da qui nasce il bellissimo contrasto cromatico tra il verde intenso della parte attiva dal punto di vista fotosintetico e le aree più chiare.
Le principali combinazioni di variegature sono:
- verde scuro e crema, con macchie più o meno ampie;
- verde e bianco, quando la porzione priva o povera di clorofilla è piuttosto chiara;
- verde e avorio, elegante nelle forme con variegatura morbida;
- verde e giallo-verde, in alcune forme nelle quali la distinzione cromatica è meno netta.
Non si dovrebbe però parlare di un numero preciso di “sfumature” dell’Alocasia variegata. La variegatura non è una palette cromatica fissa, ma un disegno che può cambiare da una foglia all’altra e, in alcune forme, anche nel corso della crescita.
Un esempio è l’Alocasia ‘Frydek’ variegata, riconoscibile per le foglie verde scuro e vellutate sulle quali possono comparire macchie bianche o crema, più o meno estese. La pianta appartiene alla specie Alocasia micholitziana, originaria dell’isola di Luzon, nelle Filippine.
Ma qui va aperta una parentesi: anche la varietà non variegata presenta foglie verde intenso e vellutate. E in commercio il nome “Frydek” è spesso adoperato anche per indicare questa forma verde priva di striature.
A fare chiarezza in merito è la Royal Horticoltural Society, o RHS, che considera Alocasia micholitziana ‘Maxkowskii’ il nome accettato per la variante verde pura. Per la versione con le macchie bianche o crema, invece, “Frydek variegata” è il nome con cui la pianta è identificata nel mondo del collezionismo.
Quali sono le Alocasie variegate da conoscere

La variegatura è una questione seria, per cui conviene fare ordine. Online troviamo nomi come Polly Variegata, Jacklyn Variegated, Dragon Scale Variegated e altri, ma non tutti hanno lo stesso peso botanico o una nomenclatura consolidata in modo ufficiale.
Per evitare di trasformare nomi commerciali in classificazioni botaniche discutibili, possiamo concentrarci sulle forme che dispongono di una documentazione orticola più solida. E quindi, ecco le specie variegate originali di Alocasia da cui bisogna partire:
- Alocasia macrorrhizos ‘Variegata’ — è la forma variegata della grande Alocasia conosciuta come Orecchie di elefante. Le foglie possono arrivare a dimensioni notevoli e presentano zone verde scuro, verde più chiaro, avorio e grigio-verde. La RHS la registra e la include anche tra le piante che hanno ottenuto l’Award of Garden Merit. La pianta può raggiungere dimensioni considerevoli, fino a circa 4 metri di altezza in condizioni favorevoli, quindi in casa richiede spazi adeguati. La denominazione storica, tuttavia, è complessa: il Royal Botanic Gardens tratta l’Alocasia macrorrhizos variante variegata come sinonimo di Alocasia indica, mentre la RHS mantiene in catalogo la forma orticola ‘Variegata’;
- Alocasia gageana ‘Variegata’ — è un altro nome presente nella nomenclatura orticola RHS, dove compare come Alocasia gageana variegated, o Alocasia gageana ‘Variegata’. Qui la cautela è ancora più importante: dal punto di vista tassonomico moderno, il Royal Botanic Gardens considera Alocasia gageana un sinonimo di Englerarum montanum, quindi il nome può avere una storia di nomenclatura “alternativa” rispetto alle cultivar che troviamo nei vivai;
- Alocasia ‘Frydek’ variegata — è una delle forme più riconoscibili nel mercato delle piante da collezione, caratterizzata dal contrasto fra la superficie verde scurissima e vellutata delle foglie e le porzioni crema o bianche. È importante però considerarla soprattutto come forma orticola variegata commercializzata, senza attribuirle un rango botanico che le fonti tassonomiche non confermano. E come detto, la specie A. micholitziana, alla quale è ricondotta, è endemica di Luzon.
Dove è meglio tenere l’Alocasia variegata in casa
Se abbiamo deciso di acquistare un’Alocasia, variegata o meno, la posizione in casa è un tassello importante da considerare. La regola da seguire è una e semplice: luce in abbondanza, ma sempre filtrata.
Le Alocasie provengono da ambienti tropicali, quindi amano il sole, ma in natura ricevono la luce attraverso la copertura della vegetazione. Il che significa, niente irradiazione diretta sulle foglie. L’ esposizione preferibile è infatti una luce intensa ma indiretta.
Il diktat vale soprattutto in estate, quando i raggi solari possono essere più forti, con il rischio di bruciature fogliari in caso di irraggiamento aggressivo. Per questo il suggerimento è di sistemare l’Alocasia in vaso in ambienti luminosi ma riparati.
In casa la possiamo collocare:
- vicino a una finestra esposta a est o ovest, con luce filtrata;
- a una certa distanza da una finestra assolata a sud;
- in un soggiorno luminoso, purché non sia investita dai raggi diretti nelle ore più calde;
- in un bagno luminoso, se temperatura e ventilazione sono adeguate.
La luce è una variabile interessante nel caso delle forme variegate. Le porzioni chiare contengono meno clorofilla e, di conseguenza, la superficie attiva a livello fotosintetico è inferiore.
Una posizione troppo buia può favorire una crescita debole e una maggiore difficoltà nel mantenere una bella variegatura, mentre il sole diretto può danneggiare le zone più delicate della lamina. Il compromesso migliore resta quindi una luce intensa, filtrata e stabile.
Alocasia variegata in soggiorno o in camera: qual è l’ambiente migliore
L’Alocasia variegata può vivere sia in soggiorno sia in camera da letto ma, come accennato, non è la stanza a determinare il benessere della pianta: contano soprattutto luce, temperatura e distanza dalle fonti di calore.
Il soggiorno è di solito l’ambiente più luminoso della casa, quindi ottimo per l’Alocasia. La possiamo alloggiare vicino a una finestra, purché riceva luce naturale ma non il sole diretto nelle ore più calde, in modo da evitare macchie e bruciature sulle foglie.
In alternativa, anche la camera da letto può essere adatta, a condizione che abbia una buona illuminazione naturale. In questo caso la pianta dovrebbe essere posizionata vicino alla finestra, ma non accanto a termosifoni, climatizzatori o a correnti d’aria.
La regola, quindi, è semplice: non esiste una stanza migliore a livello universale, tutto dipende invece dalle condizioni che offre. E se troviamo la giusta quadratura del cerchio, la nostra bella pianta saprà darci grandi soddisfazioni.