In estate può capitare: le corolle dei nostri gerani si accartocciano, virano al marrone, ma restano attaccate ai loro steli. Potremmo reagire andando in allarme, per poi annaffiare generosamente per rimediare. Ma una fioritura che si esaurisce rientra nel ciclo normale della pianta; vediamo come comportarci.
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Gerani secchi, come capire qual è il problema
Il primo controllo riguarda l’estensione del danno. Qualche corolla appassita in mezzo a un cespuglio verde e compatto ci sta avvisando che la fioritura è arrivata a fine corsa, e succede anche agli esemplari in perfetta salute. Tutto cambia quando il fenomeno si allarga: foglie che ingialliscono a decine, fusti mollicci o scuriti alla base, terriccio che resta zuppo per giorni oppure indurito e ritirato verso il centro del vaso.
Le cause possibili sono parecchie, e un’irrigazione insufficiente resta la prima sospettata nelle settimane più torride, quando il substrato asciuga nel giro di poche ore. Non va meglio con l’eccesso opposto, che crea problemi molto simili, con la variante peggiore rappresentata dall’acqua ferma nel sottovaso: le radici restano immerse, respirano male e cominciano a marcire. Anche un terriccio compatto, povero di materiale drenante, trattiene l’umidità più a lungo del dovuto.
Questo fenomeno si presenta anche per via di un vaso troppo piccolo rispetto alle dimensioni della pianta, perché le radici hanno poco spazio, e l’acqua scivola via lungo le pareti. Prestiamo attenzione anche alla posizione: queste piante amano la luce piena, però un balcone che riflette calore per l’intero pomeriggio le mette a dura prova. Restano infine le malattie fungine e i parassiti, che lasciano segni riconoscibili tra macchie, polverine biancastre e piccole colonie sulla pagina inferiore delle foglie.
Come togliere i fiori appassiti dai gerani
Quando l’infiorescenza è ormai secca per intero, l’intervento va completato alla base. Seguiamo con le dita il peduncolo fino al punto in cui si inserisce sul fusto principale e recidiamolo poco sopra il punto in cui si inserisce sul fusto principale. Se il peduncolo è molto tenero può essere staccato delicatamente con le dita, ma senza tirare né torcere il ramo. Se invece resiste, meglio passare alle forbici: pulite, affilate, magari disinfettate con un po’ di alcol. Tirare con forza o torcere il ramo espone al rischio di portarsi via anche parti sane, con ferite slabbrate che faticano a rimarginarsi.
Capita spesso, però, di trovare un mazzetto misto, con qualche corolla secca e altre ancora fresche, magari con boccioli chiusi in attesa. In quel caso togliamo soltanto i fiori appassiti, uno per uno, e lasciamo lo stelo al suo posto.
Con la stessa attenzione eliminiamo le foglie completamente secche e quelle molli o annerite, che segnalano un principio di marcescenza. Raccogliamo i residui e portiamoli via dal vaso, soprattutto quando risultano umidi.
Cosa fare per recuperare un geranio che si sta seccando
Davanti a un esemplare in sofferenza, la fretta è pessima consigliera. Prima di tutto, verifichiamo le condizioni del terriccio: affondiamo un dito per un paio di centimetri e valutiamo l’umidità. Subito dopo controlliamo il sottovaso e svuotiamolo se contiene acqua ferma, poi verifichiamo i fori di drenaggio, che con il tempo si otturano con radici e substrato compattato.
Procediamo controllando i fusti: quelli ancora verdi e sodi al tatto indicano che la pianta può ripartire, mentre quelli completamente secchi, fragili o molli possono essere rimossi. In questa fase conviene procedere con parsimonia: eliminiamo soltanto ciò che è secco per davvero e lasciamo stare il resto.
Se il substrato risulta arido e ritirato, preferiamo un’annaffiatura costante ma lenta, ripetuta a distanza di qualche minuto, perché dà al terriccio il tempo di riassorbire l’acqua invece di lasciarla scorrere via.
Quando invece il terreno è già zuppo, la mossa giusta è l’attesa. Sospendiamo le annaffiature, spostiamo il vaso in una posizione arieggiata e diamo tempo al substrato di asciugare. Se l’odore che sale dal terriccio è sgradevole e le radici appaiono scure e sfilacciate, il marciume è già in corso. In questo caso la sola sospensione delle annaffiature potrebbe non bastare: prima di intervenire sulle radici o rinvasare, conviene chiedere consiglio a un vivaista