Tiroide e disturbi del sonno: cause e soluzioni

I disturbi del sonno non sono legati solo a cause psicologiche. Molto spesso all'origine di tali problemi si possono nascondere disfunzioni della tiroide

Lo stretto legame tra disturbi del sonno e problemi alla tiroide è stato più volte confermato da numerosi studi scientifici. Questa correlazione non deve meravigliare, dal momento che la tiroide è la ghiandola che si occupa della regolazione delle principali attività metaboliche dell’organismo tra cui anche battito cardiaco, pressione sanguigna e umore. Qualsiasi alterazione a carico di tali attività può provocare l’insorgenza di alcuni disturbi del sonno, primi tra tutti insonnia e frequenti risvegli notturni.

La tiroide influenza le attività dell’organismo grazie alla secrezione nel torrente sanguigno di due ormoni: il T3 e il T4. Quando i livelli ematici di questi due ormoni raggiungono valori superiori alla norma si parla di ipertiroidismo. In tal caso la tiroide risulta iperattiva e provoca accelerazione del battito cardiaco, aumento della pressione sanguigna e sbalzi d’umore. Sono queste le cause alla base dei disturbi del sonno provocati da patologie tiroidee: la tachicardia e l’ansia che ne consegue interferiscono con un buon riposo, provocando difficoltà ad addormentarsi e rendendo il sonno poco ristoratore.

L’improvvisa comparsa di disturbi del sonno e insonnia in persone che in genere hanno sempre goduto di un ottimo riposo, potrebbe far pensare a possibili disturbi alla tiroide. Questo non significa che la difficoltà a dormire sia necessariamente legata ad alterazioni degli ormoni tiroidei. Solo quando i disturbi del sonno si accompagnano ad altri sintomi quali ansia, perdita di peso improvvisa, sudorazione intensa e ipersensibilità al caldo allora è il caso di sottoporsi ad accertamenti specifici in grado di valutare il corretto funzionamento della tiroide. In genere si tratta di un semplice esame del sangue che va a dosare i livelli degli ormoni tiroidei.

Nel caso in cui la diagnosi sia di ipertiroidismo, le soluzioni sono molteplici e variano in base al parere del medico. La terapia farmacologica prevede la somministrazione di farmaci tireostatici, per frenare l’attività della tiroide, e di betabloccanti per il controllo dei battiti cardiaci e per favorire la scomparsa di ansia e disturbi del sonno. In altri casi si interviene con l’uso di iodio radioattivo, che consente di eliminare le cellule che producono l’eccesso di ormoni. Nei casi più gravi si interviene con l’asportazione chirurgica della ghiandola. Questo risolve il problema, ma prevede l’assunzione di ormoni per tutta la vita.

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