Tumore, il fumo è la principale causa di morte evitabile: come reagire

Fino al 90% dei casi di tumore del polmone è causato dal fumo. AIRC s'impegna a sostenere la ricerca e a sensibilizzare sui rischi della sigaretta. Anche elettronica

Il fumo è la più importante causa di morte evitabile nella nostra società ed è legato all’insorgenza di un tumore su tre. Il Ministero della salute stima che ogni anno in Italia oltre 93.000 morti siano attribuibili al fumo di tabacco. Particolarmente preoccupante è il numero dei giovani fumatori. In Italia, tra i 13 e i 15 anni un ragazzo su cinque fuma quotidianamente e il 18% fa uso di sigarette elettroniche, spesso percepite come meno nocive rispetto alle sigarette tradizionali.

Tumore del polmone: 85-90% dei casi è dovuto al fumo

Il fumo causa circa l’85-90% dei casi di tumore del polmone, oltre ad aumentare il rischio di sviluppo di tumori del cavo orale e della gola, del pancreas, del colon, della vescica, del rene, dell’esofago, del seno, soprattutto tra le donne più giovani, e di alcune leucemie. Il tumore del polmone in Italia è la prima causa di morte per neoplasia, con 34.000 decessi stimati solo per il 2021. Il sostegno ai ricercatori impegnati in questo ambito è aumentato: nel 2022 AIRC ha destinato oltre 8 milioni di euro a 84 progetti di ricerca e borse di studio dedicati al tumore del polmone, con l’obiettivo di sviluppare metodi per diagnosi sempre più precoci e terapie più efficaci e mirate.

Tra i tanti studi in corso c’è quello di Luca Roz, ricercatore presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano finanziato con i fondi ‘5 per mille’ AIRC, che ha recentemente scoperto come contrastare un meccanismo responsabile dell’“attività paradossale della chemioterapia”. Pur riducendo il tumore, infatti, la chemioterapia favorisce in alcuni casi la capacità delle cellule tumorali residue di diffondersi in altre parti del corpo. “Obbiettivo futuro – sottolinea Roz – è sviluppare farmaci in grado di bloccare l’attività paradossale della chemioterapia, potenziando così l’efficacia del trattamento”.

I rischi della sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica negli ultimi anni si è ampiamente diffusa tra i fumatori, che spesso la scelgono per limitare l’uso della sigaretta convenzionale. Per i ricercatori è oggi essenziale comprendere il reale ruolo di questo prodotto sulle abitudini dei fumatori ma anche il suo impatto sulla salute.

Silvano Gallus, ricercatore AIRC presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano, sta indagando il rapporto rischi/benefici delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato. “Spero di riuscire a fornire valide informazioni sull’associazione tra l’uso di questi nuovi prodotti e il rischio di incidenza e mortalità di tumori e altre patologie”, dichiara Gallus. “Per il momento, i dati disponibili suggeriscono che si tratti di prodotti sfavorevoli sia da un punto di vista di sicurezza che di salute pubblica”.

In un recente studio condotto alla University of Southern California, alcuni ricercatori hanno valutato gli effetti biologici dell’utilizzo di sigarette elettroniche, tenendo conto dell’eventuale precedente esposizione al fumo di tabacco. I risultati, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, hanno mostrato che l’espressione genica di persone che fanno uso di sigarette elettroniche (e-cig) e di coloro che fumano sigarette convenzionali è molto simile. Tale espressione varia invece rispetto a chi non ha mai fatto uso di tabacco in generale. Probabilmente questo accade a causa di sostanze chimiche, ancora non indentificate, presenti sia nel vapore delle e-cig che nel fumo di sigaretta.

AIRC e l’impegno della ricerca per sconfiggere i tumori

Fondazione AIRC è da sempre in prima linea per informare e sensibilizzare il pubblico e soprattutto i più giovani sui rischi del fumo e lo fa anche grazie al contributo dei suo ambasciatori Gaudiano, Margherita Granbassi e Gianmarco Tamberi, in particolare in occasione della Giornata mondiale senza Tabacco (31 maggio 2022).

Tanti i ricercatori al lavoro su progetti dedicati al tumore del polmone: nel 2022 AIRC ha destinato oltre 8 milioni di euro a 84 progetti di ricerca e borse di studio in questo specifico ambito, con l’obiettivo di sviluppare metodi per diagnosi sempre più precoci e terapie più efficaci e mirate.