Spugna konjac, come si usa e gli effetti sulla pelle

Arrivata nei Paesi occidentali grazie alla popolarità della skin care coreana, questa spugna ecologica è un'alleata portentosa della pulizia del viso

La spugna konjac, realizzata con un tubero asiatico utilizzato da più di 1000 anni in cucina, è uno dei capisaldi della skin care coreana, punto di riferimento senza pari per le donne di tutto il mondo che vogliono sfoggiare una pelle curata.

La spugna konjac è popolare nei Paesi occidentali ormai da diversi anni. Sono infatti numerosi i brand di cosmesi di peso internazionale che l’hanno inclusa tra i propri prodotti. Quali sono le sue caratteristiche? Ricordiamo innanzitutto che si tratta di una spugna 100% naturale. Il suo principale impiego riguarda la pulizia del viso e può essere utilizzata su tutti i tipi di pelle.

Come poco fa ricordato, la spugna viene ricavata dal konjac, tubero perenne che viene coltivato in diversi Paesi orientali, tra i quali è possibile comprendere la Corea. Ribadiamo ancora una volta il suo ampio utilizzo in cucina, sottolineando che dal bulbo del konjac viene ricavata una farina a sua volta molto utilizzata per la preparazione di gallette e di una pasta simile agli spaghetti.

Proseguendo con le caratteristiche della spugna, è bene specificare che può essere utilizzata senza bisogno di aver effettuato la detersione. Contraddistinta da un lieve potere esfolliante, deve essere usata facendo attenzione a concretizzare un movimento rotatorio sulla pelle del viso.

Grazie a questo semplice accorgimento si ottiene un duplice effetto. Da un lato si mette in atto un processo di eliminazione degli strati superficiali di cellule morte. Dall’altro, invece, si agisce migliorando il microcircolo. Il risultato? Un incarnato visibilmente più fresco e levigato.

Come già ricordato, questa spugna può essere utilizzata senza bisogno di detergenti. Il motivo è molto semplice e riguarda il fatto che produce una grande quantità di schiuma. Se proprio non si ha intenzione di rinunciare al proprio detergente preferito, il consiglio è di usarne davvero poco.

Totalmente biodegradabile – rappresenta quindi un ottimo compromesso per chi vuole prendersi cura della propria bellezza minimizzando l’impatto ambientale – al primo sguardo la spugna konjac appare molto dura. Non bisogna preoccuparsi di questo: basta infatti bagnarla leggermente per accorgersi che le cose cambiano presto.

Quando la si nomina, è impossibile non pensare ai colori. Le differenti cromie non sono affatto casuali. La spugna bianca, per esempio, è la più versatile per quanto riguarda le tipologie di pelle. Quella nera è invece adatta alla pelle con tendenza acneica e, in generale, è migliore per l’epidermide maschile. La spugna rosa, dal canto suo, è considerata la soluzione più congeniale per le pelli sensibili.

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