Nei libri sono conservate le più grandi storie ideate dalla fantasia umana ma, qualche volta, al loro interno celano anche storie di vita vera. Si scorgono negli appunti, nelle dediche, negli scarabocchi a bordo pagina. Un’antica edizione di un libro in latino venduto in un mercatino dell’usato conservava tra le sue pagine la lettera che racconta la storia di Carla e Andreina, della loro amicizia nata ormai quasi 90 anni fa e che la donna che ha comprato il libro cerca oggi di riportare in vita.
La lettera che ci riporta indietro nel tempo
“Carissima Andreina, ti ringrazio tanto della lettera…” inizia così la missiva che la giovane Carla Silva scrisse il 28 dicembre 1940, alle ore “6 pomeridiane”, che lei definisce “tempo di studio”. “Sono contenta che tu ti diverta” scrive Carla all’amica, “mentre io povera collegiale!”. La ragazza si trovava in un collegio in Toscana, decisamente controvoglia: “Tu sai che vita si fa stando in gabbia, quantunque questa sia un po’ più bella di quella di zio Amedeo”.

“Non puoi immaginare come sono malinconica” si legge tra le righe della carta ormai consunta, che ci riporta indientro in un tempo ormai lontano. Carla è felice di tornare a casa per qualche giorno e, nonostante il bigiume della scuola, porta ancora addosso il ricordo delle “bellissime vacanze di Natale”.
Dalla piccola stanza in cui, ogni giorno, resta per ore piegata sui libri, si rallegra della felicità della sua amica più cara, “sono contenta che stai facendo amicizia con ragazzi di Seregno” e spera di rivedere al più presto. La lettera sarà mai giunta a destinazione? A conservarla dentro un libro è Andreina? Lei a tenere vicine le parole dell’amica lontana? Dolci misteri che, 86 anni dopo, qualcuno è intenzionato a sciogliere.
Il ritrovamento in un vecchio libro
L’opera di Orazio (edizione 1935) in cui la lettera di Carla Silva è custodita, dopo chissà quanti viaggi tra mani differenti, finì tra gli scaffali di un mercatino dell’antiquariato a Castagneto Carducci, splendido borgo nella provincia toscana di Livorno. Lo acquistò, 20 anni fa, l’insegnante Hanitriniaina Tahity Argenti. Lo comprò senza leggerlo, lasciandolo a prender polvere in libreria.
Soltanto pochi giorni fa, Hanitriniaina ne ha sfogliato le pagine per la prima volta, trovando per caso quel foglio scritto a mano. La sorpresa ha catturato immediatamente la curiosità della maestra, che si è immersa con piacere in quel piccolo reperto di vita quotidiana, dove la guerra si percepisce senza mai essere nominata, e che racconta di luoghi e persone ormai scomparsi.
L’appello alle famiglie di Carla e Andreina
La maestra di Livorno è una romantica e, così, ha scelto di tentare a dare un lieto fine a questa storia di dolce amicizia. “Ci piacerebbe tantissimo farla ritornare nelle mani dei discendenti o di chi ha conosciuto le protagoniste!” ha scritto su Facebook allegando le immagini della dell lettera e tutti i nomi e cognomi citati tra le sue pagine.
I social, però, sono qualcosa di troppo moderno, un mezzo che quasi stride in un questa fiaba. La prof Argenti non poteva non rivolgersi anche alla tradizionale stampa. Ha scritto al Tirreno, quotidiano toscano tra i più letti nelle Regione. L’appello ha come obiettivo “riuscire a risalire ai discendenti o ai famigliari delle due ragazze per consegnare loro questi preziosi ricordi di famiglia”.
Il Tirreno ha accolto la richiesta, e la condividiamo con piacere anche noi, nella speranza chissà che Carla Silva e Andreina possano tornare a raccontarsi la loro vita, stavolta magari in persona.