Carlo Acutis aveva soltanto 15 anni quando morì nel 2006, eppure la sua storia ha continuato a crescere ben oltre quel 12 ottobre. Il ragazzo milanese appassionato di computer, profondamente religioso ma immerso nella quotidianità dei suoi coetanei, è stato canonizzato il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV. A portarlo fino alla santità sono stati anche due miracoli riconosciuti dalla Chiesa, entrambi legati a guarigioni che, dopo un lungo esame, sono state attribuite alla sua intercessione.
Carlo Acutis, il primo miracolo e la storia di Matheus
Il primo caso arriva dal Brasile e ha come protagonista Matheus, un bambino che soffriva fin dalla nascita di una grave patologia al pancreas. Mangiare era diventato complicato e la malattia condizionava pesantemente la sua crescita.
La famiglia del piccolo era devota a Carlo Acutis e durante una celebrazione religiosa il piccolo Matheus si avvicinò a una sua reliquia. Da quel momento, secondo la documentazione raccolta durante il processo di beatificazione, qualcosa cambiò. Il bambino riuscì nuovamente ad alimentarsi e gli esami effettuati in seguito mostrarono che il problema che lo aveva accompagnato fino ad allora non era più presente.
La vicenda passò ovviamente al vaglio dei medici e successivamente delle autorità ecclesiastiche. Non fu però individuata una spiegazione clinica considerata sufficiente per il recupero del bambino e la Chiesa riconobbe quindi la guarigione come miracolo attribuito all’intercessione di Carlo. Quel riconoscimento aprì la strada alla beatificazione, celebrata ad Assisi nel 2020.
La guarigione di Valeria e il secondo miracolo
La seconda storia comincia invece a Firenze nel 2022. Valeria, una studentessa costaricana di 21 anni, ebbe un grave incidente in bicicletta e riportò un trauma cranico che rese le sue condizioni estremamente serie.
Mentre la giovane si trovava ricoverata, sua madre Liliana decise di partire per Assisi e davanti alla tomba di Acutis pregò per la figlia finché, nei giorni successivi, dall’ospedale arrivarono notizie sempre più incoraggianti sullo stato di salute di Valeria. La giovane infatti iniziò a recuperare rapidamente, fino a superare le conseguenze più preoccupanti dell’incidente.
Come per il primo caso, anche stavolta cominciò un lungo percorso di verifiche. La guarigione fu infine riconosciuta dalla Chiesa come secondo miracolo legato a Carlo Acutis, quello necessario per procedere con la canonizzazione.
Carlo Acutis arriva in tv e al cinema
A vent’anni dalla sua morte, l’interesse intorno alla figura di Carlo Acutis, il “santo millennial” o “patrono di internet” non sembra diminuire. Anzi, la sua storia sta trovando nuovi modi per arrivare al grande pubblico.
Domenica 27 settembre 2026 va in onda in prima serata su Canale 5 Il mio nome è Carlo, film tv diretto da Giacomo Campiotti. A interpretare Acutis adolescente è Samuele Carrino, mentre Lucia Mascino veste i panni della madre Antonia Salzano. Il racconto segue il ragazzo in diverse fasi della crescita, cercando di mostrare anche il Carlo più quotidiano: la scuola, gli amici, il calcio, i videogiochi e naturalmente l’informatica.
Poche settimane dopo toccherà al grande schermo. Dal 15 al 21 ottobre 2026 arriverà nelle sale Carlo Acutis. Il giovane santo, documentario diretto da Luca Salmaso. Il film raccoglie immagini private, materiali familiari e testimonianze di chi lo ha conosciuto, compresa quella di Valeria, la giovane legata al secondo miracolo.
Tv e cinema raccontano così, da prospettive diverse, lo stesso ragazzo che continua a incuriosire anche chi conosce poco la sua storia. Forse è proprio questo il tratto che rende Carlo Acutis una figura così particolare: essere diventato santo senza smettere, nell’immaginario di molti, di sembrare un adolescente del nostro tempo.