Casa gratis per 10 anni in un borgo calabrese: 7 cose da sapere prima di candidarsi

Con "Ripopola Calabria" la Regione offre 50 case in 26 borghi, gratis per dieci anni. Ma c'è un però: non è un regalo senza condizioni. Ecco i requisiti, i vincoli e i tempi da conoscere prima di fare domanda.

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Redazione

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Una casa di 140 metri quadrati affacciata sul centro storico di San Floro, nel Catanzarese. Un alloggio di due stanze tra i vicoli di Alessandria del Carretto, nel Cosentino. Una deliziosa casetta nel borgo di Caccuri, sulle colline della Presila crotonese. E, soprattutto, nessun affitto da pagare per dieci anni. È la promessa di “Ripopola Calabria”, il progetto lanciato dalla Regione: “Venite a vivere in Calabria a zero euro”, è l’invito del presidente Roberto Occhiuto.

Chi di noi non ha mai fantasticato di lasciare il caos e la frenesia della città per trasferirsi in un borgo, magari con una casa a canone zero? Prima di sognare, però, conviene sapere come funziona davvero.

Le prime tre condizioni

Le case sono 50, in 26 borghi | Sul portale ufficiale si può consultare una prima selezione di 50 immobili distribuiti in 26 comuni, in tutte e cinque le province calabresi. Le soluzioni sono molto diverse tra loro: ad Amato c’è un edificio di 140 metri quadrati su tre livelli, a Scigliano un’abitazione di circa 85 metri quadrati adatta anche per una famiglia con figli, a Rovito un immobile pubblico che verrà diviso in tre alloggi. Sul portale gli alloggi si possono esplorare anche con tour virtuali a 360 gradi.

Non è un regalo: è un comodato | Malgrado gli slogan, la casa non diventerà vostra. La formula non equivale a ricevere una casa in proprietà: chi viene selezionato può abitarla per dieci anni con un contratto di comodato d’uso gratuito. Il portale regionale indica anche la possibilità di riscattare l’immobile, secondo modalità previste dal progetto: un dettaglio da verificare con attenzione prima di candidarsi.

Bisogna venire da fuori regione, da almeno tre anni | Tra i requisiti obbligatori c’è la residenza fuori dalla Calabria da almeno tre anni, con la misura aperta anche agli italiani iscritti all’AIRE. Chi vive già in regione, quindi, non può partecipare.

Le condizioni che non possono mancare

L’impegno dura dieci anni | I candidati si impegnano formalmente a trasferire e mantenere la residenza nell’alloggio per almeno dieci anni. Non è dunque una casa per le vacanze: gli alloggi hanno una destinazione esclusivamente abitativa, non possono essere usati come attività ricettive né subaffittati.

Non vince chi arriva prima | Si possono indicare fino a tre alloggi e le domande saranno valutate con una graduatoria pubblica per ciascun immobile. La candidatura si presenta online con SPID o carta d’identità elettronica.

Chi ha la precedenza | Tra i criteri premiali ci sono le famiglie con figli, le giovani coppie, i lavoratori da remoto, le persone con disabilità, i lavoratori autonomi, i professionisti della cultura e i calabresi emigrati che vogliono tornare.

L’ultima cosa da tenere presente

Le case vanno ancora ristrutturate | Gli immobili sono di proprietà comunale e inutilizzati e la Regione finanzia gli interventi di riqualificazione. Per i lavori sono previsti fino a 2.000 euro al metro quadrato, con un massimo di 280mila euro per abitazione. Vuol dire che, una volta vinta la graduatoria, non ci si trasferisce domani: bisogna aspettare la fine dei lavori.

Insomma, prima di candidarsi (e iniziare a sognare) è essenziale verificare sul portale ufficiale: le scadenze, i tempi previsti per i lavori di ogni casa, chi paga utenze e manutenzione, cosa succede se si lascia l’alloggio prima dei dieci anni e come funziona il riscatto. Sono tutti elementi che vi aiuteranno a decidere se candidarvi e se – almeno per i prossimi dieci anni – voltare pagina.