Come innaffiare le piante quando si va in vacanza

Se non avete la fortuna di avere una vicina gentile (e che sia anche affidabile!) disposta a innaffiare le vostre piante mentre siete in vacanza, dovrete ricorrere a degli stratagemmi che vi permettano, al vostro ritorno, di non trovare brutte sorprese con irriconoscibili arbusti rinsecchiti

Prima di tutto, lasciate dei recipienti con acqua vicino ai vasi: l’acqua evaporando garantirà un ambiente umido e una minore traspirazione e spostate all’ombra le piante che solitamente tenete in una posizione soleggiata. Mettete le piante del balcone una vicina all’altra in un angolo d’ombra. Non lasciate quelle in casa completamente al buio: qualche riga alle tapparelle o le persiane leggermente aperte garantiranno che la stanza sia sempre illuminata.

Se state via solo un weekend, basterà innaffiare un po’ più abbondantemente prima di andare via. Per una settimana, oltre a innaffiare di più, dovreste mettete della torba o della sabbia sulla superficie del terriccio per ridurre l’evaporazione dell’acqua. Se però state via per più tempo (comunque non più di tre settimane), allora dovrete ricorrere ai sistemi autoannaffianti:

Il sifone comunicante: mettete una bottiglia per ogni pianta o un secchio vicino ai vasi, a un’altezza superiore. Prendete delle strisce di stoppino (quelli che si usano per le lucerne) o di stuoia filtrante (disponibile dai vivaisti) o delle trecce di lana intrecciata, inumiditeli e sistemateli in modo che una parte resti nel fondo del secchio o della bottiglia e l’altro capo sia inserito per circa 2-3 cm nella terra del vaso. In commercio esistono dei dispositivi già pronti costituiti da un tubicino e da dei funghi di ceramica che hanno la stessa funzione. 

La stuoia filtrante: un metodo da utilizzare quando le piante son tante. Stendete la stuoia su una superficie piatta, resistente all’acqua (il lavello della cucina o un pezzo di plastica rigida). Una parte della stuoia sarà immersa in una bacinella piena d’acqua a un livello inferiore rispetto alle piante (i livelli ideali dell’acqua son indicati sulle istruzioni). L’acqua risalirà attraverso la stuoia fino al terreno e così innaffierà le piante.  

I vasi autoinnaffianti: esistono in commercio vasi provvisti di una intercapedine dove si tiene la riserva d’acqua. Questo sistema richiede però il travaso della pianta quindi bisogna organizzarsi per tempo.

I flaconi di acqua complessata: si trovano dai vivaisti. Si tratta di un’acqua in gel costituita da fibre naturali (cellulosa) e acqua demineralizzata. I microorganismi presenti nel terreno degradano la cellulosa liberando gradualmente l’acqua per un tempo variabile dai 15 ai 20 giorni. Il flacone si inserisce capovolto nel terreno il più vicino possibile al fusto e la pianta verrà innaffiata.

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