Bruchi nei gerani: come eliminarli e salvare le piante

Piccoli ma insidiosi, i bruchi verdi che infestano i gerani sono molto pericolosi per la pianta ma per fortuna esistono diversi modi per eliminarli

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

È splendido vederli fiorire rigogliosi ma capita che a metà stagione si anneriscano, con le foglie tutte bucherellate e un aspetto decisamente morente. Tutta colpa dei bruchi nei gerani che si nutrono letteralmente delle parti vitali della pianta e ne minacciano la normale fioritura. Ma non pensate che sia tutto perduto: possiamo usare dei rimedi efficaci (anche naturali) per eliminarli e salvare le nostre belle piante da fiore.

Cosa sono i bruchi verdi che attaccano i gerani

Nonostante l’aspetto delizioso, i piccoli bruchi che infestano i gerani sono tutt’altro che gentili con le nostre belle piante da balcone. Nello specifico si tratta delle larve della licenide del geranio – chiamata anche farfallina del geranio o Cacyreus marshalli -, una specie proveniente dall’Africa meridionale e diffusa in tutta Italia ormai da circa 25 anni. Le farfalline sono facilmente riconoscibili con le ali marroni picchettate di grigio e bianco ed è usuale vederle svolazzare nei pressi dei gerani, allo scopo di deporre le uova sui germogli e sulle foglie.

Ci vuole circa una settimana prima che le uova si schiudano lasciando il posto alle larve, ovvero i bruchi veri e propri. Sono piccoli, verdi con due strisce sul dorso e ricoperti da una leggera peluria e si nutrono prima dei germogli, poi bucano i rami e scavano al loro interno. È per tale ragione che in un paio di settimane le piante si anneriscono e marciscono, giusto il tempo della trasformazione dei bruchi in farfalline.

Farfallina dei gerani
Fonte: iStock
Farfallina dei gerani

Come eliminare il bruco verde dei gerani

Il ciclo vitale della farfallina del geranio si svolge da aprile a ottobre-novembre ed è in questo lasso di tempo che si verificano le condizioni necessarie per il loro sviluppo. Innanzitutto l’umidità, poi le alte temperature estive il clima più temperato di primavera e autunno e, infine, il momento di massimo rigoglio delle piante da fiore, che proprio in questo periodo fioriscono (bruchi permettendo).

È facile trarre conclusioni affrettate quando la pianta di geranio si annerisce e presenta foglie bucate, senza alcuna fioritura, ma possiamo ancora salvarla. Come si suol dire, prevenire è meglio che curare e per farlo si possono adottare dei trucchi molto semplici.

Per prima cosa si deve evitare il ristagno di acqua durante l’annaffiatura, assicurandosi che il terreno sia asciutto prima di quella successiva. Il secondo passaggio consiste nel potare i rami bucherellati e le porzioni danneggiate nei mesi precedenti alla fioritura successiva (tra novembre e marzo). Questa operazione andrebbe effettuata anche nei mesi di fioritura (da marzo in poi), così da controllare che le farfalline non depongano nuove uova sulle foglie e sui boccioli. Qualora vi fossero dei bruchi già visibili, vanno rimossi con le mani.

Oltre a ciò, se le operazioni che abbiamo elencato non dovessero essere sufficienti, è bene inserire nel terriccio delle apposite pastiglie insetticide che servono a rendere la pianta “tossica” per i bruchi verdi che, nutrendosene, cominciano a morire evitando di completare il ciclo vitale fino a diventare farfalline.

Bruchi nei gerani, rimedi naturali

Esistono anche dei rimedi naturali, qualora non voleste servirvi dei classici insetticidi che sono tossici per gli insetti, ma anche per la nostra salute. Alcuni prodotti sono ampiamente utilizzati in agricoltura biologica e si tratta di antiparassitari che rafforzano le difese naturali delle piante senza l’ausilio di sostanze nocive, nel pieno rispetto dell’ambiente.

Uno di questi è l’insetticida biologico a base di bacillus thuringiensis, un batterio sporigeno che vive naturalmente nel terreno e che produce spore e cristalli. Sono proprio questi a causare la morte delle larve che, ingerendoli, subiscono danni interni. Possiamo usarlo anche per curare l’orto ma attenzione: funziona soltanto contro i bruchi e non contro le uova né è in grado di eliminare le farfalline dei gerani. Tra i pro ce n’è uno di gran rilievo: essendo specifico per alcuni tipi di insetti, non fa alcun male alla salute di impollinatori come api e bombi o di coccinelle et similia.

Se cercate un prodotto più conosciuto e alla portata di tutti, la soluzione è dietro l’angolo e probabilmente ne siete già provvisti in casa. Si tratta dell’olio di Neem che, come molti sapranno, è utile in moltissimi ambiti avendo proprietà antivirali, antimicotiche, antisettiche. E sì, anche antiparassitarie!

Basta prelevarne una piccola quantità nel caso in cui lo acquistiate in forma concentrata, diluendolo poi in acqua e nebulizzandolo direttamente nel terriccio. Ormai in commercio si trovano soluzioni a base di olio di Neem già pronte all’uso, ma ricordate: non basta spruzzarle una volta ma richiedono un utilizzo costante e ripetuto nel tempo (almeno una volta alla settimana). Anche il sapone molle potassico è molto utile nella lotta ai bruchi verdi dei gerani e a una grande quantità di altri insetti e parassiti, non è tossico per gli umani e può essere usato in combinazione con altri antiparassitari naturali (come l’olio di Neem).

Come si curano i gerani in estate

Non c’è niente di più bello che vedere i propri vasi di gerani ricoprirsi di fiori colorati e foglie verdi e accese e, con un po’ di prevenzione, possiamo difendere tale fioritura dagli attacchi dei bruchi verdi come di altri insetti e parassiti. L’estate è il momento in cui dobbiamo tenerli d’occhio e anche usare qualche trucchetto per mantenerli al meglio, favorendone la crescita.

Quando si avvicina l’estate è necessario stimolare lo sviluppo della pianta potando i rami di un paio di centimetri, assicurandoci di travasarla in un vaso abbastanza capiente per accoglierne la crescita e cambiando il terriccio, concimandolo con concimi specifici per gerani (sapevate che si possono usare anche i fondi di caffè?). La pianta va tenuta, ovviamente, all’aperto (va benissimo il balcone) e a contatto diretto con la luce del sole, innaffiandola regolarmente ma senza esagerare con l’acqua. Zoppettare il terriccio è una buona idea, in modo tale che non si indurisca troppo impedendone l’ossigenazione e l’assorbimento dell’acqua.

Non dimentichiamo di togliere foglie secche e fiori morti, facendo attenzione ad evitare tagli e graffi sui rami che potrebbero fungere da “passaggio” per i parassiti e le larve che si nutrono della pianta. L’ultimo ingrediente è, come sempre, l’amore: con cure costanti e pazienza i nostri gerani saranno sempre al top!