Mia nonna, quando in tv passava un vecchio sketch di Walter Chiari, alzava il volume e diceva sempre la stessa cosa: “Questo qui parlava più veloce di quanto io riuscissi a ridere”. Ed era vero. Walter partiva con una storia, si perdeva in mille deviazioni, e quando sembrava non ci fosse più via d’uscita ti piazzava la battuta finale. Era impossibile restare seri.
Forse è per questo che, a più di trent’anni dalla sua scomparsa, in tanti vanno ancora a cercarlo. Vogliono sapere dov’è sepolto Walter Chiari e, soprattutto, cosa ha lasciato scritto sulla sua lapide. Spoiler: anche lì voleva farci sorridere.
Dov’è sepolto Walter Chiari
Il grande attore riposa al Cimitero Monumentale di Milano, dove si trova la tomba di Walter Annichiarico, il suo vero nome all’anagrafe. Una scelta che ha perfettamente senso. Anche se era nato a Verona, l’8 marzo 1924, da genitori pugliesi emigrati al Nord, a nove anni si era trasferito con la famiglia a Milano. Qui è cresciuto, ha tirato di boxe da ragazzo e ha mosso i primi passi verso il palcoscenico. Milano era casa sua.
Ed è sempre a Milano che se n’è andato: fu stroncato da un infarto il 20 dicembre 1991, in un residence, davanti alla tv accesa. Un addio silenzioso per un uomo che di silenzi, sul palco, ne concedeva pochissimi.
Oggi il Monumentale è una specie di museo a cielo aperto, dove tra sculture e cappelle di famiglia si incontrano artisti, industriali e personaggi dello spettacolo. Tra un viale e l’altro, la tomba di Walter Chiari è una delle tappe più cercate da chi passeggia tra i ricordi. Molti arrivano apposta, lasciano un fiore e, quasi sempre, se ne vanno con un sorriso. Il motivo è tutto in una frase.
Cosa c’è scritto davvero sulla tomba di Walter Chiari
Sulla lapide avrebbe voluto scrivere: “Amici, non piangete, è soltanto sonno arretrato”. È l’epitaffio che Walter Chiari aveva confidato all’amico Dino Risi, il regista che conosceva bene il suo modo di vedere la vita.
Pensateci un attimo. Anche davanti alla cosa più seria di tutte, lui trova il modo di sdrammatizzare. Un po’ come se ci dicesse: tranquilli, sto solo recuperando tutte le ore di sonno perse tra teatri, set, tournée e notti passate a chiacchierare.
In giro circolano versioni leggermente diverse: qualcuno riporta la formula “Non piangete per me: è tutto sonno arretrato”. Il senso però non cambia, ed è proprio questo che ha reso l’epitaffio di Walter Chiari uno dei più citati e amati d’Italia, spesso ricordato accanto alle frasi ironiche di altri personaggi famosi sepolti al Monumentale. Ma questa frase, tramandata di anno in anno e di bocca, sulla tomba non compare.
Walter Chiari ha avuto una vita piena di successi, ma anche di cadute dolorose, di momenti bui e di ripartenze. Eppure avrebbe voluto congedarsi così: con leggerezza, senza chiedere lacrime. Un ultimo regalo al suo pubblico.
Se passate da Milano, fermatevi al Monumentale. Cercate quella lapide, immaginate la frase e lasciatevi scappare un sorriso. Siamo sicuri che a Walter Chiari farebbe piacere. In fondo, far ridere la gente è stato il lavoro di tutta la sua vita, e a quanto pare non ha mai smesso.